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Ombre russe su Pirlo: ora l’accordo per il ct rischia di saltare

Andrea Pirlo 

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Il legame tra l’azzurro e una società di scommesse di Mosca fa riflettere Malagò: il presidente della Figc studia il caso
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Dalla Russia con dolore. Proprio quando, a fine maggio, la furia di Putin s’abbatteva su Kiev con 600 droni e 90 missili – uno degli attacchi più massicci dall’inizio della guerra – Andrea Pirlo stava firmando autografi per una società di scommesse nel cuore di Mosca insieme al calciatore Artem Dzyuba, uno che non ha mai condannato l’invasione dell’Ucraina. Due mesi dopo, Pirlo ha in mano l’accordo che potrebbe consegnargli – Giovanni Malagò permettendo – le chiavi della Nazionale. Ma se fino a ieri i dubbi sull’affidare ad Andrea la panchina azzurra potevano essere solo di natura tecnica, adesso c’è una montagna politica da scalare.

Il caso del firmacopie di Mosca

Quelle immagini da Mosca non possono essere ignorate: il firmacopie di maggio è stato organizzato da Fonb…

Dalla Russia con dolore. Proprio quando, a fine maggio, la furia di Putin s’abbatteva su Kiev con 600 droni e 90 missili – uno degli attacchi più massicci dall’inizio della guerra – Andrea Pirlo stava firmando autografi per una società di scommesse nel cuore di Mosca insieme al calciatore Artem Dzyuba, uno che non ha mai condannato l’invasione dell’Ucraina. Due mesi dopo, Pirlo ha in mano l’accordo che potrebbe consegnargli – Giovanni Malagò permettendo – le chiavi della Nazionale. Ma se fino a ieri i dubbi sull’affidare ad Andrea la panchina azzurra potevano essere solo di natura tecnica, adesso c’è una montagna politica da scalare.

Il caso del firmacopie di Mosca

Quelle immagini da Mosca non possono essere ignorate: il firmacopie di maggio è stato organizzato da Fonbet, la più grande agenzia di scommesse sportive russa. Che usa Pirlo come uomo immagine grazie a una clausola nel contratto firmato dall’allenatore con lo United Fc, la squadra di Dubai che guida dal 2025. Le due società sono legate dal nome del miliardario Sergey Lomakin, proprietario del club e tra gli azionisti della compagnia di betting. L’accordo con la società – che promuove lo sport russo all’estero anche con tornei riservati ai veterani di guerra --cadrebbe, se Pirlo diventasse commissario tecnico. Ma il periodo ipotetico, adesso, è d’obbligo. Il direttore tecnico Paolo Maldini e il consulente Leonardo vogliono affidargli la rappresentanza calcistica di un Paese – l’Italia – orientato dal giorno uno dalla parte di Kiev.

Malagò riflette: i legali della Figc studiano il caso

Un pensiero che martella nella testa di Malagò, il presidente della Federcalcio che sul consenso popolare e politico ha scolpito la sua immagine vincente. Sicuramente il nome di Pirlo non era in cima ai suoi pensieri. L’ex presidente del Coni, che aveva accettato di fidarsi della coppia di dirigenti a cui ha delegato la ricostruzione, ora non può che fermarsi a riflettere sull’opportunità di affidarsi a Pirlo. Passi la narrazione del «ct in armonia con noi» (lo ha detto Leonardo), passi pure – malvolentieri – la storia del curriculum avaro di successi. Ma le ombre russe sono un problema. Malagò non ne sapeva nulla fino a ieri e vuole vederci chiaro: la questione della clausola sui diritti d’immagine è allo studio dei legali della Figc. Ce n’è poi un’altra di clausola: per liberare Pirlo dalla panchina dello United Fc bisogna pagare una cifra modesta. L’ex campione del mondo si è offerto di onorarla di tasca propria, anche perché la Figc non ne ha alcuna intenzione.

I figli di Pirlo e Maldini collaborano con agenzie sportive, ma non c’è conflitto d’interessi

C’è poi un’altra questione, oltre a quella russa: Nicolò Pirlo, figlio di Andrea, collabora con la Gersh Sports, una delle agenzie di rappresentanza di calciatori più influenti al mondo. Christian, figlio di Maldini, lavora con la GR Sports, capitanata dal procuratore Giuseppe Riso. Sul punto il “Regolamento agenti sportivi” della Figc è molto chiaro: non devono esserci conflitti d’interesse. Ma Nicolò e Christian non sono agenti, solo collaboratori. Quanto basta per cancellare lo spettro dell’incompatibilità, non le preoccupazioni di Malagò. Che continua a pensare all’amico Roberto Mancini, l’ex ct che, nella sua testa, vede materializzarsi ancora la via del ritorno. Quasi un’illusione, che certo lo ispira, anche se nel cuore resta la frustrazione per non essere stato contattato in via ufficiale. Pirlo, dal ritiro austriaco con lo United Fc, ostenta serenità: ha il voto di fiducia di Maldini e Leonardo, ma il mandato non può cominciare senza il giuramento davanti al presidente. E Malagò non s’è ancora espresso.

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