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Gattuso, pace con Ancelotti: “Ho sbagliato, gli voglio bene. Tutti uniti per il Mondiale”

Gennaro Gattuso
Gennaro Gattuso (ansa)

Il ct azzurro a Raisport a poche ore dalla sfida con la Moldova: “Spero di contrare Carlo al Mondiale”

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La pace dopo un periodo di raffreddamento con Ancelotti, oggi ct del Brasile e suo storico allenatore e amico dai tempi del Milan, Gattuso l'ha indirettamente firmata in Moldova, a poche ore dalla penultima partita del girone di qualificazione al Mondiale. Interpellato da Raisport sulle parole del commissario tecnico della Seleçao, che ha detto di volergli bene e di sperare in una finale Italia-Brasile in America, il ct della Nazionale è stato altrettanto sereno, nel tornare sul casus belli, le vecchie dichiarazioni sul Napoli che avrebbe ereditato da Ancelotti in condizioni atletiche poco brillanti: "Ho sbagliato, ero più giovane. Anch'io gli voglio bene e spero di incontrarlo al Mondiale".

Sempre a Raisport Gattuso ha raccontato con quale stato d'animo ha accettato la proposta della Figc, lui che fino a quel momento non aveva mai preso in considerazione l'idea di interrompere la carriera da allenatore di club e aveva sempre respinto le offerte delle nazionali: "Non potevo certo dire di no all'Italia, avrei rifiutato qualunque altra offerta, era stato sempre così. Ho accettato con entusiasmo per questa Federazione e per una maglia che ho sempre sentito mia".

Tutti uniti verso il Mondiale

Sulla necessità di essere tutti uniti verso un obiettivo, la partecipazione al Mondiale, che manca ormai dal 2014 Gattuso si è soffermato con Radiorai, in una mozione di sentimenti che chiama in causa il Paese intero: "Dobbiamo essere vicini tutti, squadra, tifosi, anche voi giornalisti che fate un bellissimo lavoro: è troppo importante".

Da qui ai verosimili spareggi di marzo (servirebbe una concomitanza di risultati miracolosa per dribblarli) non ci saranno occasioni per provare la squadra, dopo queste due partite con Moldova e Norvegia, che assumono dunque il valore di esami: ogni istante, allenamento o partita, deve essere sfruttato al meglio: "Sì, ma lo sapevamo in partenza e non ci possiamo lamentare. Ripeto, l'essenziale è muoversi da squadra dentro e fuori dal campo".

Il discorso di Coverciano

Gattuso è tornato anche sull'importanza della Nazionale per i giocatori, chiamati a non considerarla secondaria rispetto ai club, come hanno ribadito lui e il capodelegazione Buffon nel discorso di martedì 11 novembre nell'aula magna di Coverciano: "La Nazionale ha un grande valore nella carriera. Giocarci significa avere raggiunto il top e avere più potere contrattuale anche quando si discute il proprio ingaggio col club. Ma al di là dell'aspetto economico, c'è l'orgoglio di giocare per il proprio Paese. È il massimo. Mi è capitato, da calciatore del Milan, di avere momenti di flessione. In Nazionale mi rigeneravo: giocavo partite importanti e sentivo di essere un giocatore forte".

Gattuso in allenamento
Gattuso in allenamento (ansa)

La ricetta per tornare al livello delle big

Ricci, centrocampista del Milan, ha detto che questa Nazionale può giocarsela anche con le migliori del mondo. Gattuso ammette che manca ancora un passo per essere al livello di squadre come Francia e Argentina: "Oggettivamente siamo un gradino sotto, ma è capitato anche in passato e abbiamo saputo sopperire con la capacità di essere più squadra: è questa la strada da percorrere".

Gli infortuni e il calendario

Le lamentele dei club per gli infortuni dei loro calciatori con le nazionali sono all'ordine del giorno, ma il ct suggerisce di guardare il tema da un'altra prospettiva, più complessiva: "La verità è che i giocatori non si fanno male solo con le nazionali, ma anche coi club. Il calendario è un dato di fatto. Ai miei tempi, in una stagione, si arrivava al massimo a 50-55 partite, mentre nella stagione scorsa Bastoni e altri sono arrivati a una settantina". Questa con la Moldova, conclude Gattuso, non appartiene certo alla categoria delle gare superflue: "È una partita trappola, dobbiamo stare molto attenti. Loro non sono quelli della sconfitta 11-1 con la Norvegia".

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