Buffon e il grande rimpianto: “Vorrei rigiocare la finale di Kiev con la Spagna”

Buffon e il grande rimpianto: “Vorrei rigiocare la finale di Kiev con la Spagna”

La partita del 2012 è il rammarico più grande per l’ex portiere della Nazionale

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Gelsenkirchen — Ha diluito la tensione sedendosi dal barbiere. Un taglio veloce alla capelli ancora nerissimi, appena sopra le orecchie. Così ha passato la mattinata Gigi Buffon: nello stand dello sponsor che vende rasoi e da una decina di giorni fa barba e capelli ai tifosi di Casa Azzurri che vogliano prestarsi. Un modo per rilassarsi e non pensare a ciò che sarebbe potuto essere e non fu.

Il rimpianto più grande, la Spagna

Se c’è un rimpianto che la carriera ha lasciato più vivo che mai al portiere che ha portato l’Italia sul tetto del mondo, a evocarlo è la Spagna. «L’unica partita che vorrei rigiocare è la finale dell’Europeo del 2012», ci ha raccontato Buffon un paio di mesi fa. Si parlava di rimpianti, alla ricerca del posto rimasto vuoto nel suo traboccante armadietto dei trofei. E Gigi, il campione del mondo, quando pensa a 90 minuti a cui avrebbe voluto dare un senso differente pensa a Kiev. E alla Roja: Finì 4-0. «E mi ha fatto male, perché quel 4-0 ci ha fatto apparire come un gruppo di paracadutati o miracolati. Invece il nostro valore era molto diverso. Io non accampo mai scuse o alibi.

Ma siamo scesi in campo in quella finale così importante in una condizione psico-fisica in cui non si poteva giocare. Eravamo stremati. Se ci avessero dato un giorno in più di riposo avremmo potuto scendere in campo con energie fisiche e mentali completamente diverse. E invece eravamo in condizione di non poter opporre nulla o quasi a una Spagna già forte di suo. Per dignità e orgoglio non meritavamo di fare quella figura. Ma ce l’hanno fatta fare».

Sarebbe stato naturale pensare invece che il rimpianto fosse la Champions, rincorsa inutilmente per una vita, sfiorata non una ma tre volte. E invece no. «Perché nelle coppe europee abbiamo incontrato squadre nettamente più forti e avuto un po’ di sfortuna. A Cardiff con la Juve abbiamo perso meritatamente ma i primi due gol sono stati due autogol. E contro il Barcellona a un certo punto la partita era girata a nostro favore, pensavo di vincere, ma nel primo tempo potevamo stare sotto di 2 o 3 gol».

Ora di nuovo la Spagna

Ora un altro Europeo e di nuovo la Spagna ai gironi, come in quel 2012. Anche se Yamal, il più temibile degli avversari, quel giorno doveva ancora compiere cinque anni. E anche se stavolta non potrà mettere le sue mani al servizio della squadra, da fuori Gigi sta scoprendo come essere utile. Alla fine della partita vinta contro l’Albania era all’imbocco del tunnel per dare il cinque a ogni giocatore che rientrava: un piccolo rituale per festeggiare la vittoria. Alla squadra parla spessissimo, racconta storie del Mondiale 2006, ma non ha voluto che si tornasse in ritiro negli stessi luoghi, per tenere del tutto separate le due avventure, evitare paragoni e pressioni insostenibili. Anche così si fa l’Italia: un consiglio a Calafiori prima dell’ingresso in campo, un bacio sulla guancia a Pellegrini dopo una telefonata con la moglie nel giorno dell’anniversario di matrimonio. Iniezioni di esperienza. Per riprendersi dodici anni dopo quel che gli tolse la Spagna.

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