ROMA – Quarantacinque minuti di difficoltà, poi un colpo da maestro restituisce alla Lazio di Simone Inzaghi le antiche certezze. I biancocelesti soffrono per un tempo contro un Sassuolo ordinato e compatto ma quando i neroverdi devono a fare i conti con gli infortuni dei difensori, in una sorta di remake al contrario di quanto accaduto ai romani contro il Napoli, la maggiore qualità dei padroni di casa emerge in maniera nettissima. Per raddrizzare un pomeriggio iniziato male, serve la giocata dell’uomo rivelazione dell’avvio della stagione laziale. Luis Alberto inventa una punizione sublime e permette ai suoi di rientrare in parità negli spogliatoi, prima di archiviare la pratica con un assist e un altro gol. Il finale condanna i ragazzi di Bucchi anche oltre i propri demeriti (6-1), ma contro la furia della splendida seconda parte di gara della Lazio c’è stato davvero poco da fare.
UN BEL SASSUOLO – Sin dall’avvio, il copione appare chiaro: Sassuolo molto abbottonato e pronto a ripartire con la velocità delle sue frecce. Lirola sulla destra, Adjapong sulla sinistra, Sensi e Duncan liberi di attaccare lo spazio partendo da intermedi del 3-5-2. Il primo brivido arriva al quarto d’ora al termine di un’azione preparata benissimo. Berardi per la sovrapposizione di Lirola, lo spagnolo alza la testa e vede il rimorchio di Sensi, chiamato a calciare un rigore in movimento dopo il cross all’indietro del terzino scuola Juve: sinistro alto di poco sopra la traversa. La Lazio non trova spazi, Bucchi deve correre ai ripari per l’infortunio, in apparenza molto serio, patito da Letschert: il difensore si pianta a terra dopo una sterzata di Milinkovic-Savic e chiede subito l’intervento dei medici, problema al ginocchio sinistro da valutare nelle prossime ore, dentro Peluso con Acerbi che passa sul centro destra. Da una delle tante ripartenze neroverdi, nasce il rigore del vantaggio. Matri ha spazio ma il passo non è quello di una volta, uno degli ex di giornata ha però l’esperienza dalla sua: finta di conclusione mancina e dribbling ai danni di de Vrij, che abbocca in scivolata. Il contatto sulla punta del piede dell’attaccante è leggero ma c’è, Matri non fa nulla per rimanere in piedi e induce Maresca a riflettere per qualche secondo. Rigore e giallo ai danni dell’olandese, Berardi interrompe il digiuno stagionale con il sesto centro in carriera ai danni dei biancocelesti, il quinto consecutivo dal dischetto: una sorta di tradizione.
LUIS ALBERTO INVENTA – Per gli ospiti è il momento migliore, una discesa straripante di Adjapong – pizzicato da qualche ululato di troppo – premia ancora Berardi, tenuto in gioco da Radu: sinistro lentissimo, tutto facile per Strakosha. L’albanese deve superarsi qualche minuto più tardi, quando è Duncan a presentarsi a tu per tu su invito del solito Berardi: mancino rasoterra, l’uscita del portiere laziale è efficace. Il campanello d’allarme scuote la Lazio, vicinissima al gol con un colpo di testa di Immobile prima e con un’occasione colossale sprecata da Lulic poi, che vanifica la possibilità di concludere in solitudine da pochi metri spedendo a lato in equilibrio precario. Va ko anche Peluso, che nel tentativo di contendere un pallone aereo a Milinkovic impatta con il volto contro il serbo: setto nasale in mille pezzi. Bucchi, senza più centrali da pescare in panchina, rinuncia alla difesa a 3 inserendo Mazzitelli. Ma non c’è nemmeno il tempo di riassestarsi, perché Sensi si aggrappa ai pantaloncini di Leiva fuori area. Sembra la posizione ideale per un cross, nessuno si aspetta l’idea meravigliosa di Luis Alberto, che pennella una punizione in grado di aggirare la barriera e spolverare l’incrocio dei pali.
