Gattuso, dopo lo sfogo l’appello: “Serve unità, uscire dal Mondiale sarebbe una tragedia per tutti”
di Enrico CurròChisinau - Anche a freddo, dopo il 2-0 in extremis alla Moldova, Gattuso non ha nascosto la ferita ancora aperta: quella per la contestazione alla squadra da parte dei 500 italiani in trasferta a Chisinau. I loro cori contro i giocatori, che non riuscivano a sbloccare lo 0-0 nonostante il monopolio del pallone, non sono giù al ct, che non ha certo dribblato la questione: "Gridare andate a lavorare è inaccettabile. Capirei se non ci fosse stato impegno, ma così è assurdo. C'erano 11 giocatori su 11 che non avevano mai giocato insieme, era logico che mancasse l’affiatamento. Ma accusarli di non essersi impegnati è scorretto. Capisco che queste persone non rappresentano gli italiani, però quello che è successo fa male e mi rattrista". Successivamente sulla questione è arrivato il commento del presidente del Senato Ignazio La Russa, che durante durante un evento a Milano ha dichiarato: "Non si può dire 'vergogna' a uno spettatore che fischia. Non voglio fare polemica. Gattuso ha ragione …
Chisinau - Anche a freddo, dopo il 2-0 in extremis alla Moldova, Gattuso non ha nascosto la ferita ancora aperta: quella per la contestazione alla squadra da parte dei 500 italiani in trasferta a Chisinau. I loro cori contro i giocatori, che non riuscivano a sbloccare lo 0-0 nonostante il monopolio del pallone, non sono giù al ct, che non ha certo dribblato la questione: "Gridare andate a lavorare è inaccettabile. Capirei se non ci fosse stato impegno, ma così è assurdo. C'erano 11 giocatori su 11 che non avevano mai giocato insieme, era logico che mancasse l’affiatamento. Ma accusarli di non essersi impegnati è scorretto. Capisco che queste persone non rappresentano gli italiani, però quello che è successo fa male e mi rattrista". Successivamente sulla questione è arrivato il commento del presidente del Senato Ignazio La Russa, che durante durante un evento a Milano ha dichiarato: "Non si può dire 'vergogna' a uno spettatore che fischia. Non voglio fare polemica. Gattuso ha ragione quando dice che in vista della speranza di andare ai Mondiali dobbiamo unirci e sostenere la nazionale. Ma anche i fischi degli spettatori possono essere uno stimolo finché non sono violenti".
L'appello del ct all'unità
Gattuso ha ribadito l'appello all'unità lanciato a poche ore dalla partita attraverso i microfoni di Radiorai: "Ne abbiamo bisogno. Dobbiamo centrare a tutti i costi l'obiettivo Mondiale: se non ci riuscissimo, sarebbe una tragedia per tutto il Paese, non solo per noi e per la Figc. Sappiamo che non sarà facile, a marzo dobbiamo vincere una semifinale e una finale. Ma solo restando uniti ci si può riuscire. La squadra è un gruppo vero e lo sta dimostrando: anche quella del primo tempo, io sono soddisfatto di come ha affrontato questo impegno. Non so quali fossero le aspettative vostre, ma so quali erano le difficoltà e sono contento che siano state superate".
L'attacco al regolamento
Detto che gli Ultras Italia, già assai discussi in passato, hanno anche esibito uno striscione in cui attribuivano alla fatalità la tragedia della sassaiola di Rieti dopo la partita di basket con Pistoia, i giocatori non si sono a loro volta saputi spiegare la contestazione, come ha chiarito Mancini: "Ce lo siamo chiesti anche noi nello spogliatoio. L'unità di cui parla il ct è necessaria. Andare al Mondiale è importante per tutti gli italiani e per tutte le generazioni". Ora l'Italia deve provare a battere a San Siro la Norvegia, che per ora le ha sbarrato la strada verso l'America. Sarebbe la certificazione di un paradosso: con 7 vittorie su 8 partite, a 21 punti come i norvegesi, si finirebbe agli spareggi. Gattuso critica ancora il regolamento: "Non è un attacco alla Fifa, sia chiaro, ma a criteri sbagliati. Anche questo regolamento, che rende vane sei vittorie di seguito, di cui la prima è merito di Spalletti. Ci fa male".