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Chievo-Sassuolo 1-1: gli emiliani in nove pareggiano al 95'

Roberto Inglese in azione (ansa)
Rocambolesco finale: clivensi avanti con Giaccherini ma i neroverdi, in doppia inferiorità numerica, pareggiano in pieno recupero
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VERONA - Monsieur Rocambole irrompe e decide il recupero tra Chievo e Sassuolo. Uno a uno, con il primo gol in serie A segnato dal giovane Cassata, al minuto 95', e al ragazzino (giustamente) poco importa se il suo voleva essere un cross e non un tiro. Nel bilancio sommario: un tempo per parte, risultato giusto. Ma i rimpianti sono tutti di parte clivense. Partita bruttina, primo tempo da museo degli orrori, ripresa finalmente frizzantina, ma reti occasionali - diciamo la verità - come certi lavori: quella del Chievo originata da un rimbalzo strano che tradisce Lirola e consente il diagonale di Giaccherini; quello del Sassuolo - come detto - un traversone alla Speraindio che passa in mezzo al mucchio che si apre come il Mar Rosso e sorprende Sorrentino. 

Primo tempo vietato ai deboli di... stomaco. Meglio dire: il Sassuolo fa la sua parte, potrebbe addirittura andare in vantaggio nei primissimi minuti, ma Babacar prima fa l'Usain Bolt, bruciando sullo scatto …
VERONA - Monsieur Rocambole irrompe e decide il recupero tra Chievo e Sassuolo. Uno a uno, con il primo gol in serie A segnato dal giovane Cassata, al minuto 95', e al ragazzino (giustamente) poco importa se il suo voleva essere un cross e non un tiro. Nel bilancio sommario: un tempo per parte, risultato giusto. Ma i rimpianti sono tutti di parte clivense. Partita bruttina, primo tempo da museo degli orrori, ripresa finalmente frizzantina, ma reti occasionali - diciamo la verità - come certi lavori: quella del Chievo originata da un rimbalzo strano che tradisce Lirola e consente il diagonale di Giaccherini; quello del Sassuolo - come detto - un traversone alla Speraindio che passa in mezzo al mucchio che si apre come il Mar Rosso e sorprende Sorrentino. 

Primo tempo vietato ai deboli di... stomaco. Meglio dire: il Sassuolo fa la sua parte, potrebbe addirittura andare in vantaggio nei primissimi minuti, ma Babacar prima fa l'Usain Bolt, bruciando sullo scatto Gamberini, poi al limite, davanti a Sorrentino, sembra un mediano di apertura di rugby e alza non di poco la conclusione. Non sappiamo se sia stata questa paura, ma il Chievo che solo domenica scorsa aveva piegato la Samp, non riesce a imbastire uno straccio di azione, dalla cintola in su. Svogliato, impreciso, nervoso, l'undici di Maran. Il gioco così lo fa per lo più il Sassuolo.

Ma le sciocchezze sono pure degli ospiti, un corto passaggio indietro di Castro costringe Sorrentino a lanciarsi in scivolata per rinviare sull'assalto di Adjapong, il cui tackle scivolato è durissimo. Tagliavento sventola il giallo ma poi viene invitato a rivedere l'azione al Var. E cambia idea: il terzino sassolese va a fare la doccia. Sebbene in dieci, il Sassuolo continua a giocare con più lucidità offensiva. Iachini non cambia nessuno, gioca con un 3-4-1-1, perché Berardi spesso e volentieri gioca centrale poco più indietro di Babacar. E la superiorità numerica non induce il Chievo ad avere più coraggio. Stepinski e Inglese latitano, il primo tiro clivense si registra dopo 43 minuti fatti di nulla. Di Radovanovic. para a terra Consigli. Dall'altra parte, Berardi sciupa una punizione che si guadagna al limite dell'area, calciandola su Sorrentino. Insomma, al riposo ci si può legittimamente chiedere dove siano finiti quei giocatori che solo qualche giorno fa hanno impegnato allo spasimo il Napoli da una parte e hanno piegato la Sampdoria dall'altra.

Nella ripresa c'è tutto un altro Chievo. E il Sassuolo, al contrario, costretto a soffrire dietro, dopo aver dominato territorialmente la prima parte. Anche perché ente Birsa al posto di Hetemaj, e Pellissier dà all'attacco più esperienza, rilevando Stepinski. Un paio di incursioni, indicano a Iachini il suo lato debole, quello mancino, dove prima Gobbi e poi Inglese filtrano fin quasi davanti a Consigli ma non trovano lo stoccatore al posto giusto. Anche Iachini cambia il suo tandem offensivo, Babacar mica la prende bene, ma il sassuolo, col passare dei minuti, riparte sempre meno.  

Nel calcio, poi, la superstizione è di casa. E a un certo punto, gli emiliani pensano che la "maledizione Tagliavento" si abbatta una volta di più su di loro. Gli incroci con il fischietto umbro non sono così propizi per il Sassuolo. Che alla fine, diciamo senza errori, chiudono il match con un rigore revocato (deviazione di Gamberini che l'arbitro vede di gomito, per poi ripensarci dopo il video replay) e due espulsi, perché anche Magnanelli (doppia ammonizione, secondo cartellino un po' fiscale) finisce anzitempo nello spogliatoio. 

Sotto di due uomini e di un gol, la squadra ospite getta il cuore oltre l'ostacolo. Custer Iachini riscrive la storia di Little Big Horn, ma il Chievo è complice e non ha il sangue agli occhi. Basterebbe un onesto e tranquillo giro palla per portare a casa il secondo successo di fila, invece sono per primi i veterani - Radovanovic, Birsa, Gobbi - a regalare la chance a chi finisce la benzina ma non la generosità. Così nasce la scena finale, protagonista - appunto - monsieur Rocambole.  

CHIEVO: Sorrentino - Cacciatore, Bani, Gamberini (74' Cesar), Gobbi - Castro, Radovanovic, Hetemaj (64' Birsa) - Giaccherini - Inglese, Stepinski (57' Pellissier). All. Maran
SASSUOLO: Consigli - Goldaniga (78' Peluso), Acerbi, Dell'Orco - Lirola, Missiroli, Magnanelli, Cassata, Adjapong - Berardi (67' Ragusa), Babacar (62' Politano). All. Iachini
ARBITRO: Tagliavento.
RETI:  72' Giaccherini. 95' Cassata
NOTE: espulso Adjapong con intervento Var e Magnanelli per doppia ammonizione. Ammoniti: Cacciatore, Gobbi, Giaccherini e Hetemaj.  Recupero 2' e 7'.