Italia-Norvegia 9-0? Non si può fare. Neanche pensando a Spagna-Malta e Argentina-Perù
di Franco VanniMILANO - Italia batte Norvegia 9-0? Non si può fare. Gli azzurri, già sicuri dei playoff, possono andare ai mondiali solo con un risultato inimmaginabile contro inseguono Haaland e compagni, visti i tre punti di ritardo e una differenza reti che appare incolmabile: + 29 contro + 12.
Goleade che hanno fatto la storia
Nella storia delle qualificazioni a Europei e Mondiali, di casi simili ne sono già successi. Goleade memorabili, cui sono seguite polemiche, richieste di cambi di regolamento, smottamenti nelle federazioni, esoneri di ct e addirittura la migrazione di una nazionale, quella australiana, dalla confederazione dell’Oceania a quella asiatica.
L’Argentina mundial e il 6-0 al Perù
Il precedente probabilmente più famoso risale ai Mond…
MILANO - Italia batte Norvegia 9-0? Non si può fare. Gli azzurri, già sicuri dei playoff, possono andare ai mondiali solo con un risultato inimmaginabile contro inseguono Haaland e compagni, visti i tre punti di ritardo e una differenza reti che appare incolmabile: + 29 contro + 12.
Goleade che hanno fatto la storia
Nella storia delle qualificazioni a Europei e Mondiali, di casi simili ne sono già successi. Goleade memorabili, cui sono seguite polemiche, richieste di cambi di regolamento, smottamenti nelle federazioni, esoneri di ct e addirittura la migrazione di una nazionale, quella australiana, dalla confederazione dell’Oceania a quella asiatica.
L’Argentina mundial e il 6-0 al Perù
Il precedente probabilmente più famoso risale ai Mondiali del 1978 in Argentina. Non erano previsti scontri diretti dopo il primo turno, ma un altro girone: la squadra vincente sarebbe andata direttamente in finale. Quello dell’Argentina padrona di casa prevedeva anche Brasile, Polonia e Perù. L’ultima gara fu giocata a orari diversi. Nel pomeriggio il Brasile battè 3-1 la Polonia, l’Argentina in serata scese in campo sapendo che sarebbe bastato battere con almeno 4 gol di scarto il Perù per andare in finale. Piccolo particolare. Il portiere dei peruviani Quiroga era un argentino naturalizzato, sembra che i genitori – argentini - fossero sugli spalti a tifare per Kempes e compagni. Sembra anche, ma qui c’è la testimonianza diretta del nazionale peruviano José Velásquez, che il dittatore argentino Videla entrò nello spogliatoio prima della gara insieme al segretario di Stato statunitense Henry Kissinger, parlando di rapporti di cooperazione e amicizia tra Argentina e Perù ecc. Il risultato è che la gara finì 6-0...
Spagna-Malta, l’impresa che pareva impossibile
Altra gara estremamente sospetta fu Spagna-Malta del 1983: un 12-1 che qualificò la Roja a Euro ’84 proprio per differenza reti a danno dell’Olanda, e lo strabordante 31-0 in Australia-Samoa Americane nelle qualificazioni ai Mondiali del 2002, inutile ai fini della partecipazione al torneo, ma storico nelle proporzioni. A Siviglia, il 21 dicembre 1983, Spagna-Malta era la gara decisiva per l’ultimo posto a Euro ‘84. Per superare l’Olanda, ferma a +16 di differenza reti, la Spagna doveva vincere con almeno 11 gol di scarto. All’andata aveva faticato (3-2), e nelle prime sette partite aveva segnato appena 12 reti. Anche per questo, l’impresa sembrava impossibile. Il primo tempo è finito 3-1, dopo un rigore fallito e vari legni. Ma nella ripresa è accaduto l’incredibile: Malta è crollata, ha sbagliato tutto quel che poteva sbagliare, e la Spagna ha segnato nove reti tra il 46’ e l’84’, chiudendo 12-1 e qualificandosi all’Europeo. Quel risultato è diventato un simbolo dell’identità calcistica spagnola, ed è stato identificato in patria come l’inizio dell’ascesa che avrebbe poi portato le Furie Rosse ai trionfi del decennio successivo. Quel risultato così sproporzionato ha però sollevato feroci polemiche.
