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Nazionale, ora basta un pari per l'Europeo: "Ma con l'Ucraina si gioca per vincere, non siamo più l'Italia del punticino"

Raspadori esulta con i compagni dopo il gol alla Macedonia

 (ansa)
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ROMA – Garantisce Spalletti che il rigore sbagliato da Jorginho stavolta è stato un inciampo indolore e che tale resterà: “Gli ho detto che tirerà anche il prossimo e lui mi ha risposto di sì”. Ora l’ultima sbarra prima dell’Europeo 2024 si deve alzare in Germania, circostanza simbolica visto che il torneo, di cui la Nazionale è campione in carica, proprio in Germania si giocherà dal 14 giugno del prossimo anno. Secondo Elmas, il macedone di Napoli che ha appena affrontato le due squadre e ne è dunque un credibile recensore, la partita di Leverkusen con l’Ucraina non è particolarmente pericolosa per l’Italia: “No, perché l’Italia è molto forte e con Spalletti ct lo è ancora di più. Anzi, io penso che insieme all’Inghilterra sia la favorita per l’Europeo”. Ma il pronostico di Elmas, consegnato a Radiorai, è rassicurante fino a un certo punto. Perché, a proposito di punti, per la qualificazione diretta ne basta uno solo e in fondo l’insidia è proprio questa: sapere di avere due risultat…

ROMA – Garantisce Spalletti che il rigore sbagliato da Jorginho stavolta è stato un inciampo indolore e che tale resterà: “Gli ho detto che tirerà anche il prossimo e lui mi ha risposto di sì”. Ora l’ultima sbarra prima dell’Europeo 2024 si deve alzare in Germania, circostanza simbolica visto che il torneo, di cui la Nazionale è campione in carica, proprio in Germania si giocherà dal 14 giugno del prossimo anno. Secondo Elmas, il macedone di Napoli che ha appena affrontato le due squadre e ne è dunque un credibile recensore, la partita di Leverkusen con l’Ucraina non è particolarmente pericolosa per l’Italia: “No, perché l’Italia è molto forte e con Spalletti ct lo è ancora di più. Anzi, io penso che insieme all’Inghilterra sia la favorita per l’Europeo”. Ma il pronostico di Elmas, consegnato a Radiorai, è rassicurante fino a un certo punto. Perché, a proposito di punti, per la qualificazione diretta ne basta uno solo e in fondo l’insidia è proprio questa: sapere di avere due risultati su tre potrebbe indurre l’inconscia tentazione di accontentarsi.

Chiesa & C in coro: “Vietato accontentarsi del pari”

Ma questo rischio non esiste, spiegano in coro i giocatori, e per argomentare il concetto spiegano che i tempi ormai sono cambiati, come è cambiato il calcio. Certi stereotipi sono andati definitivamente in soffitta. Non esiste più l’Italia che specula sul pareggio, che si è accontenta, che è avara di emozioni e di gioco d’attacco. Questa è una Nazionale che vuole vincere sempre, anche quando il calcolo aritmetico dice che non sarebbe strettamente necessario. Continuerà a farlo, spiega Darmian, che ha ritrovato il gol in maglia azzurra dopo otto anni: “Speculare non si può e non si deve. Andremo in Germania per vincere: siamo una bella Nazionale e lo dimostreremo ancora”.

Non ha dubbi Raspadori, che ha segnato il suo sesto gol in poco più di due anni di convocazioni e di partite (23, di cui 14 da titolare): “Io non mi accontento mai, sono sempre stato un ragazzo ambizioso. E non si accontenta la squadra, non può. Ha una storia e la sua storia dice che deve andare in campo per vincere”. Concorda Chiesa, il Sinner del calcio italiano (Spalletti dixit), che ha segnato la sua prima doppietta in Nazionale: “Tutti e due stiamo giocando molto bene, in questo siamo simili: mia mamma segue molto il tennis e Sinner è il suo giocatore preferito. Ma accontentarci non è nella mentalità nostra e del nostro ct: la mentalità dell’Italia è di andare in Germania e di battere l’Ucraina”. Riassume tutto El Shaarawy, che come Chiesa ha raggiunto quota 7, due anni abbondanti dopo l’ultimo gol alla Moldova: “La nostra risorsa in più è che tra di noi non ci sono teste matte e che tutti seguono il mister. Con l’Ucraina saremo ancora più determinati a vincere, perché la Macedonia del nord ci ha tenuto in ballo nel secondo tempo”.

Con l’Ucraina Scamacca centravanti, opzione Cristante

In attesa che il ct prepari la formazione col rientro certo di Di Lorenzo squalificato a Roma, con l’innesto di Scamacca al centro dell’attacco e con l’opzione Cristante a centrocampo, il rischio vero, a ben vedere, sembra in effetti qualche passaggio a vuoto della ripresa: era successo a Skopje e a Wembley, è risuccesso all’Olimpico con la rimonta per fortuna solo abbozzata dai macedoni, dal 3-0 al 3-2, prima che Raspadori ed El Shaarawy rimettessero a posto le distanze nel punteggio. Raspadori stesso usa la parola giusta: “Un black-out: i due gol che abbiamo subito non sono da Italia”.

Luciano Spalletti

 (ansa)

L’analisi di Spalletti è più circostanziata, più tattica, e intende rassicurare chi si è preoccupato: il dado è tratto, la Nazionale offensivista non prevede l’obiettivo del pari: “Tra Italia e Ucraina passa chi la vince. Se ripercorriamo lucidamente questo secondo tempo, abbiamo soltanto concesso un corner e abbiamo un po’ abbassato l’attenzione: i nostri avversari sono stati bravi ad approfittarne. Sapevamo che in campo avremmo concesso centimetri, la formazione iniziale lo dimostrava: avevamo in pratica solo tre giocatori per i duelli su calcio d’angolo. Ma al di là di quest’amnesia all’inizio della ripresa, magari di qualche palla tenuta di troppo o persa in maniera banale, e del loro secondo gol che è nato però da un tiro da fuori e da una deviazione, io sono molto soddisfatto della nostra reazione e del nostro carattere. La squadra ha mostrato un livello di personalità altissimo e non si è lasciata prendere dall’ansia. I fischi a Zaniolo? Siamo professionisti a tutto tondo: lui è entrato in campo cercando di fare la differenza e così ha fatto El Shaarawy, che non si è dimenticato della propria efficacia sotto porta. Sotto pressione abbiamo saputo rifare subito il calcio che vogliamo”.

La chiosa tocca a Raspadori, portavoce ideale del gruppo con Di Lorenzo, che nel Napoli di Spalletti ha vinto lo scudetto da capitano e che a Leverkusen tornerà dopo la squalifica. Raspadori sintetizza così: “Può capitare di subire qualche ripartenza, nella bellezza del calcio propositivo”. Indietro non si torna: in Germania sarà ancora un’Italia d’attacco. I centimetri in più li aggiungerà Scamacca. Anche sui corner. E anche, anzi soprattutto, nell’area dell’Ucraina.

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