LA LAZIO DILAGA – Al rientro in campo, il Sassuolo è ridisegnato con un 4-3-3 obbligato, nel quale Sensi è l’atipico esterno alto di sinistra. Per la Lazio si aprono spazi enormi, Consigli cerca di tenere in piedi la baracca come può: miracolo su Marusic, con il sostegno di un salvataggio in acrobazia di Acerbi sul tap-in di Immobile, ad aprire la rassegna delle parate. Sugli sviluppi del corner, incornata del bomber laziale: altra risposta di Consigli, bravissimo anche sulla conclusione da fuori di Marusic. Ma è davvero questione di minuti e il colpo di testa di de Vrij, su assist di Luis Alberto, mette definitivamente in discesa il match. Ora la Lazio può andare sul velluto, Immobile scappa in campo aperto ma controlla male la sfera, agevolando l’uscita di Consigli. Luis Alberto si fionda sul pallone e ha la freddezza necessaria per mettere il portiere a sedere: dribbling e conclusione vincente a porta sguarnita. I biancocelesti non intendono fermarsi, iniziano i cinque minuti di Marco Parolo. Il centrocampista della Nazionale sfrutta una chiusura di Adjapong per scaraventare in fondo al sacco un rigore in movimento (19′), poi pone fine a un’azione offensiva rocambolesca: Consigli dice no al sinistro di Lulic, Marusic calcia sul palo, Parolo risolve tutto (24′). All’appuntamento manca soltanto Ciro Immobile, i compagni di squadra lo cercano a più riprese, il centravanti ha fame di gol. Lo trova quando viene travolto in area da Mazzitelli: rigore rabbioso alle spalle di Consigli, che poi gli nega la doppietta qualche minuto più tardi. Finisce 6-1, i secondi 45 minuti sontuosi della Lazio valgono il quarto posto solitario. Dopo la sosta ci sarà l’esame Juventus, Simone Inzaghi spera di arrivarci con la squadra vista nel secondo tempo.
LAZIO-SASSUOLO 6-1 (1-1)
Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Patric, de Vrij (22′ st Luiz Felipe), Radu (41′ st Mauricio); Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic-Savic, Lulic; Luis Alberto (27′ st Nani); Immobile. (Guerrieri, Vargic, Lukaku, Jordao, Di Gennaro, Murgia, Caicedo, Palombi). All.: Inzaghi
Sassuolo (3-5-2): Consigli; Letschert (21′ pt Peluso, 43′ pt Mazzitelli), Cannavaro, Acerbi; Lirola, Sensi, Missiroli (14′ st Politano), Duncan, Adjapong; Berardi, Matri. (Marson, Pegolo, Gazzola, Rogerio, Cassata, Biondini, Falcinelli, Ragusa, Scamacca). All.: Bucchi
Arbitro: Maresca
Reti: 27′ pt rig. Berardi, 46′ pt Luis Alberto, 11′ st de Vrij, 13′ st Luis Alberto, 19′ e 24′ st Parolo, 36′ st rig. Immobile
Ammoniti: de Vrij, Immobile, Adjapong, Sensi, Berardi
Recupero: 3′ e 2′
UN BEL SASSUOLO – Sin dall’avvio, il copione appare chiaro: Sassuolo molto abbottonato e pronto a ripartire con la velocità delle sue frecce. Lirola sulla destra, Adjapong sulla sinistra, Sensi e Duncan liberi di attaccare lo spazio partendo da intermedi del 3-5-2. Il primo brivido arriva al quarto d’ora al termine di un’azione preparata benissimo. Berardi per la sovrapposizione di Lirola, lo spagnolo alza la testa e vede il rimorchio di Sensi, chiamato a calciare un rigore in movimento dopo il cross all’indietro del terzino scuola Juve: sinistro alto di poco sopra la traversa. La Lazio non trova spazi, Bucchi deve correre ai ripari per l’infortunio, in apparenza molto serio, patito da Letschert: il difensore si pianta a terra dopo una sterzata di Milinkovic-Savic e chiede subito l’intervento dei medici, problema al ginocchio sinistro da valutare nelle prossime ore, dentro Peluso con Acerbi che passa sul centro destra. Da una delle tante ripartenze neroverdi, nasce il rigore del vantaggio. Matri ha spazio ma il passo non è quello di una volta, uno degli ex di giornata ha però l’esperienza dalla sua: finta di conclusione mancina e dribbling ai danni di de Vrij, che abbocca in scivolata. Il contatto sulla punta del piede dell’attaccante è leggero ma c’è, Matri non fa nulla per rimanere in piedi e induce Maresca a riflettere per qualche secondo. Rigore e giallo ai danni dell’olandese, Berardi interrompe il digiuno stagionale con il sesto centro in carriera ai danni dei biancocelesti, il quinto consecutivo dal dischetto: una sorta di tradizione.
