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Perché Roberto Mancini ha lasciato la Nazionale: i motivi dell'addio, l’offerta araba, i possibili sostituti

Cosa c’è dietro l’addio alla panchina azzurra del ct campione d’Europa
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La Nazionale italiana nel caos dopo le dimissioni del ct Roberto Mancini. Gli azzurri dovranno scendere in campo il 9 e il 12 settembre contro Macedonia del Nord e Ucraina per le qualificazioni all’Europeo del 2024. Per questo la Figc ha ora fretta di trovare il sostituto: Luciano Spalletti e Antonio Conte i favoriti, alcuni campioni del mondo del 2006 piste percorribili (Gattuso e Grosso i più esperti, poi Cannavaro e De Rossi). Tra poche ore dovranno essere inviate le pre-convocazioni ai club stranieri dove giocano calciatori italiani per il ritiro che inizierà il 4 settembre. Una vera e propria corsa contro il tempo innescata dalla decisione del ct campione d’Europa in carica di lasciare la guida dell’Italia. 

Mancini tentato dall’Arabia Saudita

Ci sarebbe più di un motivo dietro la scelta di Mancini di abbandonare l’azzurro a due giorni da Ferragosto. Le prospettive, tanto per cominciare: l’ex ct sarebbe stato tentato da offerte faraoniche provenienti dall’Arabia Saudita…

La Nazionale italiana nel caos dopo le dimissioni del ct Roberto Mancini. Gli azzurri dovranno scendere in campo il 9 e il 12 settembre contro Macedonia del Nord e Ucraina per le qualificazioni all’Europeo del 2024. Per questo la Figc ha ora fretta di trovare il sostituto: Luciano Spalletti e Antonio Conte i favoriti, alcuni campioni del mondo del 2006 piste percorribili (Gattuso e Grosso i più esperti, poi Cannavaro e De Rossi). Tra poche ore dovranno essere inviate le pre-convocazioni ai club stranieri dove giocano calciatori italiani per il ritiro che inizierà il 4 settembre. Una vera e propria corsa contro il tempo innescata dalla decisione del ct campione d’Europa in carica di lasciare la guida dell’Italia. 

Mancini tentato dall’Arabia Saudita

Ci sarebbe più di un motivo dietro la scelta di Mancini di abbandonare l’azzurro a due giorni da Ferragosto. Le prospettive, tanto per cominciare: l’ex ct sarebbe stato tentato da offerte faraoniche provenienti dall’Arabia Saudita, sia da alcuni club della Saudi Pro League che dalla nazionale di Riad.

Mancini e la rivoluzione in Nazionale

I rapporti interni, poi: a Mancini era stato affidato da dieci giorni il coordinamento delle nazionali, dalla maggiore alla U20. Perché, allora, da una settimana il ct è stato più difficile da rintracciare, anche al telefono? È probabile che nella composizione del nuovo staff (dalla cacciata di Evani all’arrivo di Bollini e Barzagli, fino all’ipotesi Bonucci poi messa in un angolo dallo stesso calciatore) Mancini non sia stato coinvolto al cento per cento. Lasciandogli la sensazione che i pieni poteri ricevuti, alla fine tanto pieni non fossero davvero. Da qui la decisione, comunicata venerdì sera via pec alla Figc, di abbandonare dopo la mancata qualificazione al Mondiale e la scelta sempre più ridotta di giocatori azzurri intorno a cui costruire un progetto vincente.

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Panchina Italia: Spalletti e Conte i favoriti

Per sostituire Mancini ci sono due nomi forti. Il primo è Spalletti, campione d’Italia col Napoli che come premio si è preso un anno sabbatico. La Nazionale, meno impegnativa di un club, potrebbe essere un compromesso stimolante. Considerando anche i buoni rapporti tra il patron azzurro, Aurelio De Laurentiis, e il presidente della Figc, Gabriele Gravina. Il numero uno del Napoli potrebbe liberare il tecnico senza far pagare alla Federazione la penale presente nel contratto dell’allenatore toscano.

L’altra strada porta a Conte. L’ex tecnico del Tottenham ha voglia di tornare in Italia per stare più vicino alla famiglia. Le morti premature degli amici Ventrone e Vialli hanno lasciato il segno nell’ex centrocampista della Juventus. Che ha sempre lasciato le porte aperte a un ritorno in Nazionale. L’ostacolo al Conte-bis potrebbe essere rappresentato dall’ingaggio, che il tecnico dovrebbe giocoforza ridursi per sedersi sulla panchina azzurra. 

Sullo sfondo l’idea di affidare la rifondazione azzurra a un campione del mondo del 2006. Dall’esperto Gattuso al navigato Grosso, per arrivare a Cannavaro e De Rossi. Puntare su chi ha vinto per tornare a vincere potrebbe essere la soluzione per risolvere in fretta il rebus azzurro di Ferragosto. Un gioco tremendo avviato dall’ormai ex ct a sei giorni dall’inizio della Serie A.

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