MILANO - Il mattatore di Vienna, André Silva, è rimasto in panchina. Ma Kalinic, che in Europa League era stato comprimario del portoghese nella sera della sua tripletta, lo ha quasi emulato. Soltanto l'intervento del Var gli ha infatti impedito di festeggiare tre gol. Gliene sono comunque bastati due per firmare la vittoria del Milan sull'Udinese: nient'affatto semplice, data l'ottima organizzazione tattica degli avversari e le loro frequenti giocate ispirate, e per questo ancora più importante. Non lasciarsi distanziare troppo da Juventus, Napoli e Inter era l'obiettivo di Montella, che lo ha centrato insieme a quello parallelo: distribuire con successo le energie tra i giocatori, in vista dell'imminente impegno con la Spal, e supplire all'assenza di Conti, che diventerà purtroppo cronica per i prossimi sei mesi e che comporta qualche aggiustamento nel 3-5-2, modulo ormai prevalente rispetto al 4-3-3 iniziale.
BRIVIDI DIFENSIVI - Prima di impossessarsi della partita dopo un inizio incoraggiante, tuttavia, il Milan ha avuto bisogno di un paio di brividi, che hanno confermato come l'assemblaggio della difesa a tre necessiti ancora di un congruo periodo di rodaggio. Se infatti l'assetto col centrocampo più folto può mettere in imbarazzo gli avversari costringendoli ad arretrare anche per contrastare l'avanzamento continuo dei due esterni di fatto trasformati in ali, ogni contropiede o inserimento da dietro dei centrocampisti rivali, quando recuperano palla, si trasforma facilmente in pericolo. Per ovviare all'effetto sbilanciamento, servirebbe più rapidità nelle chiusure, cosa che al momento né Romagnoli per il ritardo di condizione, né Bonucci e Musacchio per caratteristiche individuali sono in grado di garantire. Delneri ne ha approfittato con uno schema semplice quanto efficace: le puntate frontali e improvvise del velocista Lasagna, che partiva dalla fascia sinistra salvo appunto accentrarsi con i suoi letali scatti verticali.
VAR PROTAGONISTA - Il primo brivido è arrivato proprio da una sua volata, con gol rasoterra sull'uscita di Donnarumma. Guida aveva convalidato, tra le proteste milaniste, ma il Var lo ha indotto a rettificare. Il pericolo scampato ha indotto il Milan ad accentuare la spinta e la reazione è stata premiato. Prima soltanto il palo, su testata di Kalinic, e De Paul, che ha spinto via sulla linea il destro sulla ribattuta in porta di Bonucci, hanno evitato l'1-0. Poi il vantaggio milanista è arrivato davvero grazie a Kalinic, che ha avviato il triangolo con Calabria e lo ha chiuso raccogliendone il cross in anticipo su Nuytinck. Tuttavia il Milan, troppo disinvolto nell'avviare l'azione da dietro in palleggio e incurante del precedente allarme, ha bissato la distrazione su Lasagna, innescato stavolta da uno sciagurato passaggio orizzontale di Romagnoli. L'1-1 ha però illuso l'Udinese, che non ha corretto il proprio difetto più vistoso: l'eccessivo spazio concesso sulla propria fascia sinistra a Calabria e Suso, quando lo spagnolo si spostava dall'originaria posizione di rifinitore-seconda punta.
MISCHIA FATALE - Il 2-1 del Milan è arrivato su corner: correzione di testa di Kessié e zampata in mischia di Kalinic, che da terra ha anticipato Samir. A quel punto il Milan ha badato di più all'equilibrio. Biglia ha dettato i tempi delle incursioni di Kessié e Bonaventura, ai suoi fianchi, e la difesa ha smesso di eccedere nel palleggio. Non è un caso che proprio una lunga percussione di Kessié, con destro respinto da Scuffet, e una rovesciata a lato di Bonaventura su torre di Calabria, a inizio ripresa, siano stati i due soli momenti in cuio l'equilibrio tattico si è spezzato. Quando Scuffet ha salvato in tuffo su un colpo di testa di Romagnoli, imbeccato da Suso, Delneri ha deciso che serviva una sterzata tattica, per cercare il pareggio, e l'ha data spostando Lasagna in attacco al centro, da seconda punta, e inserendo al posto di Behrami Fofana, più adatto alle incursioni a sostegno delle punte. Ha in seguito completato la piccola rivoluzione con Baijc centravanti al posto di Maxi Lopez, poco pungente.
