MILANO – Gattuso è tornato a Milanello, luogo centrale della sua vita calcistica e non solo. Ma le vicende degli ultimi giorni, con le polemiche attorno alla contestazione di trecento Ultras Italia agli azzurri in Moldova, fanno passare in secondo piano la rimpatriata da ct. Le parole del presidente del Senato La Russa, che ha criticato la sua presa di posizione contro i contestatori a Chisinau della squadra inchiodata fino al 43’ della ripresa allo 0-0 con la Moldova, hanno portato il commissario tecnico a una replica. L’appello all’unità dell’ambiente, da qui agli spareggi di marzo per il Mondiale, preme particolarmente al ct: “Rispetto quello che dice La Russa, ma non so dove si trovava la sera della partita. Allo stadio di sicuro no, ma forse neanche davanti alla televisione, dove i cori si sono sentiti benissimo. C'era gente che augurava la morte a delle persone, c'era gente che diceva che veniamo a Coverciano, gente che diceva andate a lavorare. Ho sempre accettato i fischi, ma …
MILANO – Gattuso è tornato a Milanello, luogo centrale della sua vita calcistica e non solo. Ma le vicende degli ultimi giorni, con le polemiche attorno alla contestazione di trecento Ultras Italia agli azzurri in Moldova, fanno passare in secondo piano la rimpatriata da ct. Le parole del presidente del Senato La Russa, che ha criticato la sua presa di posizione contro i contestatori a Chisinau della squadra inchiodata fino al 43’ della ripresa allo 0-0 con la Moldova, hanno portato il commissario tecnico a una replica. L’appello all’unità dell’ambiente, da qui agli spareggi di marzo per il Mondiale, preme particolarmente al ct: “Rispetto quello che dice La Russa, ma non so dove si trovava la sera della partita. Allo stadio di sicuro no, ma forse neanche davanti alla televisione, dove i cori si sono sentiti benissimo. C'era gente che augurava la morte a delle persone, c'era gente che diceva che veniamo a Coverciano, gente che diceva andate a lavorare. Ho sempre accettato i fischi, ma quelli non lo erano, erano molto di più. Non si possono accettare”.
La speranza degli stage
Ora l’appeIlo è per arrivare al terzo play-off consecutivo della Nazionale con la massima compattezza possibile, ma il realismo suggerisce a Gattuso di non sperare nell’impossibile rinvio della trentesima giornata di campionato, che precede la semifinale degli spareggi, in programma il 26 marzo. Al limite, precisa, si può sperare in uno o due stage a febbraio: “Ci possiamo augurare questo, che ci concedano una o due piccole finestre. Per il resto ci stiamo attrezzando a incontrare i giocatori il più possibile, andando a trovarli. Ai play-off non dobbiamo arrivare con la paura, perché la paura ti blocca. Oggi siamo all’undicesima giornata di campionato e ci ritroveremo alla trentesima. Dobbiamo farci il segno della croce per arrivarci bene e con la spensieratezza, nel modo più frizzante possibile. I punti, lo dico sempre, si mettono quando la testa si spacca, non prima”.
Con la Norvegia prova per i titolari
Dopo Chisinau, dove la prova è stata per le riserve, stavolta tocca ai titolari, anche se non ci saranno Calafiori, che non ha recuperato dall’infortunio all’anca, e Tonali, che viene preservato perché può rischiare da diffidato la squalifica per i play-off. “Calafiori ha provato, ma abbiamo pensato di non rischiarlo e così Tonali. Ma resteranno tutti e due con noi e verranno allo stadio. Chi giocherà al posto di Calafiori? Vedremo se recupererà Mancini, che in Moldova ha preso una botta, altrimenti ci sarà Buongiorno”. Quanto agli altri due diffidati, Cambiaso dovrebbe andare in panchina, mentre Frattesi ha l’occasione di partire dall’inizio a centrocampo nel 3-5-2: “Davide giocherà”.
L’utopia del 9-0
Alla provocazione della stampa norvegese, che gli ha chiesto se ritenga possibile la vittoria con nove gol di scarto, unica possibilità per agguantare il primo posto, Gattuso ha risposto con ironia: “Non si sa mai, nel calcio tutto è possibile”. Ma il ct ha tessuto l’elogio della Norvegia e di Haaland: “Lui, per come interpreta la partita e per come sta in campo è unico: ha forza, ha balistica e riesce a fare cose incredibili per coordinazione, dato il fisico che ha. In ogni competizione sta sommando record a record, segna sempre. Faccio i complimenti alla Norvegia, ha meritato il primo posto, dimostrando grandissime qualità sia tecniche sia fisiche. In questo momento devi fare sempre una grande partita per batterla. Fa grande blocco difensivo, ha compattezza: ti fa credere di dominare il gioco e all’improvviso con gli attaccanti che ha può farti del male, come anche sui calci piazzati”.
La coppia Esposito-Retegui
L’infortunio di Kean lancia la coppia Retegui-Pio Esposito, col giovane interista preceduto da un rendimento in Nazionale (2 gol in 4 presenze) che è stato finora notevole. Gattuso chiede di non caricarlo di troppe responsabilità e aspettative: “Pio deve fare quello che fa, deve fare quello che sa: non carichiamolo. Stiamo parlando di un calciatore che per l’età che ha vive con serenità la concorrenza nell’Inter, con Lautaro, Thuram, Bonny. La sua è una capacità naturale”.
Il regolamento da cambiare
Le dichiarazioni di Gattuso sul discutibile regolamento delle qualificazioni al Mondiale hanno portato a risposte piccate ovunque, dall’Africa al Sudamerica. Il ct è serafico sull’argomento: “Viviamo in un mondo in cui non si può più dire niente. Non posso più andare da nessuna parte. Di questo argomento magari parlerà il presidente Gravina”.
Dimarco leader
L’ingresso di Dimarco è stato decisivo per la vittoria in Moldova e il terzino dell’Inter è diventato ormai un leader naturale della squadra: “Il Mondiale per me e per i miei compagni sarebbe una cosa importantissima e bellissima. Abbiamo l’obbligo di qualificarci. Non siamo quelli di Oslo, dove la sconfitta per 3-0 ha compromesso il nostro girone. Incontreremo una squadra forte, ma noi non siamo quelli dell’andata. Abbiamo avuto poco tempo per costruire il gruppo, ma ci stiamo riuscendo. Stiamo lavorando sulla cura dei dettagli: una Nazionale come la nostra quando ha fatto gruppo ha sempre detto la sua. Il 9-0? Impossibile, ma è l’ultima prima dei play-off di marzo e vincere aiuta a vincere: dobbiamo essere pronti a marzo”.
Figc partner di Airc
La Figc sarà ancora partner di Airc nella raccolta fondi per la ricerca contro il cancro, come spiega la ricercatrice presente a Milanello, la dottoressa Mazzucchelli: “Questa è una ricorrenza molto particolare, sono 60 anni di impegno. Oggi circa il 50% delle persone che ricevono la diagnosi di cancro possono guarire, il che è stato possibile attraverso la ricerca. 45521 è il numero solidale per aiutarci con gli sms, oltre all’accesso al sito Airc.it”.