ENSCHEDE (OLANDA) — "Io penso veramente che questa sia una squadra che può arrivare al Mondiale 2026 e anche vincerlo". Così dice Roberto Mancini, nel pieno di una fase ibrida e non esattamente brillante della sua Nazionale: c'è bisogno di entusiasmo e lui prova a darlo. La sua Olanda da ct è l'1-1 con gol di Zaza a Torino, 5 anni fa, all'inizio del suo ciclo. Poi è l'1-0 limpido di Amsterdam, nella fase a gironi della Nations League, gol di Barella (e infortunio di Zaniolo), il 7 settembre 2020: fu il manifesto dell'Italia bella e possibile, che si sarebbe trasformato all'Europeo in rivoluzione tattica pienamente compiuta e ammirata da tutto il mondo calcistico. Infine l'Olanda di Mancini è l'1-1 di Bergamo nell'ottobre 2020 con qualche crepa tattica, utile però a perfezionare appunto il sistema vincente dell'Europeo. Adesso invece l'Olanda del ct è diventata questa partita strana, questa finalina della Nations League che trova la Nazionale a metà del guado tattico: dopo il 3-5-2 bocciato dalla semifinale con la Spagna, si torna al vecchio 4-3-3, però con i giovani in campo: "Il modulo di riferimento è quello, sicuro. La partita con la Spagna nel primo tempo è stata come la volevamo, nella ripresa siamo calati a livello fisico. Può essere vero che molti dei nostri difensori giocano in campionato con la linea a 3, ma sono abituati anche a quella a 4, senza alcun problema. Stavolta sarà 4-3-3 sicuramente". Il ct nega di essere stato in preda allo scoramento per la sconfitta con gli spagnoli e liquida con una battuta sdrammatizzante le indiscrezioni di mercato: "Per fortuna il Napoli ha preso l'allenatore. Dopo la sconfitta ero molto dispiaciuto perché pensavo di vincere e di andare in finale: volevo vincere la Nations League. Ma per il resto è tutto come prima. Io sono felice di essere il ct di questa squadra".
Retegui contro l'Olanda
Punterà su Mateo Retegui in attacco, come nelle due partite di qualificazione a Euro 2024 con Inghilterra e Malta: "Retegui centravanti è sicuro. Era previsto che lui e Immobile avrebbero fatto una partita per uno, i giocatori a questo punto della stagione sono stanchi. Ci saranno altri cambi. Da Retegui mi aspetto una buona partita, ha qualità enormi, è uno che fa gol e può crescere ancora tanto. Non sarà semplice per lui, l'Olanda ha una difesa tonica e solida. Ma questa è una partita che va giocata bene, per cercare di vincere, come sempre".
Italia, il progetto di Mancini
Nessuna sottovalutazione per via del contesto può essere l'errore di una squadra che a settembre, al ritorno in campo, cambierà inevitabilmente, con Bonucci a rischio (ma continuerà a giocare per un anno anche se, come anticipato da Repubblica, ha fatto domanda di iscrizione al corso da allenatore a Coverciano e quando smetterà la Figc potrebbe chiedergli di entrare nello staff della Nazionale come già capitato a De Rossi con Mancini e ad Ancelotti con Sacchi), mentre su Verratti non ci sono indicazioni. A Mancini preme comunque puntualizzare che il progetto di rinnovamento è già partito proprio nella fase a gironi di questa Nations League: "Questa fase di qualificazione è stata giocata con giovani che molti nemmeno conoscevano e che si sono qualificati, perciò il progetto è già partito. Stavolta dovevamo fare delle scelte, qualcuno come Tonali e Scalvini l'abbiamo lasciato all'U21 per l'Europeo. Leo? Può avere fatto un errore, ma è sempre stato un giocatore importante di questa squadra. Tutto finisce quando si alza l'età, è chiaro". La ricostruzione non può però necessariamente essere affidata subito a giocatori tutti giovani, è il seguito del ragionamento: "La Nazionale che si è qualificata aveva tanti giovani, ma era la Nazionale A. Poi qualcuno nel gruppo che faccia capire certe situazioni serve". Il rischio di qualche sbandata, per accelerare appunto coi giovani la costruzione della squadra per il Mondiale 2026, è stato già messo in conto e superato: il 2-5 in Germania lo esemplifica: "Abbiamo già sbandato in Germania, dove c'erano tanti giovani. Se non hai neanche uno che abbia esperienza, rischi. Abbiamo perso quella partita, ma poi abbiamo vinto il girone".
Mancini, il bilancio dopo l'Europeo vinto
Il bilancio del dopo Europeo, per il ct, non è affatto negativo: "Credo che di negativo in quest'ultimo anno e mezzo ci sia solo l'eliminazione dal Mondiale, per il resto nulla. Abbiamo fatto esperienza con tanti giocatori giovani: Frattesi, per dire, con i club non ha fatto ancora una partita a livello internazionale". Pausa e poi la frase a effetto di cui sopra: "Io penso veramente che questa sia una squadra che può arrivare al Mondiale e anche vincerlo". Qualche giocatore di primo piano, come Donnarumma e Acerbi, dopo la sconfitta con la Spagna ha dichiarato che non si diverte più come prima: è probabilmente il contraccolpo del post Europeo, in cui la squadra divertiva e si divertiva. Mancini esorcizza la questione: "Se non si divertivano, dovevano dirmelo prima. Le partite sono belle, i giocatori si devono divertire sempre, con la maglia della Nazionale e in un campo bello come questo". Lui, spiega, si diverte ancora, dopo 5 anni da ct: non è stanco del ruolo: "Ho 5 anni in più, ma essere allenatore della Nazionale ti dà sempre stimoli. Il problema semmai è che giochiamo troppo poco". Il girone di qualificazione all'Europeo, con Macedonia del Nord e Ucraina prossime avversarie al momento appaiate all'Italia dietro l'Inghilterra, non gli mette ansia particolare: "Non abbiamo preso un gruppo semplice, visto che eravamo teste di serie. Ci sarà da combattere". Né preoccupa il ct l'assenza di un fuoriclasse: "Ti fa vincere le partite anche il giorno in cui la squadra non gioca bene. Ma per quanto ci riguarda, noi il fuoriclasse non lo abbiamo da 5 anni, eppure abbiamo vinto l'Europeo e giocato tante ottime partite. Alla partenza non eravano nemmeno la quinta favorita, però se uno parte con entusiasmo può fare sempre qualcosa di straordinario".
Raspadori titolare
L'attaccante del Napoli Giacomo Raspadori torna titolare, lui che lo scorso settembre, segnando il gol all'Inghilterra, era stato etichettato come centravanti del futuro. Stavolta probabilmente partirà defilato a sinistra. Il ruolo, comunque, non è per lui un problema: "L'ho già detto anche in altre occasioni, io mi sento attaccante per cui perferisco stare in zona centrale. Poi mi sto adattando a diversi ruoli, li posso fare. Anche se uno parte dall'esterno, può arrivare lo stesso nelle zone centrali, quelle in cui posso essere determinante. Dopo settembre mi sono infortunato e ho perso un po' di continuità, sono stato fermo 45 giorni, non mi era mai capitato e non ero preparato. Poi ho avuto meno continuità passando dal Sassuolo al Napoli. Sono uno molto ambizioso, volevo fare più di quello che ho fatto, ma ho imparato tanto. Qui voglio fare una grande partita e vincere. Quando si indossa la maglia della Nazionale, si pensa solo a questo. Io per come sono fatto mi metto a disposizione della squadra, è sempre stato il mio atteggiamento e non cambierà".