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Milan-Chievo 3-2: ai rossoneri basta un grande secondo tempo

Andre Silva festeggiato dai compagni (ap)
Sotto nell'intervallo, la squadra di Gattuso riaccende la luce dopo il black out. André Silva è ancora decisivo
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MILANO - Qualche fischio aveva accompagnato il Milan negli spogliatoi dopo il primo tempo, chiuso in svantaggio per due minuti di scarsa attenzione, puniti dal Chievo, dopo il precoce 1-0 di Çalhanoglu. Ma il giudizio sonoro era un po' sbrigativo e ingeneroso, a due giorni e mezzo dalle fatiche e dalla beffa con l'Arsenal in Europa League. La squadra ha in effetti rimediato nella ripresa col pareggio di Cutrone e col gol decisivo di Silva, che ha bissato il colpo finale di Marassi e si sta rivelando fondamentale nella sempre difficile rincorsa al quarto posto. Alla fine San Siro ha applaudito i giocatori, tutti in gruppo di corsa sotto la Sud incluso Conti, ricomparso in panchina dopo la lunga pausa per il grave infortunio al ginocchio.

INIZIO TROPPO FACILE - Data la collana di risultati utili consecutivi in campionato, il Milan avrebbe meritato maggiore indulgenza, anche se ha certamente esibito minore brillantezza atletica, come da allarme di Gattuso stesso dopo la trasferta di Londra, con l'esclusione di Kalinic per la mollezza mostrata nell'allenamento di rifinitura a Milanello e quella di Romagnoli per gli acciacchi post Emirates. Eppure la partita sembrava incanalata secondo le aspettative dell'allenatore, che chiedeva tre punti preziosi prima della sosta. Al primo vero affondo era arrivato il vantaggio, la cui gestione non sembrava affatto impossibile, contro un Chievo piuttosto ingessato nel 4-4-2 di partenza. La variazione era stata voluta da Maran, per aggiustare lo scollamento recentemente emerso e per fare tirare il fiato a Birsa, lasciato in panchina. L'azione dell'1-0 è stata di una semplicità disarmante. Suso ha attirato su di sé tre avversari e ha liberato Kessié all'incursione in area sul torpido Jaruszinsky, con cross rasoterra che Sorrentino ha smanacciato in tuffo, tagliando fuori Cacciatore pronto a spazzare. La palla è arrivata a Çalhanoglu, che ha avuto il tempo di aggiustarsela e di segnare a porta vuota.

POCA CONCENTRAZIONE - L'illusione che la domenica sarebbe stata facile si è più o meno inconsciamente impadronita dei giocatori del Milan. Si sono limitati al traccheggio e all'attendismo, mentre il Chievo metteva il naso sempre più in avanti e Giaccherini, schierato nella posizione di esterno sinistro con licenza di digressione alle spalle della coppia di punta Inglese-Stepinski, iniziava a mettere in difficoltà Borini. Anche le incursioni dell'altro esterno, De Paoli, aggiungevano sostegno ai due attaccanti. Ma nulla di rilevante era accaduto nella metà campo del Milan, tranne una rovesciata di Depaoli e uno slalom di Inglese, fino ai due minuti di disattenzione fatale, tra il 33' e il 34'. Un cambio di gioco dalla fascia destra ha permesso a Giaccherini una raffinatezza: sullo stop ha lasciato sul posto Borini e poi ha crossato in corsa. Il tocco di Bonucci e il mancato rinvio di Zapata hanno concesso a Stepinski il pareggio da due passi: tardiva la diagonale di Rodriguez. Non meno blanda è parsa la difesa milanista sul 2-1 del Chievo: incursione di Depaoli, cross di Cacciatore sporcato e recapitato da Zapata a Inglese, che ha inventato dal centro-sinistra, in area, un diagonale sotto l'incrocio: inefficace il ritorno in scivolata di Borini.

