Firenze – Roberto Mancini bis ha l'aria serena, il sorriso lieve, gli occhi che sperano. Non lo turbano i problemi federali (“Malagò mi ha tranquillizzato, io devo pensare soltanto a battere il Belgio”), i classici infortuni dell'ultim'ora (al posto di Cristante e Dimarco ci sono Ricci e Ruggeri), il velo di ostilità che pende sul suo ritorno: “Quando un tifoso si sente tradito si arrabbia, ci sta. Devo riconquistarli facendo le cose per bene e riportando la Nazionale dove merita, poi le cose si sistemeranno”. La certezza è più di una promessa: “Sono sicuro che in quattro anni qualcosa la porteremo a casa”. E che ci riporti al Mondiale, perlomeno.
Mancini: “Devo capire chi può stare con noi per 4 anni”
Mancini ha voluto con sé 34 giocatori, perché questa lunga…
Firenze – Roberto Mancini bis ha l'aria serena, il sorriso lieve, gli occhi che sperano. Non lo turbano i problemi federali (“Malagò mi ha tranquillizzato, io devo pensare soltanto a battere il Belgio”), i classici infortuni dell'ultim'ora (al posto di Cristante e Dimarco ci sono Ricci e Ruggeri), il velo di ostilità che pende sul suo ritorno: “Quando un tifoso si sente tradito si arrabbia, ci sta. Devo riconquistarli facendo le cose per bene e riportando la Nazionale dove merita, poi le cose si sistemeranno”. La certezza è più di una promessa: “Sono sicuro che in quattro anni qualcosa la porteremo a casa”. E che ci riporti al Mondiale, perlomeno.
Mancini: “Devo capire chi può stare con noi per 4 anni”
Mancini ha voluto con sé 34 giocatori, perché questa lunga e inedita parentesi nazionale varrà anche come scrematura. “Ho convocato più giocatori del solito perché ho bisogno di conoscerli da vicino, devo capire chi può stare con noi per quattro anni. I giocatori più esperti non avevo bisogno di vederli adesso”. Tra i nove alla prima chiamata (Ruggeri non ha debuttato ma era stato già convocato da Spalletti) c'è gente che ha tutto per vestire l'azzurro a lungo, come Kayode, Romano o Doumbia. Altri sono scommesse, specie quelli scovati all'estero come Inacio o Zoma. “Dobbiamo seguire da vicino quello che potremmo perdere perché hanno il doppio passaporto. Nel 2021 non c'erano tanti giovani tra cui scegliere, oggi ne ho molti di più e siamo anche fisicamente all'altezza, mentre allora eravamo piccolini, anche se poi riuscimmo a formare una squadra tecnicamente molto forte. L'altra differenza è che allora partimmo con delle amichevoli e potemmo fare delle prove, adesso ci servono i risultati subito e dobbiamo anche risalire nel ranking. Bisogna fare in fretta”.
Una Nations League molto impegnativa
Tra le prossime due settimane e il doppio impegno di novembre ci si gioca tutta la Nations League, che passa attraverso un girone ostico (Francia, Turchia e Belgio, primo avversario della serie, venerdì a Roma), specie per una squadra che non sa ancora niente di sé. “Possiamo giocare con il 4-3-3, con due punte o anche in altri modi, in questa settimana cercherò di capire”, dice il ct facendo intuire che non c'è ancora una base tattica. “Di sicuro vogliamo essere dominanti. Per vincere occorre giocare bene e divertirsi, è quello il nostro obiettivo”. C'è da fidarsi? Mancini giura di sì: “Sono qui per tornare a vincere, il più velocemente possibile. Sono curioso veramente di vedere tanti ragazzi all'opera e costruire una squadra con loro mi incuriosisce molto. Sono sicuro che avremo delle soddisfazioni”. In prima fila c’è anche Diana Bianchedi, nuovo capo delegazione, prima donna a ricoprire questo ruolo. “Lei”, dice il ct, “ha fatto la storia di uno sport importante, specie nella mia città. Non può che esserci di aiuto”.