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Benevento-Lazio 1-5, tutto facile per i biancocelesti

Nani festeggiato dai compagni dopo il gol (afp)
Ottava vittoria in trasferta per la squadra di Inzaghi che chiude nel primo tempo la pratica grazie alle reti di Bastos, Immobile e Marusic. Nella ripresa accorcia Lazaar prima del sigillo di Parolo e del primo gol italiano di Nani. Undicesima sconfitta in undici giornate per i sanniti
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BENEVENTO - La Lazio ha passeggiato su quel che resta del Benevento, portandosi a casa l'ottava vittoria in otto trasferte e sbriciolando dopo duecento secondi le paure, francamente inspiegabili, di Simone Inzaghi per le insidie nascoste in questo viaggio nel Sannio. Non poteva esserci partita fra la squadra che non ha ancora preso un punto, e anzi ha aggiornato a undici sconfitte di fila il suo record negativo in Serie A, contro quella che non ne ha lasciato ancora uno quando esce fuori Roma. Soprattutto, era francamente risibile, già sulla carta, il confronto fra la peggior difesa del torneo, per di più spolpata dalle scelte di De Zerbi, e il centravanti più in forma d'Europa. Ciro Immobile ha affondato i colpi nella resistenza giallorossa come le dita di un bimbo nella torta: due assist, di testa e di piede, e un gol, che porta il suo bottino stagionale a 19 reti, contando anche la Nazionale (Ventura lo benedice, in vista dei play-off contro la Svezia fra dodici giorni).

In un pomeriggio relativamente tranquillo, la Lazio si è solo appisolata come da cattiva abitudine a inizio ripresa, quando, forte di tre gol di vantaggio e di una partita già in cassaforte, ha lasciato al Benevento una sfuriata orgogliosa, orchestrata da Amato Ciciretti, che la Roma andò a strappare al club di Cragnotti quand'era ancora un bimbo. Strakosha ha dovuto infilarsi i guanti, i giallorossi hanno trovato un gol con Lazaar e accarezzato persino la pazza idea del bis per riaprire una contesa mai cominciata sul serio.
I tifosi della Lazio ricordano Paparelli (ansa)
Prima della gara, i quasi 1700 tifosi biancocelesti hanno ricordato Vincenzo Paparelli a 38 anni dalla sua drammatica morte, con una coreografia fatta da tante foto dello sfortunato tifoso ucciso da un razzo nel derby e con uno striscione, "10-100-1000 Paparelli". In campo, Inzaghi ha schierato la migliore formazione possibile, preoccupato di un possibile calo di tensione dei suoi, mentre De Zerbi, all'esordio casalingo sulla panchina del Benevento dopo la beffa di Cagliari, ha azzardato un 3-4-2-1 con un solo marcatore di ruolo, Antei, per imbottire il centrocampo. L'assedio della Lazio è partito subito, nei primi tre minuti il Benevento non è mai uscito dalla sua metà campo e ha incassato gol sul primo angolo, calibrato da Luis Alberto per la sponda di Immobile e il comodo tap-in di Bastos, schema riuscito alla perfezione. Di nuovo Immobile ha chiuso la partita dopo 12', innescato da un assist improvviso di Milinkovic dopo una palla persa in modo sciagurato dai padroni di casa. È stata l'anestesia a una partita in cui la Lazio ha poi giocato al gatto col topo, dando l'impressione di poter affondare a piacimento e di avere il buon cuore di risparmiare un passivo peggiore al Benevento, punito per la terza volta, inevitabilmente, da Marusic su comodissimo assist del solito Immobile. 

Nella ripresa, con Ciciretti per l'evanescente Memushaj, il Benevento ha salvato il suo orgoglio producendo mezz'ora di rabbia, dando modo a Strakosha di meritarsi la pagnotta (almeno due parate decisive proprio sul numero 10 di casa) e a Lazaar di segnare il punto della bandiera, quello del momentaneo 1-3. La partita si è solo un po' svegliata, non si è mai riaperta davvero: per un Benevento capace di segnare appena tre gol nelle prime dieci partite, uno su rigore, era impensabile farne tre in 45' minuti, anche se la pennichella della Lazio fornirà a Inzaghi uno spunto su cui lavorare per continuare a restare incollato alla vetta, occupata almeno per qualche ora oggi in attesa dei risultati di Napoli e, domani, Inter. Nel finale, i biancocelesti hanno chiuso i conti con Nani: suo l'assist per il comodo tiro vincente di Parolo sul secondo palo, suo pure il sigillo del 5-1, la prima rete in Serie A. 
 
BENEVENTO-LAZIO 1-5 (0-3)
BENEVENTO (3-4-2-1) Brignoli 5,5 - Venuti 4.5, Antei 5.5, Di Chiara 4 - Lombardi 5 (34' st Letizia sv), Chibsah 5, Viola 5.5, Lazaar 5.5 - Cataldi 5, Memushaj 4 (1' st Ciciretti 6.5) - Iemmello 4 (23' st Coda 5.5). All. De Zerbi
LAZIO (3-5-1-1) Strakosha 6.5 - Bastos 6.5, De Vrij 6.5, Radu 6.5 - Marusic 7, Parolo 7, Leiva 7 (36' st Caicedo sv), Milinkovic 7 (14' st Lukaku 6.5), Lulic 6 (26' st Nani 7) - Luis Alberto 7 - Immobile 8. All. Inzaghi
Arbitro: Giacomelli 6. 
Reti: 4' pt Bastos, 13' pt Immobile, 24' pt Marusic, 10' st Lazaar, 31' st Parolo, 41' st Nani
Note: ammoniti Viola, Lukaku. Spettatori 12413. 
 
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