KESSIE' STRARIPANTE - L'assetto ha funzionato, perché l'Udinese ha preso campo, anche se il Milan ha potuto gestire meglio il contropiede. Fofana ha dimostrato potenza e tecnica con la discesa che lo ha portato al destro in diagonale, respinto da Donnarumma, e poco più tardi Baijc, anticipando di testa Bonucci, ha sfiorato il pareggio. Ma le correzioni di Montella per reintegrare le energie in calo della squadra - Cutrone per suso e Calhanoglu per Bonaventura - si sono rivelate efficaci, mentre l'ingresso di Matos per Jantko ha accentuato la vocazione offensivista dell'Udinese. Nel frattempo Scuffet aveva dovuto salvare per due volte, su tiri di Rodriguez e Calabria. Con le squadre stanche, è emerso lo strapotere fisico di Kessié, prima che il Var rientrasse in scena. In un bis dell'episodio di inizio partita, stavolta a parti invertite, Guida ha atteso l'intervento dei colleghi davanti al monitor per annullare la tripletta di Kalinic, il notevole diagonale in corsa dopo scatto in lieve fuorigioco. La passerella tra gli applausi del croato, sostituito da Locatelli, ha scritto definitivamente il nome dell'eroe di giornata.
Milan-Udinese 2-1 (2-1)
MILAN (3-5-1-1): G.Donnarumma 6, Musacchio 6, Bonucci 5.5, Romagnoli 5, Calabria 6.5, Bonaventura 6.5 (24'st Calhanoglu 6), Biglia 7, Kessie 7, Rodriguez 6.5, Suso 5.5 (24'st Cutrone 6), Kalinic 7.5 (40'st Locatelli sv). (30 Storari, 90 A.Donnarumma, 15 Gomez, 17 Zapata, 20 Abate, 4 J.Mauri, 18 Montolivo, 9 André Silva, 11 Borini). All.: Montella 7.
UDINESE (4-4-2): Scuffet 5.5, Larsen 5.5, Danilo 5, Nuytinck 5.5, Samir 5.5, Barak 5.5, Behrami 5.5 (12'st Fofana 6.5),
Jankto 6 (29'st Matos 6), Lasagna 6.5, De Paul 6, Maxi Lopez 6.5 (16'st Bajic 6). (1 Bizzarri, 25 Borsellini, 4 Angella, 53 Alì Adnan, 55 Bochniewicz, 13 Ingelsson, 23 Hallfredsson, 99 Balic, 96 Ewandro). All.: Delneri 5.5.
Arbitro: Guida di Torre Annunziata 6.5.
Reti: nel pt 22' e 31' Kalinic, 28' Lasagna.
Angoli: 10-3 per il Milan.
Utilizzo Var: 2
Recupero: 1' e 5'.
Ammoniti: Barak, Romagnoli, Samir per gioco falloso.
Note: al 48' st espulso il vice allenatore dell'Udinese Ferazzoli per proteste.
Spettatori: 49.473 per un incasso di 1.165.824,63 euro .
BRIVIDI DIFENSIVI - Prima di impossessarsi della partita dopo un inizio incoraggiante, tuttavia, il Milan ha avuto bisogno di un paio di brividi, che hanno confermato come l'assemblaggio della difesa a tre necessiti ancora di un congruo periodo di rodaggio. Se infatti l'assetto col centrocampo più folto può mettere in imbarazzo gli avversari costringendoli ad arretrare anche per contrastare l'avanzamento continuo dei due esterni di fatto trasformati in ali, ogni contropiede o inserimento da dietro dei centrocampisti rivali, quando recuperano palla, si trasforma facilmente in pericolo. Per ovviare all'effetto sbilanciamento, servirebbe più rapidità nelle chiusure, cosa che al momento né Romagnoli per il ritardo di condizione, né Bonucci e Musacchio per caratteristiche individuali sono in grado di garantire. Delneri ne ha approfittato con uno schema semplice quanto efficace: le puntate frontali e improvvise del velocista Lasagna, che partiva dalla fascia sinistra salvo appunto accentrarsi con i suoi letali scatti verticali.
VAR PROTAGONISTA - Il primo brivido è arrivato proprio da una sua volata, con gol rasoterra sull'uscita di Donnarumma. Guida aveva convalidato, tra le proteste milaniste, ma il Var lo ha indotto a rettificare. Il pericolo scampato ha indotto il Milan ad accentuare la spinta e la reazione è stata premiato. Prima soltanto il palo, su testata di Kalinic, e De Paul, che ha spinto via sulla linea il destro sulla ribattuta in porta di Bonucci, hanno evitato l'1-0. Poi il vantaggio milanista è arrivato davvero grazie a Kalinic, che ha avviato il triangolo con Calabria e lo ha chiuso raccogliendone il cross in anticipo su Nuytinck. Tuttavia il Milan, troppo disinvolto nell'avviare l'azione da dietro in palleggio e incurante del precedente allarme, ha bissato la distrazione su Lasagna, innescato stavolta da uno sciagurato passaggio orizzontale di Romagnoli. L'1-1 ha però illuso l'Udinese, che non ha corretto il proprio difetto più vistoso: l'eccessivo spazio concesso sulla propria fascia sinistra a Calabria e Suso, quando lo spagnolo si spostava dall'originaria posizione di rifinitore-seconda punta.
