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Udinese-Milan 1-1: i rossoneri sperano, poi cedono in dieci

Suso porta temporaneamente in vantaggio il Milan (ansa)
In vantaggio per con il gol di Suso, la squadra di Gattuso perde Calabria (espulso) e viene raggiunta per una sfortunata autorete di Donnarumma
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UDINE - Gattuso dice spesso che il Milan non è Brad Pitt, ma può accontentarsi dei ritocchi riusciti. Alla Dacia Arena c'era Miss Italia 2017, Alice Arlanch: più bella lei della partita, che però è piaciuta abbastanza ai tifosi. Quelli del Milan hanno capito che la squadra, plasmata dall'allenatore in poco tempo, è già all'altezza della lotta per l'Europa League. Senza l'espulsione di Calabria per doppia ammonizione a metà ripresa, probabilmente sarebbe riuscita a difendere il magnifico gol iniziale di Suso. Comunque, dopo il pareggio su scalognata deviazione di testa di Donnarumma, ha provato ugualmente a vincere: segno di carattere e forza fisica. In compenso i tifosi dell'Udinese si gustano il nono risultato utile consecutivo in campionato. La reazione nella ripresa, al di là dalla superiorità numerica per metà tempo, conferma la concretezza trasmessa da Oddo ai giocatori. 

PASSIONE VERTICALE - Le due squadre, per intima convinzione tattica dei due allenatori, hanno modalità d'attacco non dissimili: entrambe puntano al gioco in verticale rapido, con sfumature appena diverse. Tuttavia Gattuso vuole il pressing avanzato, con la moltiplicazione dei giocatori sulle fasce e le incursioni delle mezze ali in area. Oddo è invece cultore della ripartenza: per dirla col linguaggio desueto, del contropiede istantaneo, favorito dall'occupazione memorizzata dello spazio. Un ruolo essenziale spetta in ambedue i casi al centravanti: per il Milan è il catalizzatore dei lanci e degli allunghi da smistare ai compagni, per l'Udinese è il riferimento delle triangolazioni in velocità. La sfida a distanza tra il redivivo André Silva e l'imprescindibile Lasagna aveva dunque un significato anche tattico. L'ha vinta ai punti il secondo, decisivo sul pari. 

CAPOLAVORO SPAGNOLO - Fondamentale, sia per Gattuso sia per Oddo, era ovviamente la perfetta esecuzione della fase difensiva. Da una parte la priorità era la cattura del pallone in anticipo sull'avversario, dall'altra il blocco delle catene Abate-Kessié-Suso a destra e Calabria-Bonaventura-Çalhanoglu a sinistra.  Oddo ha provato a sorprendere il collega-amico, col neoacquisto Zampano, pupillo dai tempi di Pescara, come esterno destro e con Jantko sul centro destra, col duplice compito di impensierire Bonaventura e di unirsi a Lasagna e De Paul nel disturbo di Biglia, delegato all'avvio dell'azione. Ma non c'è stato nemmeno il tempo di verificare la bontà della mossa, perché dopo appena 9' l'invenzione di Suso ha spezzato l'equilibrio. La veronica dai 25 metri, con successivo sinistro esplosivo a schiaffeggiare la traversa fuori dalla portata di Bizzarri, appartiene alla categoria dei gesti di classe che nessuna strategia a tavolino può impedire.

LASAGNA IN AGGUATO - L'1-0 ha permesso al Milan una conduzione di partita più serena, votata alla ricerca del palleggio senza l'ossessione del gol. Oddo non ha comunque cambiato approccio: il contropiede, finalizzato allo sfruttamento degli scatti di Lasagna, è rimasto lo schema prediletto, anche perché il pressing avversario precludeva per lo più le incursioni di Jantko e De Paul, spesso schiacciati sulla linea di centrocampo in una sorta di  3-6-1. Lo scarno elenco delle occasioni per il pareggio testimonia l'unicità del capolinea: Lasagna di testa a lato su cross dalla sinistra, fuga di Lasagna su lancio dalla difesa e sinistro in corsa respinto da Donnarumma, ancora guizzo di testa di Lasagna su cross da sinistra. Il dirimpettaio di Lasagna, ai punti, ha perso il confronto. André Silva si è impappinato in area al 24', incerto su che cosa fare di un pallone alto, che ha poi debolmente corretto, spalle alla porta, in mano a Bizzarri. Il portoghese ha comunque preso parte con una certa eleganza ai duetti aerei con Suso, Bonaventura e Çalhanoglu nella metà campo dell'Udinese, dove il Milan, gestendo il vantaggio con sicurezza, ha stazionato in prevalenza.

ROSSO FATALE - Nella ripresa l'Udinese ha cominciato a sfruttare meglio il gioco a destra, dove ha preso a infilarsi Barak, anche se il recapito del pallone a Lasagna, quasi sempre attraverso il cross, favoriva Bonucci e Romagnoli. De Paul, teorico partner del centravanti, era in realtà poco presente in attacco. Quanto al Milan, corridoi per nulla stretti si sono spalancati talvolta a Suso, che ha cercato il virtuosismo, ad esempio col solito sinistro a metà tra il cross a rientrare e il tiro sul palo più lontano. Virtuoso si è rivelato Silva con l'improvvisa girata di controbalzo con cui ha sfiorato il 2-0, imitato più tardi da Çalhanoglu, al culmine di un'azione avvolgente. Ma proprio quando pareva che il Milan avesse la partita in pugno - due le sostituzioni di Oddo per sparigliarla (Widmer per Pezzella, Maxi Lopez per De Paul) - la sciagurata seconda ammonizione di Calabria (atterramento di Jantko nella metà campo dell'Udinese) ha messo affanno alla squadra.

NIENTE PAURA - Per attenuare l'effetto dell'espulsione, Gattuso ha inserito Antonelli per Bonaventura e Kalinic per Silva, ma non è bastato. Donnarumma, che già era stato costretto a un'uscita di piede su Lasagna, ha salvato in mischia su una rovesciata di Lopez, ma si è reso a un doppio rimpallo, firmando una beffarda autorete: cross in corsa di Lasagna dal fondo e carambola su Bonucci prima e sulla  testa del portiere poi. Eppure il Milan ha tentato ancora di vincere: un diagonale di Kessié è stato rimpallato in corner e un colpo di testa di Kalinic è finito alto di non molto. Siccome anche l'Udinese non ha smesso di pensare ai tre punti, significa che il Milan si è ufficialmente liberato dal più grande limite che negli ultimi anni lo ha inchiodato alla mediocrità: la paura di perdere.
 



 
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