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Olanda e Italia, la finalina triste di Nations League tra nazionali abbattute. Koeman: "Perdere sarebbe un'altra grande delusione"

L'Olanda di Ronald Koeman
L'Olanda di Ronald Koeman (ansa)
Domenica il ct degli orange e Mancini si giocano il terzo posto. Due squadre da rivitalizzare mentre a Rotterdam tiene banco la possibile scelta di Sarina Wiegman come allenatrice della squadra maschile dello Sparta
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ENSCHEDE (OLANDA) — La notizia che più tiene banco nel calcio olandese, in queste ore, è la possibilità che una donna, Sarina Wiegman, 53 anni, ct dell'Inghilterra femminile campione d'Europa in carica, vada ad allenare lo Sparta Rotterdam dei maschi. Non è affatto detto che si realizzi il gioco degli incastri: il nuovo tecnico dell'Ajax, Maurice Steijn, arriva proprio dal club di Rotterdam, perché dopo la delusione del terzo posto in Eredivisie la squadra più famosa del Paese ha divorziato da John Heitinga, ora candidato tiepidamente considerato per lo Sparta, la cui panchina è dunque libera, con la Wiegman (all'inizio della carriera da allenatrice lavorò alle giovanili del club) tra le opzioni. Non è detto che si realizzi il gioco degli incastri, ma il fatto stesso che il dibattito sia aperto dimostra come il mondo del pallone, in Olanda, sia abbastanza diverso da quello italiano.  

Italia e Olanda, nazionali deluse

Se si parla di Nazionale maschile, però, le similitudini sono parecchie, a cominciare dalle rispettive sconfitte con Croazia e Spagna nella semifinale di questa Nations League e dalla dolorosa circostanza che da due eliminazioni dai grandi tornei sono passate tutte e due le squadre: l'Olanda ha saltato l'Europeo 2016 e il Mondiale 2018, l'Italia i Mondiali 2018 e 2022. Ci sono state anche le soddisfazioni, ovviamente: gli azzurri hanno vinto l'Europeo due anni fa, e gli olandesi, secondi al Mondiale 2010, sono arrivati terzi nel 2014 e nello scorso dicembre ai quarti di finale hanno portato l'Argentina di Messi ai rigori, con il centravanti gigante Weghorst, che tra l'altro è proprio di queste parti, della regione di Twente, a fare infuriare mezza Albiceleste con i due gol nel finale e con la mezza rissa del dopopartita.

L'Olanda di Koeman

Però la gloria nel calcio è effimera e dopo il ciclo di Van Gaal, che nei suoi passaggi da ct non si è mai fatto problemi nel rimettere in discussione il 4-3-3 canonico del calcio oranje passando alla difesa a 3, Ronald Koeman adesso ha le sue paturnie. Il dilemma tattico tra i due sistemi è un altro punto in comune con Mancini, dal quale lo divide il ricordo della famosa finale di Coppa Campioni 1992 a Wembley, con la punizione decisiva segnata per il Barcellona dall'attuale ct olandese contro la Sampdoria di Mancini e Vialli. Mancini a Wembley si è poi preso la rivincita personale 29 anni dopo, con la vittoria dell'Europeo.

Koeman: "Perdere con l'Italia sarebbe una grande delusione"

Oggi i due antichi rivali, da commissari tecnici, hanno grossomodo gli stessi problemi. Sono partiti maluccio nelle qualificazioni a Euro 2024 - l'Olanda ha perso fragorosamente con la Francia e vinto con Gibilterra - e adesso Koeman si trova a fronteggiare domande come questa dalla stampa: se perde con l'Italia, diventa la seconda sconfitta in casa e non è un disastro? Lui, scafato com'è, non si lascia scalfire: "Non abbiamo tante possibilità di sperimentare e per questo dobbiamo sfruttare la partita. Io voglio vedere le stesse energie in campo e le stesse occasioni da gol che abbiamo costruito con la Croazia, non gli stessi errori, perché in difesa ne abbiamo commessi due gravi. Se perdessimo con l'Italia, che ha tanti giocatori di classe, sarebbe una grande delusione. Ma l'obiettivo vero sono le qualificazioni all'Europeo". Sulla tattica, però, è ermetico: "Forse metterò un centrocampista in più, per non dare riferimenti all'avversario: la Croazia ci ha fatto capire dove dobbiamo migliorare. Chi gioca in porta? Non ve lo dico. Ho il diritto di tenere qualche segreto per me". Bijlow del Feyenoord, Flekken del Friburgo o Noppert dell'Heerenveen (l'ex Foggia, che le sue 5 presenze le ha collezionate tutte al Mondiale): questo è il dilemma. In fondo anche questo è un dubbio in comune con Mancini, che si riserva di decidere all'ultimo tra il titolarissimo Donnarumma e il campione d'Italia Meret.

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