FIRENZE - Davide Frattesi, centrocampista del Sassuolo tra i migliori del campionato, si prepara alla Nations League con la maglia azzurra e poi all'estate più importante della sua carriera: sa di essere uno tra i colpi annunciati del mercato, con l'Inter in vantaggio su Juventus e Roma: "L'inizio della stagione non è stato facile, devo ringraziare il Sassuolo per avermi dato tempo. Ora dovrò prendere decisioni, ma è sempre un piacere essere in mezzo a questi discorsi, ho espressamente richiesto al mio procuratore di chiamarmi solo per le proposte di un certo livello. Ora devo crescere in Italia e per la mia scelta saranno decisivi gioco e tattica del club, meglio un centrocampo a tre. Vivo questa situazione senza stress. Nella mia carriera ho fatto tutto gradino per gradino, ho giocato tre anni in B. Non ho preclusioni di alcun tipo, ovviamente nemmeno per una grande squadra: è sempre uno stimolo doversi mettere in competizione per il posto".
Frattesi: "Guardiola ha ragione sulle squadre italiane"
La competizione, per un giovane italiano, è la regola, in verità non sempre giusta, come rileva il ventitreenne, romano cresciuto nei settori giovanili di Lazio e Roma e poi sbocciato in provincia, all'Ascoli, all'Empoli, al Monza e al Sassuolo: "Credo che sia giusto quello che dice Guardiola, cioè che le squadre italiane sono migliorate grazie all'atteggiamento più offensivo, e faccio complimenti all'Under 20, che al Mondiale ha fatto un percorso fantastico. Ma credo anche che la percezione del calcio italiano, in Italia, sia sbagliata. Si pensa sempre che gli altri siano più forti, mentre il livello del calcio italiano si è alzato. Siamo l'unico Paese che denigra i propri giocatori: si prende sempre il giocatore X dal Paese X, magari dalla Premier League, e si dà sempre per scontato che sia meglio di un italiano. Invece non è così. Lo dimostrano le tre finali delle coppe europee, perse sì dalle nostre squadre, ma tutte molto combattute".
La sfida alla Spagna e l'esempio Barella
La crescita del calcio italiano è avvenuta soprattutto a centrocampo: "Sì, è il reparto più forte, pieno di calciatori universali. La competizione è tanta, è il reparto più completo al momento. A un centrocampista oggi si chiedono le due fasi, è faticoso ma bello". Il confronto con la Spagna sarà in questo senso particolarmente stimolante: "La Spagna ha sempre avuto il centrocampo come punto di forza. Serve un'Italia compatta, pronta a ripartire. Il mio esempio è Barella, gli devo rubare un po' di capacità di assist. Io a volte mi perdo un po' sotto porta". C'è spazio per un ricordo personale di Silvio Berlusconi, suo presidente al Monza: "Ero in vacanza alle Maldive e non sapevo se sarei andato al Sassuolo oppure se sarei finito al Monza per il sogno della serie A. So che il presidente andava spesso a pranzo con Carnevali, il direttore del Sassuolo, per parlare di me".