FIRENZE - Che lo sport in generale e il calcio in particolare, nella loro massima espressione, siano una forma d'arte e che certe giocate di Maradona o Pelé o Messi e certe azioni di squadra siano degne del teatro, della musica o della danza, è perenne tema di dibattito. Grandi artisti come Picasso e Dudreville, Carrà e Guttuso, non hanno peraltro avuto dubbi, scegliendo il pallone e i suoi protagonisti come soggetti delle loro opere. Adesso il contributo alla discussione arriva nella maniera più concreta: con la coabitazione nello stesso luogo, degli artisti in pectore, gli azzurri della Nazionale, e delle opere d'arte, collocate nel centro tecnico di Coverciano, la casa del calcio italiano. La commistione, ideale ma anche fisica, comincia a realizzarsi con l'installazione di un maestro dell'arte contemporanea, Michelangelo Pistoletto.
Il progetto si chiama 'Arte e Calcio: contamiAMOci' e prevede l'esposizione di opere e installazioni di diversi artisti contemporanei di primo piano, disseminate appunto negli spazi comuni, esterni ed interni, della Casa delle Nazionali.
All'inaugurazione erano presenti il presidente della Figc Gabriele Gravina, il sindaco di Firenze Dario Nardella e il ct della Nazionale Roberto Mancini, che da calciatore apparteneva indiscutibilmente alla categoria degli artisti. Il progetto, di durata biennale, è in collaborazione con Zerynthia (Associazione per l'Arte Contemporanea OdV) e si fonda "sul dialogo tra due mondi apparentemente molto distanti, che si scambiano le reciproche identità".