VAR PER CUTRONE - La reazione al doppio colpo si è sostanzialmente esaurita in un destro radente di Çalhanoglu dopo palleggio aereo e in un tipico sinistro a rientrare di Suso. Il gol del 2-2, all'inizio della ripresa, ha aiutato il Milan a rendere un po' più facile il pomeriggio, sotto la pioggia improvvisamente gelida. Lo ha segnato secondo prassi Cutrone, che si è avventato sulla respinta di Sorrentino a un tiro dal limite di Biglia: l'assistente Passeri ne aveva segnalato il fuorigioco, ma il Var, sotto gli occhi di Rizzoli in tribuna, ha certificato la regolarità della posizione del rapace, al quindicesimo gol stagionale. Era tuttavia evidente che per completare la rimonta sarebbe servita un po' di fantasia e che era dunque necessario mettere appunto Çalhanoglu e Suso in condizione di inventare, con meno compiti di copertura.

SVOLTA TATTICA - Ma era soprattutto opportuno aggiungere un attaccante, secondo sistema sperimentato con successo una settimana fa in casa del Genoa: la mossa di Silva in campo, stavolta al posto di Borini, ha funzionato ancora. Il più utile e duttile, nel nuovo assetto, è stato però Kessié, al quale l'allenatore ha chiesto di sdoppiarsi: in fase difensiva faceva il terzino destro, per poi ricoprire il solito ruolo di guida del pressing e di guastatore, quando il Milan aveva il pallone. Suso, coperto dal compagno, ha preso a sfornare cross anche col destro dal fondo, invece di calibrarli soltanto col sinistro a rientrare: il colpo di testa a lato di Silva, in controtempo, ha dimostrato che il Chievo stava soffrendo la novità. Maran ha inserito Hetemaj per Giaccherini e poi Birsa per Inglese, nel tentativo di evitare l'eccessivo allungamento della squadra. Il 3-2 si è comunque materializzato sul corner che Jaroszinsy ha goffamente toccato, per anticipare Cutrone, servendo a Silva il pallone da sparare in porta.

DISCHETTO AMARO - Pellissier, l'ultima cartuccia rimasta, non è bastata per rimediare. Anzi, il Var è rientrato in scena e ha offerto al Milan il possibile 4-2. I giocatori del Chievo hanno contestato, lamentando un fallo precedente, il rigore assegnato a Çalhanoglu per il fallo di mano di Tomovic su sinistro del turco, smarcato da un chilometrico lancio del neoentrato Musacchio. Kessié dal dischetto ha sbagliato oppure ha parato Sorrentino, davvero felino. La sostanza non cambia: un'altra vittoria col batticuore mantiene il Milan a ridosso della zona Champions. Incombono, dopo la sosta, la Juventus e l'Inter. 

MILAN-CHIEVO 3-2
Milan:
Donnarumma; Borini (15' st Andrè Silva), Bonucci, Zapata, Rodriguez; Kessie, Biglia, Bonaventura; Suso, Cutrone (38' st Musacchio), Calhanoglu. A disp. A. Donnarumma, Storari, Antonelli, Conti, Gomez, Locatelli, Mauri, Montolivo, Dias, Tsadjout. All. Gattuso.
Chievo: Sorrentino; Cacciatore, Tomovic, Bani, Jaroszynski; Castro (42' st Pellissier), Radovanovic, Depaoli; Giaccherini (26' st Hetemaj); Inglese (31' st Birsa), Stepinski. A disp. Confente, Seculin; Cesar, Dainelli, Gobbi; Bastien, Rigoni, Leris, Pucciarelli. All. Maran.
Arbitro: Mariani di Aprilia.
Reti: pt 10' Calhanoglu (M), 33' Stepinski (C), 34' Inglese (C); st 9' Cutrone (M), 37' Andrè Silva (M).
Note: Kessiè (M) sbaglia un rigore al 49' st; ammoniti Depaoli, Jaroszynski, Giaccherini, Stepinski, Cacciatore (C), Kessiè, Calhanoglu, Biglia (M).





 
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