LEVERKUSEN – “È uno di quei giorni che ti faranno dire che i miei giorni li ho vissuti. O possono diventare rimpianti o rimorsi”. Luciano Spalletti è già al primo esame da ct: Ucraina-Italia alla BayArena vale il pass diretto per l’Europeo. “E noi vogliamo dimostrare la nostra voglia matta di difendere il titolo Europeo”.
Italia-Ucraina, Spalletti: “Cambio 4-5 giocatori”
Per tutta la conferenza risuona una parola: “Petagna”. In un’Italia col dubbio centravanti, sembra quasi un’allusione. “Vuol dire risposta”, spiega Spalletti, “quando ero in Russia non capivo, pensavo volessero comprare Petagna”. I nomi qui però sono altri: Scamacca o Raspadori? “Ci saranno quattro o cinque cambi, rispetto alla Macedonia. Centravanti o falso nove ditelo voi”. Spalletti suggerisce l’idea di una Italia nuova rispetto a quella che ha vinto e sofferto contro la Macedonia. Con una consapevolezza: “Con l’Ucraina non ci sono favoriti, abbiamo gli stessi punti”. Cambieranno gli uomini, non l’idea di calcio, nonostante i rischi contro la Macedonia, al netto del 5-2 finale: “Quello a cui dobbiamo fare attenzione è che di farci trovare in equilibrio. Non possiamo sbagliare niente”. Col passare dei minuti loro saranno costretti a forzare un po’ la partita, ma a noi non cambia nulla”. Anche perché, come ha detto a Radio Rai, “Non ho più bisogno di regalare ai ragazzi il libro “niente teste di c...” perché sono persone perbene e responsabili”.
Italia, cambia il rigorista: “Non mettiamo in difficoltà Jorginho”
Altro cambio sarà quello del rigorista. Barella si era candidato a metà (“Pronto a tirarlo, ma credo ci siano compagni più titolati per farlo”). Spalletti solleva almeno dall’incombenza Jorginho dopo i 4 errori di fila in azzurro: “Abbiamo altri calciatori che possono tirare i rigori, sarebbe sbagliato andare a forzare ancora Jorginho, sarebbe metterlo in difficoltà chiedergli di batterlo”. Quello che non cambierebbe però sono i suoi calciatori: “La nazionale ucraina ha giocatori che stanno facendo bene all’estero ed è una nazionale forte. Ma io preferisco i miei agli altri”.
Spalletti: “Scorretto accostare la guerra al calcio”
Spalletti lo fanno arrabbiare solo una volta. Quando gli chiedono se fare i complimenti ai russi dello Zenit per il titolo, mesi fa, non sia stata una mancanza di rispetto, vista l’aggressione russa all’Ucraina: “Allo Zenti ci sono tanti calciatori che ho allenato. L’allenatore è un ex calciatore che ho allenato. Cinque collaboratori erano miei collaboratori. Il presidente era Aleksej Miller come adesso. Io ho ricevuto la vittoria del mio campionato. Mi sembra il minimo andare a contraccambiare i complimenti per la vittoria del loro campionato. È totalmente scorretto accostare un titolo sportivo al conflitto che c’è adesso. Che non mi trova assolutamente d’accordo. Non so quali ne siano le ragioni, ma sono contro a ogni forma di guerra. E come popolo italiano siamo vicini a tutte le persone che soffrono dentro questi conflitti”.
Spallletti: “Un pensiero alle vittime e alla famiglia di Giulia”
Concetto che poi Spalletti rafforza, estendendolo: “Il nostro pensiero va a tutte le famiglie che vorrebbero vivere in pace e ai bambini che abbiamo visto soffrire o non ci sono più. Speriamo nella fine del conflitto. Siamo vicini alle famiglie di tutte le guerre. A chi ha subito l’alluvione. Alla famiglia di Giulia Cecchettin”.