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Italia contro Israele, in palio il secondo posto. A Udine non solo calcio

Gattuso e Raspadori (reuters)

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Allarme sicurezza per le proteste pro Pal. Azzurri ai play-off con una vittoria. Gattuso: “Che emozione vedere la gente tornare a Gaza”
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UDINE – Per mesi è stato l’evento sportivo più detestato e temuto e non è certo possibile, adesso che sta per arrivare il fischio d’inizio dell’arbitro francese Turpin (per gli scaramantici: quello della sciagurata sera con la Macedonia del Nord a Palermo), fare finta che Italia-Israele sia una partita qualsiasi. Stasera lo dimostreranno visivamente gli elicotteri, i prefiltraggi, i cecchini, la zona rossa, i cortei pro Pal in città, il pubblico annunciato dentro lo stadio Friuli (diecimila persone) numericamente inferiore, secondo le previsioni, alla folla dei manifestanti.

L’emozione di Gattuso per Gaza

Che però la tregua a Gaza abbia cambiato in parte l’atmosfera è innegabile. Il ct Gattuso ha la naturale capacità di esprimere il sentimento popolare: «Siamo felici. Le …

UDINE – Per mesi è stato l’evento sportivo più detestato e temuto e non è certo possibile, adesso che sta per arrivare il fischio d’inizio dell’arbitro francese Turpin (per gli scaramantici: quello della sciagurata sera con la Macedonia del Nord a Palermo), fare finta che Italia-Israele sia una partita qualsiasi. Stasera lo dimostreranno visivamente gli elicotteri, i prefiltraggi, i cecchini, la zona rossa, i cortei pro Pal in città, il pubblico annunciato dentro lo stadio Friuli (diecimila persone) numericamente inferiore, secondo le previsioni, alla folla dei manifestanti.

L’emozione di Gattuso per Gaza

Che però la tregua a Gaza abbia cambiato in parte l’atmosfera è innegabile. Il ct Gattuso ha la naturale capacità di esprimere il sentimento popolare: «Siamo felici. Le immagini della liberazione degli ostaggi sono state bellissime. E vedere la gente che torna a Gaza è emozionante. Ringrazio chi sarà allo stadio, ma rispetto anche chi resterà fuori. L’importante è che la guerra sia stata interrotta. Viva la pace, speriamo che sia eterna». Il suo collega israeliano Ben Shimon si mostra raggiante: «Il giorno più bello della nostra vita». L’esterno Solomon si è presentato in conferenza stampa con gli occhi lucidi: «Ci siamo abbracciati davanti alla tv».

I giocatori di Israele allo stadio di Udine (reuters)

Norvegia con un piede e mezzo ai Mondiali

Oggi parlare di calcio potrebbe sembrare un po’ meno blasfemo. Al ct lo impone il mestiere, a maggior ragione se guida una Nazionale assente al Mondiale da due edizioni consecutive: «I play-off dobbiamo ancora conquistarli sul campo». Nessuno finge di credere che sia possibile rosicchiare alla Norvegia 23 gol nella differenza reti, sempre ammesso che a fine girone venga agganciata in classifica. Così la partita coi norvegesi, il 16 novembre a San Siro, ha ufficialmente cambiato sembianze: da duello per la qualificazione diretta al Mondiale, è diventato per la Nazionale l’ultima prova prima dei play-off di marzo, per misurare il proprio valore contro un avversario del più alto livello (nessuno finora ha fatto meglio della squadra di Haaland).

Play-off certi con una vittoria

In verità gli spareggi per l’America l’Italia non li ha ancora in tasca, ma può conquistarli aritmeticamente stasera, battendo Israele che un mese fa a Debrecen l’ha costretta a un avventuroso 5-4, oppure pareggiando e poi vincendo in Moldova a novembre. Ma il ct non vuole pensare a un percorso zoppicante: «Qui vivo il mio sogno, mi sento a casa e ringrazio il mio predecessore Spalletti per le sue belle parole. Dare alla squadra il senso di appartenenza è importante, ma i meriti sono dei giocatori: Bastoni squalificato e Kean infortunato sono rimasti in ritiro con noi il più possibile, Kean a pranzo lo abbiamo applaudito».

(reuters)

Le scelte di Gattuso

La tattica del doppio centravanti resta il marchio: «Possiamo reggerla perché le punte si sacrificano. Gli errori difensivi? Si risolvono lavorandoci sul campo e al video. Il modulo? Dipenderà di volta in volta anche dalle caratteristiche degli avversari». Stasera tocca alla difesa a tre: le fasce sono il punto di forza dell’attacco israeliano. Nel 3-5-2, rispetto al 4-2-4 del 3-1 in Estonia, entrano Cambiaso a destra per Orsolini, Mancini al centro della difesa al posto di Bastoni e Locatelli o Cristante (favorito il primo) in regia, mentre Raspadori dall’ala si accentra accanto a Retegui, in assenza di Kean. Il neogoleador Esposito è pronto all’uso: «Pio merita tutto: coi 5 cambi si può essere decisivi anche partendo dalla panchina». Se stasera la Nazionale vince, si può aprire il laboratorio per i play-off.

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