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Il battesimo di Mancini: cancellare il passato con l’Italia dei ragazzi

Roberto Mancini (ansa)

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Alle 20.45 contro il Belgio all’Olimpico si inaugura la seconda stagione del ct che fuggì in Arabia: “Io, emozionato da giorni”
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Roma – Il passato è meglio fingere di non ricordarlo, visto che neanche gli sbagli sono serviti a qualcosa, il presente è l’incertezza politica dalla quale si cerca di tenere immune la squadra e il futuro è per ora appeso esclusivamente alle convinzioni del ct bis e tocca fidarsi, come successe (a ragione) nel 2018 e (a torto) nel 2021. Anche lui ha cose alle spalle da lasciare andar via una volta per tutte. L’ultima partita in Nazionale del primo Mancini fu Italia-Olanda 3-2, finale per il terzo posto della Nations League 2023: oggi pensare di arrivare a quello stesso punto sembra un’utopia, ma lui sa che forzare l’ottimismo è un modo per non lasciarsi spaventare da quello che è stato, che è e che potrebbe essere: «Veramente l’obiettivo è diverso: è alla finale per il primo posto che vogliamo arrivare».

Roma – Il passato è meglio fingere di non ricordarlo, visto che neanche gli sbagli sono serviti a qualcosa, il presente è l’incertezza politica dalla quale si cerca di tenere immune la squadra e il futuro è per ora appeso esclusivamente alle convinzioni del ct bis e tocca fidarsi, come successe (a ragione) nel 2018 e (a torto) nel 2021. Anche lui ha cose alle spalle da lasciare andar via una volta per tutte. L’ultima partita in Nazionale del primo Mancini fu Italia-Olanda 3-2, finale per il terzo posto della Nations League 2023: oggi pensare di arrivare a quello stesso punto sembra un’utopia, ma lui sa che forzare l’ottimismo è un modo per non lasciarsi spaventare da quello che è stato, che è e che potrebbe essere: «Veramente l’obiettivo è diverso: è alla finale per il primo posto che vogliamo arrivare».

Le ambizioni di Mancini

Del resto anche nei bei tempi andati assicurava che l’Italia sarebbe potuta diventare campione del mondo, poi ai Mondiali nemmeno ci andò ma togliere ogni freno all’ambizione convinse la squadra di essere più forte di quello che era, scaraventandola sul memorabile Euro 2021. Adesso il quadro è un po’ diverso, anche i cardini del gruppo (Donnarumma, Di Lorenzo, Calafiori, Barella e Tonali della vecchia guardia, Pio Esposito di quella nuova) hanno insicurezze da condividere e fantasmi da scacciare. «Ognuno cancella le proprie ferite a modo suo», dice Gigio il capitano. «Io quella di Zenica l’ho subìta tanto e me la sono portata dietro per un po’. È stata un’estate molto lunga».

I giovani con la mente sgombra

Ad avere la mente sgombra sono i giovani, ce ne sono tanti e sono anche discretamente forti, ma ci va un certo dosaggio anche nei cambiamenti più radicali: inizialmente l’unico a partire titolare dovrebbe essere Romano, il centrocampista del Cagliari che la Roma ha venduto troppo in fretta. «Lo conoscevo poco», spiega Mancini, «l’ho visto a Parma alla prima giornata e mi ha fatto una bella impressione, sa far tutto, ha visione, gioca di prima». I dubbi di formazione riguardano le ali: ne sono state convocate sette, alla fine dovrebbero spuntarla Cambiaghi a destra e il centravanti adattato Kean a sinistra, con Zoma e non Inacio primo cambio, perché con gli altri giovani serve pazienza: «Devono crescere sbagliando». Il punto è che si comincia subito con partite che valgono, senza la morbidezza dell’esordio amichevole, per cui il ct deve in qualche modo mediare tra l’esigenza del risultato immediato e i programmi di media-lunga scadenza. «L’obiettivo è far divertire la gente già da subito, quella è l’unica medicina».

Una settimana di emozioni

La gente, dunque? È nella fase del giudizio sospeso, tra la speranza e la perplessità. La prevendita non è stata travolgente (39 mila biglietti), ma è anche vero che il Belgio non è una squadra così accattivante, per chi non è belga. Mancini sa che entusiasmo, credibilità e — massì — anche redenzione dovrà guadagnarseli pezzo per pezzo. «È tutta la settimana che sono emozionato», dice. «Vorrei chiuderla in bellezza». E chiudere con il passato, perlomeno, visto quanto sono ingombranti presente e futuro.

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