MISCHIA FATALE - Il 2-1 del Milan è arrivato su corner: correzione di testa di Kessié e zampata in mischia di Kalinic, che da terra ha anticipato Samir. A quel punto il Milan ha badato di più all'equilibrio. Biglia ha dettato i tempi delle incursioni di Kessié e Bonaventura, ai suoi fianchi, e la difesa ha smesso di eccedere nel palleggio. Non è un caso che proprio una lunga percussione di Kessié, con destro respinto da Scuffet, e una rovesciata a lato di Bonaventura su torre di Calabria, a inizio ripresa, siano stati i due soli momenti in cuio l'equilibrio tattico si è spezzato. Quando Scuffet ha salvato in tuffo su un colpo di testa di Romagnoli, imbeccato da Suso, Delneri ha deciso che serviva una sterzata tattica, per cercare il pareggio, e l'ha data spostando Lasagna in attacco al centro, da seconda punta, e inserendo al posto di Behrami Fofana, più adatto alle incursioni a sostegno delle punte. Ha in seguito completato la piccola rivoluzione con Baijc centravanti al posto di Maxi Lopez, poco pungente.
KESSIE' STRARIPANTE - L'assetto ha funzionato, perché l'Udinese ha preso campo, anche se il Milan ha potuto gestire meglio il contropiede. Fofana ha dimostrato potenza e tecnica con la discesa che lo ha portato al destro in diagonale, respinto da Donnarumma, e poco più tardi Baijc, anticipando di testa Bonucci, ha sfiorato il pareggio. Ma le correzioni di Montella per reintegrare le energie in calo della squadra - Cutrone per suso e Calhanoglu per Bonaventura - si sono rivelate efficaci, mentre l'ingresso di Matos per Jantko ha accentuato la vocazione offensivista dell'Udinese. Nel frattempo Scuffet aveva dovuto salvare per due volte, su tiri di Rodriguez e Calabria. Con le squadre stanche, è emerso lo strapotere fisico di Kessié, prima che il Var rientrasse in scena. In un bis dell'episodio di inizio partita, stavolta a parti invertite, Guida ha atteso l'intervento dei colleghi davanti al monitor per annullare la tripletta di Kalinic, il notevole diagonale in corsa dopo scatto in lieve fuorigioco. La passerella tra gli applausi del croato, sostituito da Locatelli, ha scritto definitivamente il nome dell'eroe di giornata.
Milan-Udinese 2-1 (2-1)
MILAN (3-5-1-1): G.Donnarumma 6, Musacchio 6, Bonucci 5.5, Romagnoli 5, Calabria 6.5, Bonaventura 6.5 (24'st Calhanoglu 6), Biglia 7, Kessie 7, Rodriguez 6.5, Suso 5.5 (24'st Cutrone 6), Kalinic 7.5 (40'st Locatelli sv). (30 Storari, 90 A.Donnarumma, 15 Gomez, 17 Zapata, 20 Abate, 4 J.Mauri, 18 Montolivo, 9 André Silva, 11 Borini). All.: Montella 7.
UDINESE (4-4-2): Scuffet 5.5, Larsen 5.5, Danilo 5, Nuytinck 5.5, Samir 5.5, Barak 5.5, Behrami 5.5 (12'st Fofana 6.5),
Jankto 6 (29'st Matos 6), Lasagna 6.5, De Paul 6, Maxi Lopez 6.5 (16'st Bajic 6). (1 Bizzarri, 25 Borsellini, 4 Angella, 53 Alì Adnan, 55 Bochniewicz, 13 Ingelsson, 23 Hallfredsson, 99 Balic, 96 Ewandro). All.: Delneri 5.5.
Arbitro: Guida di Torre Annunziata 6.5.
Reti: nel pt 22' e 31' Kalinic, 28' Lasagna.
Angoli: 10-3 per il Milan.
Utilizzo Var: 2
Recupero: 1' e 5'.
Ammoniti: Barak, Romagnoli, Samir per gioco falloso.
Note: al 48' st espulso il vice allenatore dell'Udinese Ferazzoli per proteste.
Spettatori: 49.473 per un incasso di 1.165.824,63 euro .