MILANO — Sarà l’ex allenatore del Napoli Luciano Spalletti, 64 anni, toscano di Montespertoli, fresco di scudetto vinto con larghissimo anticipo, il nuovo ct della Nazionale al posto del dimissionario Roberto Mancini: il contratto è fino al 2026, l’anno del Mondiale, lo stipendio di 3,2 milioni netti annui, e scatterà dal 1° settembre. L’accordo era questione di ore e in effetti è stato raggiunto rapidamente. La presentazione quindi slitterà ai primi di settembre, a ridosso del raduno del 4 fissato a Coverciano per preparare le due decisive partite di qualificazione a Euro 2024 con la Macedonia del Nord e con l’Ucraina, il 9 a Skopje e il 12 a Milano. "Diamo il benvenuto a Spalletti – ha detto il presidente della Figc, Gabriele Gravina – la Nazionale aveva bisogno di un grande allenatore e sono molto felice che abbia accettato la guida tecnica degli azzurri. Il suo entusiasmo e la sua competenza saranno fondamentali per le sfide che attendono l'Italia nei prossimi mesi".
Accordo tra Spalletti e Gravina
L’incontro a Firenze con Gravina è servito a dissipare gli ultimi dubbi, legati al contenzioso legale che il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è pronto ad avviare contro Spalletti, da lui accusato di avere violato il patto di non concorrenza, con relativa penale per l’interruzione dell’anno sabbatico concordato con l’ex datore di lavoro. La potenziale causa davanti al giudice del lavoro, che il nuovo commissario tecnico confida di vincere, non inficia comunque l’accordo raggiunto con la Figc e prescinde dalla famigerata penale a scalare, che proprio dal 1° settembre scenderebbe a 2.7 milioni di euro. La questione, insomma, è destinata a finire in tribunale.
Lo staff di Spalletti in Nazionale
Il nuovo ct avrà tre collaboratori di sua fiducia nello staff: gli assistenti Daniele Baldini e Marco Domenichini e il preparatore atletico Francesco Sinatti. Resteranno, del rinnovato staff azzurro annunciato il 4 agosto scorso, gli ex campioni del mondo Gigi Buffon, capo delegazione, e Andrea Barzagli, collaboratore tecnico. Usciranno invece gli uomini di Mancini: gli assistenti Fausto Salsano e Antonio Gagliardi, Attilio Lombardo passato alla guida dell’U20, l’allenatore dei portieri Massimo Battara e il preparatore atletico Andrea Scanavino. Tutti potrebbero ritrovarsi, forse anche con Giulio Nuciari e Alberigo Evani, nello staff dell’ex ct quando sederà sulla prossima panchina, verosimilmente quella della Nazionale saudita. Dal gruppo azzurro rischia di uscire anche il mental coach Giuliano Bergamaschi, da poco cooptato a giugno per la Nations League su suggerimento del ct dell’Italia del volley Fefè De Giorgi, mentre sono da definire i ruoli dell’allenatore dei portieri (sarebbero in lizza Gianmatteo Mareggini, in forza all’U21, e Gaetano Petrelli, responsabile dell’area portieri della Figc) e di Alberto Bollini, che era stato promosso vice ct dopo la conquista del titolo europeo con l’U19 (potrebbe passare all’U20 al posto di Lombardo, in uscita).
L’Italia di Spalletti
Spalletti erediterà da Mancini il coordinamento dell’U21 affidata a Carmine Nunziata (vicecampione mondiale con l’U20) e dell’U20. L’impronta tattica dovrebbe essere il 4-3-3 meno posizionale rispetto al predecessore e con più interscambi in attacco, sul modello del Napoli. C’è molta curiosità per le prime convocazioni: rischiano il taglio i veterani Bonucci e Jorginho, è in forse Verratti finito nel campionato saudita e con Immobile in attesa di giudizio potrebbero contendersi la maglia di centravanti Raspadori (falso nove o esterno libero di accentrarsi) e l’oriundo Retegui. In porta Meret tenterà di insidiare il titolare Donnarumma. La coppia di terzini Di Lorenzo-Dimarco è cruciale nel gioco quanto il centrocampo, dove dovrebbe trovare un posto da leader Tonali, partito forte col Newcastle in Premier League.
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