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Udinese-Chievo 3-1: Di Natale trascina i friulani

Una doppietta dell'intramontabile attaccante bianconero spiana la strada al successo dei bianconeri di Guidolin. Papp accorcia le distanze ma nella ripresa ci pensa Benatia a spegnere le velleità dei veronesi di Corini
di DIEGO COSTA

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UDINE - C'è il futuro dell'organizzato club della famiglia Pozzo, scandito nell'intervallo dal patron friulano. Ma c'è soprattutto un presente che torna a brillare dopo alcune giornate opache. Il presente è firmato dal campione, Totò Di Natale, è lui a porre il sigillo nel derby triveneto aperto dall'abbraccio tra Guidolin e Corini.

Il Maestro supera una volta ancora l'allievo. Match spigoloso, avvio equilibrato. la differenza la fa il cinismo sotto porta, scientifico quando in campo c'è la squadra friulana. Se poi il killer istinct si unisce a uno spiccato autolesionismo, allora il gioco è fatto. Il corto circuito che colpisce Puggioni è colpevole, minuto 20', quando il portiere in solitario tenta un dribbling su Di Natale, liscia la sfera e regala il vantaggio ai sornioni avversari.
Il gol ha l'effetto di togliere certi pensieri a una squadra che - negli ultimi tempi - ha smarrito la strada che porta al successo. Ugualmente cancella dalla mente del goleador di razza qualche turbamento, dopo il rigore importante fallito sette giorni prima e un digiuno importante.

La prodezza. E così cinque minuti dopo, Totò mette in ghiaccio la vittoria con un tiro al volo di rara bellezza. Ricorda un gol siglato a Marassi da Totti, anni orsono, un diagonale stretto da sinistra, che ha precisione e potenza e finisce a fil di palo in rete dalla parte opposta. Imparabile.

Due a zero, Chievo gelato. Un Chievo che non era partito male. ma Thereau arretrato finisce per isolare capitan Pellissier preferito al rilanciato Paloschi. I veronesi non volano più. Ma a fine tempo, ecco un tallone d'Achille della giovane Udinese, su calcio piazzato svetta Papp, palo, Rigoni da terra riesce a effettuare un altro cross nel traffico e il romeno si ripete, battendo Brkic.

La ripresa si apre con l'occasione del 2 a 2, lancio in verticale per Pellissier, scattato sul filo, lo stop a seguire è un mezzo gol, ma l'altro mezzo lo nega Brkic col suo corpaccione. Lo scanmpato pericolo induce Guidolin a cambiare il suo centrocampo, fuori Lazzari e Maicosuel, fumosi, dentro Badu per dare copertura e Muriel per la profondità. Il Chievo ha intensità ma pochissima precisione. L'affanno è tanto. Corini ci mette tanto coraggio e tanta voce. Ma i cambi non convincono. Senza il collante Guana e con un Luciano che non ha le caratteristiche per prendere per mano, in mezzo, i gialloblù, il match vive più delle pericolose incursioni di rimessa dei friulani, come è nelle corde della squadra di Guidolin e assai meno nella voce tonante di chi sta perdendo e deve recuperare. I rischi, alla fine, costano fior di cartellini, perché Muriel accende il turbo e mette i brividi.

All'ennesimo calcione subito dal colombiano (da cartellino "arancione" quello di Cesar), l'Udinese gioca con rabbia una replica e chiude il match. Col fioretto, il passaggio di Basta per Di Natale e l'assist di controbalzo del leader silenzioso, e la sciabolata ravvicinata di Benatia. La primavera per l'Udinese è cominciata in ritardo. Chissà se questo franco successo basterà per riagguantare l'Europa. Corini e i suoi scivolano, ancora lontani dalle sabbie mobili. Ma hanno di che meditare.    
 
Udinese-Chievo 3-1 (2-1)
UDINESE: Brkic - Benatia, Danilo, Domizzi - Basta, Allan, Lazzari (60' Badu), Silva - Maicosuel (60' Muriel) Pereyra, Di Natale (89' Zielinski). All. Guidolin
CHIEVO: Puggioni - Frey, Papp (60' Luciano), Cesar, Acerbi, Jokic - Guana (66' Stoian), Rigoni (83' Paloschi), Hetemaj - Thereau, Pellissier. All. Corini
ARBITRO: Damato.
RETI: 20' e 25' Di Natale; 35' Papp; 85' Benatia.
NOTE: Sole, terreno buono. Ammoniti: Papp, Jokic, Di Natale, Acerbi, Cesar, Frey, Rigoni, Benatia e Danilo. Angoli 5-4 per l'Udinese. Squadre col lutto al braccio in memoria dell'ex presidente dell'Atalanta Ivan Ruggeri. Recupero: 1' e 3'.
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