LUIS ALBERTO INVENTA – Per gli ospiti è il momento migliore, una discesa straripante di Adjapong – pizzicato da qualche ululato di troppo – premia ancora Berardi, tenuto in gioco da Radu: sinistro lentissimo, tutto facile per Strakosha. L’albanese deve superarsi qualche minuto più tardi, quando è Duncan a presentarsi a tu per tu su invito del solito Berardi: mancino rasoterra, l’uscita del portiere laziale è efficace. Il campanello d’allarme scuote la Lazio, vicinissima al gol con un colpo di testa di Immobile prima e con un’occasione colossale sprecata da Lulic poi, che vanifica la possibilità di concludere in solitudine da pochi metri spedendo a lato in equilibrio precario. Va ko anche Peluso, che nel tentativo di contendere un pallone aereo a Milinkovic impatta con il volto contro il serbo: setto nasale in mille pezzi. Bucchi, senza più centrali da pescare in panchina, rinuncia alla difesa a 3 inserendo Mazzitelli. Ma non c’è nemmeno il tempo di riassestarsi, perché Sensi si aggrappa ai pantaloncini di Leiva fuori area. Sembra la posizione ideale per un cross, nessuno si aspetta l’idea meravigliosa di Luis Alberto, che pennella una punizione in grado di aggirare la barriera e spolverare l’incrocio dei pali.
LA LAZIO DILAGA – Al rientro in campo, il Sassuolo è ridisegnato con un 4-3-3 obbligato, nel quale Sensi è l’atipico esterno alto di sinistra. Per la Lazio si aprono spazi enormi, Consigli cerca di tenere in piedi la baracca come può: miracolo su Marusic, con il sostegno di un salvataggio in acrobazia di Acerbi sul tap-in di Immobile, ad aprire la rassegna delle parate. Sugli sviluppi del corner, incornata del bomber laziale: altra risposta di Consigli, bravissimo anche sulla conclusione da fuori di Marusic. Ma è davvero questione di minuti e il colpo di testa di de Vrij, su assist di Luis Alberto, mette definitivamente in discesa il match. Ora la Lazio può andare sul velluto, Immobile scappa in campo aperto ma controlla male la sfera, agevolando l’uscita di Consigli. Luis Alberto si fionda sul pallone e ha la freddezza necessaria per mettere il portiere a sedere: dribbling e conclusione vincente a porta sguarnita. I biancocelesti non intendono fermarsi, iniziano i cinque minuti di Marco Parolo. Il centrocampista della Nazionale sfrutta una chiusura di Adjapong per scaraventare in fondo al sacco un rigore in movimento (19′), poi pone fine a un’azione offensiva rocambolesca: Consigli dice no al sinistro di Lulic, Marusic calcia sul palo, Parolo risolve tutto (24′). All’appuntamento manca soltanto Ciro Immobile, i compagni di squadra lo cercano a più riprese, il centravanti ha fame di gol. Lo trova quando viene travolto in area da Mazzitelli: rigore rabbioso alle spalle di Consigli, che poi gli nega la doppietta qualche minuto più tardi. Finisce 6-1, i secondi 45 minuti sontuosi della Lazio valgono il quarto posto solitario. Dopo la sosta ci sarà l’esame Juventus, Simone Inzaghi spera di arrivarci con la squadra vista nel secondo tempo.
LAZIO-SASSUOLO 6-1 (1-1)
Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Patric, de Vrij (22′ st Luiz Felipe), Radu (41′ st Mauricio); Marusic, Parolo, Leiva, Milinkovic-Savic, Lulic; Luis Alberto (27′ st Nani); Immobile. (Guerrieri, Vargic, Lukaku, Jordao, Di Gennaro, Murgia, Caicedo, Palombi). All.: Inzaghi
Sassuolo (3-5-2): Consigli; Letschert (21′ pt Peluso, 43′ pt Mazzitelli), Cannavaro, Acerbi; Lirola, Sensi, Missiroli (14′ st Politano), Duncan, Adjapong; Berardi, Matri. (Marson, Pegolo, Gazzola, Rogerio, Cassata, Biondini, Falcinelli, Ragusa, Scamacca). All.: Bucchi
Arbitro: Maresca
Reti: 27′ pt rig. Berardi, 46′ pt Luis Alberto, 11′ st de Vrij, 13′ st Luis Alberto, 19′ e 24′ st Parolo, 36′ st rig. Immobile
Ammoniti: de Vrij, Immobile, Adjapong, Sensi, Berardi
Recupero: 3′ e 2′