Le accuse maltesi: “Limoni contaminati”
Fin da subito la gara ha alimentato sospetti di combine e corruzione, che non hanno mai trovato conferma. Ma a 35 anni di distanza, i protagonisti di allora, calciatori e membri dello staff della nazionale maltese, non hanno smesso di rivolgere pesanti accuse agli spagnoli. I calciatori Demanuele, Fabri, Busuttil e l’ex ct Scerri, intervistati da Movistar+, hanno raccontato di una Spagna in una forma fisica “fuori dal comune”, con giocatori che avrebbero mostrato “segni compatibili con l’uso di sostanze dopanti”. E hanno riferito di una vigilia anomala per la selezione della piccola isola mediterranea: albergo fatiscente, viaggio complicato, rumori notturni a impedire il riposo. Scerri avanza addirittura l’ipotesi che ai suoi giocatori siano stati serviti “limoni forse contaminati” da un uomo “vestito di bianco”. I frutti – secondo quanto riferito dal tecnico – avrebbero provocato ai giocatori vertigini e debolezza. Demanuele dice di essersi sentito “ubriaco”. Fabri accusa apertamente l’arbitro Göksel di aver favorito la Spagna. Quel 12-1 resta così una delle partite più discusse della storia europea.
Australia-Samoa, il record mondiale
L’11 aprile 2001 l’Australia ha travolto le Samoa Americane 31-0 nelle qualificazioni ai Mondiali 2002, stabilendo il record assoluto nel calcio internazionale. Il divario tecnico fra le due formazioni era enorme: i Socceroos erano 48º nel ranking FIFA, mentre gli avversari, già ultimi a livello planetario, non hanno potuto schierare diversi titolari per problemi di passaporti ed esami scolastici. Pur con una formazione rimaneggiata, l’Australia ha chiuso il primo tempo sul 16-0 e ha poi continuato a dilagare nella ripresa. Il solo Archie Thompson ha segnato 13 gol, entrando così nel Guinness dei primati. Il risultato, però, non è stato determinante ai fini della qualificazione: l’Australia sarebbe comunque arrivata prima nel girone, davanti alle Fiji, anche senza quella goleada. La partita alimentò le critiche per lo squilibrio tecnico e spinse la federazione australiana a lasciare l’OFC per l’AFC nel 2006.
Altri casi di goleade decisive
Ci sono poi casi meno eclatanti, ma comunque significativi. Nel dicembre 1981 la Nuova Zelanda inseguiva la qualificazione a Spagna ’82 e, per superare la Cina nel girone Asia/Oceania, aveva bisogno di battere l’Arabia Saudita con almeno sei gol di scarto. Sembrava impossibile, ma gli All Whites chiusero il primo tempo sul 5-0 grazie a Rufer e Turner. Il sesto gol non arrivò, ma il 5-0 permise di raggiungere la Cina in classifica e differenza reti. Lo spareggio in campo neutro A Singapore, poi vinto 2-1, regalò ai neozelandesi la loro prima qualificazione.
Poche speranze e tanti gol
Nelle qualificazioni a Euro ’84 la Germania Ovest e l’Irlanda del Nord chiusero a pari punti. Decisiva fu la differenza reti (+10 contro +3), costruita soprattutto grazie al 5-1 dei tedeschi a Berlino Ovest contro la Turchia, risultato che compensò la sconfitta interna con gli irlandesi. Verso Messico ’86, Francia e Bulgaria chiusero appaiate. Il primo posto andò ai bleus per differenza reti, +11 contro +8, anche grazie al 6-0 rifilato al Lussemburgo. Infine, nel 2001, il Senegal conquistò la qualificazione al Mondiale dell’anno successivo superando il Marocco grazie al 5-0 in Namibia, che ribaltò la differenza reti in un girone equilibratissimo. Vittorie roboanti, ma che appaiono risicate nel risultato rispetto a quella di cui avrebbe bisogno l’Italia per passare a danno della Norvegia per differenza reti.