Trajkovski, Italia-Macedonia un anno dopo: "Così ho eliminato gli azzurri dal Mondiale"
di Marco Juric , di Marco JuricROMA — "Gli italiani non credevano di aver davvero perso contro di noi". Aleksandar Trajkovski è l'uomo che ha eliminato l'Italia dall'ultimo Mondiale. Era il 24 marzo 2022, un anno dopo l'ex trequartista del Palermo gioca in Arabia Saudita, nell'Al-Fayha, a settembre ritroverà gli azzurri: la Macedonia affronterà l'Italia nelle qualificazioni a Euro 2024: "Voglio esserci: è sempre un'emozione giocare con voi".
Trajkovski, ripensa mai a quella notte di un anno fa?
"Ricordo tutto di quella partita. Un'emozione fortissima. Il gol vittoria, contro l'Italia, nello stadio che è stato casa mia per 4 anni".
Cosa successe dopo il fischio finale?
"In campo gli azzurri avevano certe facce... non potevano credere di aver perso contro la Macedonia. Poi negli spogliatoi mi ricordo che c'era un gran silenzio. Nessuno aveva voglia di parlare".
Beh, lei li aveva eliminati.
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ROMA — "Gli italiani non credevano di aver davvero perso contro di noi". Aleksandar Trajkovski è l'uomo che ha eliminato l'Italia dall'ultimo Mondiale. Era il 24 marzo 2022, un anno dopo l'ex trequartista del Palermo gioca in Arabia Saudita, nell'Al-Fayha, a settembre ritroverà gli azzurri: la Macedonia affronterà l'Italia nelle qualificazioni a Euro 2024: "Voglio esserci: è sempre un'emozione giocare con voi".
Trajkovski, ripensa mai a quella notte di un anno fa?
"Ricordo tutto di quella partita. Un'emozione fortissima. Il gol vittoria, contro l'Italia, nello stadio che è stato casa mia per 4 anni".
Cosa successe dopo il fischio finale?
"In campo gli azzurri avevano certe facce... non potevano credere di aver perso contro la Macedonia. Poi negli spogliatoi mi ricordo che c'era un gran silenzio. Nessuno aveva voglia di parlare".
Beh, lei li aveva eliminati.
"L'ho preso come un segno del destino già il giorno del sorteggio. Giocare al Barbera con la mia Nazionale. Prima della partita ne parlavo con gli amici e gli dicevo che era un segnale. Dovevo segnare io quella sera".
Pensavate di vincere la partita?
"L'aria che si respirava nel nostro spogliatoio era positiva. Sapevamo di poterli battere e fare l'impresa. Alla fine quella partita era come una finale. Alcuni di noi avevano giocato in Italia, quindi c'è stato qualche saluto prima di entrare in campo e basta. Io ero emozionato, mi sono tornate in mente le immagini del mio passato".
"Nel tunnel erano tutti molto silenziosi. Loro dovevano vincere per forza e si vedeva che avevano tanta pressione addosso".
Ci racconta quel gol al 92'?
"L'ho rivisto tante volte. Eravamo tutti stanchi e mancava poco ai supplementari. Ma quella palla è stato un dono. Il nostro portiere rinvia, Miovski la prende di testa e vedo che la palla arriva verso di me. Anticipo Jorginho, la controllo bene e poi tiro con tutta la forza che avevo nelle gambe. Quando ho visto la palla entrare non ho capito più nulla. I compagni mi hanno assalito. Sapevamo che era finita. Poi abbiamo festeggiato tanto, sognavamo il Mondiale".
E gli italiani?
"Erano tutti molto tristi e scossi. Alla fine sono andato a salutare Cristante ed Emerson: erano con me al Palermo. Sono stati sportivi, mi hanno fatto i complimenti. Ma non avevano molta voglia di parlare con chi li aveva eliminati".