CAGLIARI - Eh sì, è il giorno di Juventus Napoli, e vale tutta una stagione. Ma alla Sardegna Arena, i tifosi dei quattro mori sanno bene che Cagliari-Bologna mette in campo tre punti pesantissimi. Basta rovesciare la classifica per capirlo. Chi vince? Vince il grande cuore dei tifosi, stadio sold out, ma in campo dominano caldo e brividi. C'è da cancellare la pessima figura di Milano, in settimana, ma il Cagliari si scioglie al fuoco delle sue paure.
Fin dall'inizio i due "pugili" rimangono alle operazioni di peso, si guardano, se le promettono, non se le danno. Il Cagliari sta più sulle spine, visto il calendario sono tre punti pesantissimi, il Bologna sembra il cliente ideale a cui chiederli. Donadoni ha perso anche Helander, stagione finita. Uomini contati dietro, propone Orsolini su tutta la fascia destra e il giovane prospetto fa bene. Crisetig si vede poco, non ha le qualità di Pulgar, ma è buon sostegno ai centrali. Il migliore è Poli, che nella lotta di mezzo si esalta.
Ma i sardi? Dovrebbero avere il sangue agli occhi, invece in campo si portano gli affanni visti a Milano con l'Inter. E la cosa si traduce in tensione, e la tensione non aiuta le idee.
Certo l'approccio del Bologna è di quelli che dovrebbe incoraggiare l'avversario... col passare dei minuti, nonostante le assenze pesanti, è invece la squadra ospite a trovare geometrie e ottime trame. Qualcosa che culmina nella palla gol che Masina confeziona sul piede di Verdi. All'altezza del dischetto del rigore il giocatore più quotato tra gli ospiti calcia incredibilmente a lato il suo diagonale facile facile. "Non ho guardato la porta - ammette - potevo sicuramente fare meglio". Bontà sua... Il fantasista si addormenta anche su un pallone che poco dopo gli offre davanti a Cragno, spalle alla porta, Palacio.
Si va avanti a morsi e lentezza, c'è anche tanto caldo. Il Cagliari trova, è proprio il caso di dirlo, la palla gol di risposta, approfittando di una amnesia ospite che si fa trovare impreparata in ripartenza dei sardi. Sembra di rivedere la scarsissima attenzione di Crotone, quando Barella calcia in mezzo la sfera e i tre dietro si dimenticano di Pavoletti che, davanti alla porta, alza incredibilmente il piattone ravvicinato. Da strapparsi i capelli. Sono i due unici guizzi di un match che è scritto. Il Bologna non ha la "gara" per voler dare al traballante avversario un colpo pesantissimo alle speranze di salvezza, il Cagliari - da parte sua - trema. E in effetti la cifra tecnica dei primi 45' dice che il Bologna ne ha di più.
Ha fatto bene chi ha scelto la frittura di pesce e il sole del Poetto, insomma... ma il cuore della Sardegna Arena continua a battere in modo commovente. C'è quasi il tutto esaurito, il tifoso si è reso conto del momento difficile dei suoi eroi.
La ripresa non spariglia le carte. Certo, il Cagliari strigliato da Lopez, ci mette un po' più di anima. Incoraggiato dal suo tecnico, infatti, parte all'arrembaggio, ma le sue azioni di gioco non sono certo il frutto di una manovra crescente, hanno sempre i crismi della improvvisazione. Dopo 7 minuti, Sau disputa un possesso con Gonzalez, usa le braccia, Doveri fischia ben prima della girata in porta del capitano. Non ha senso parlare di gol annullato, non lo è. E forse anche per questo, per un contrasto giudicato falloso prima della conclusione, non interviene il Var. E' il momento di maggiore spinta del Cagliari che poco dopo in ripartenza arma il destro di Faragò, il cui tiro cross lambisce i pali lontani di Mirante e ancora al 58' vede Mirante negare ancora a Sau, capitano coraggioso, il vantaggio, colpo di testa del più piccolo tolto dall'angolino da un balzo dell'esperto portiere ospite. Un minuto prima Dzemaili al limite dell'area potrebbe concludere in porta ma opta per un assist a Palacio, sbagliato nella gittata. La seconda pecca d'altruismo dello svizzero in due giornate. A Genova aveva fatto lo stesso con Avenatti. I tifosi lo esortano a un pizzico di egoismo in più...
Pur giunti attorno all'ora di gioco, sono questi gli ultimi fuochi di un match che resta il manifesto del pareggio senza farsi male. C'è solo un tentativo ravvicinato di Pavoletti, fermato col corpo, davanti al suo portiere, da Mbaye. Neppure il finale, minuti di recupero in cui in passato il Bologna ha fatto... collezione di attimi (non certo apprezzati dai suoi sostenitori) regala uilteriori emozioni. I due pugili rimangono a guardarsi in faccia e a promettersele fino al fischio finale, nonostante un assaggio di gazzarra tra Cigarini e Nagy, povero il "magiarino" appena entrato...
CAGLIARI: Cragno - Pisacane (90' Romagna), Ceppitelli, Castan - Faragò, Barella, Cigarini, Ionita (81' Lykogiannis), Padoin - Sau (65' Han), Pavoletti. All. Lopez
BOLOGNA: Mirante - De Maio, Romagnoli (61' Mbaye), Gonzalez - Poli (87' Krejci), Dzemaili, Crisetig (77' Nagy), Masina - Orsolini, Verdi - Palacio. All. Donadoni
ARBITRO: Doveri di Roma
NOTE: ammoniti: Cigarini, Lykogiannis, Padoin, De maio, Gonzalez, Crisetig, Dzemaili, Nagy. Recupero: 1' e 5'.
Fin dall'inizio i due "pugili" rimangono alle operazioni di peso, si guardano, se le promettono, non se le danno. Il Cagliari sta più sulle spine, visto il calendario sono tre punti pesantissimi, il Bologna sembra il cliente ideale a cui chiederli. Donadoni ha perso anche Helander, stagione finita. Uomini contati dietro, propone Orsolini su tutta la fascia destra e il giovane prospetto fa bene. Crisetig si vede poco, non ha le qualità di Pulgar, ma è buon sostegno ai centrali. Il migliore è Poli, che nella lotta di mezzo si esalta.
Ma i sardi? Dovrebbero avere il sangue agli occhi, invece in campo si portano gli affanni visti a Milano con l'Inter. E la cosa si traduce in tensione, e la tensione non aiuta le idee.
Certo l'approccio del Bologna è di quelli che dovrebbe incoraggiare l'avversario... col passare dei minuti, nonostante le assenze pesanti, è invece la squadra ospite a trovare geometrie e ottime trame. Qualcosa che culmina nella palla gol che Masina confeziona sul piede di Verdi. All'altezza del dischetto del rigore il giocatore più quotato tra gli ospiti calcia incredibilmente a lato il suo diagonale facile facile. "Non ho guardato la porta - ammette - potevo sicuramente fare meglio". Bontà sua... Il fantasista si addormenta anche su un pallone che poco dopo gli offre davanti a Cragno, spalle alla porta, Palacio.
Si va avanti a morsi e lentezza, c'è anche tanto caldo. Il Cagliari trova, è proprio il caso di dirlo, la palla gol di risposta, approfittando di una amnesia ospite che si fa trovare impreparata in ripartenza dei sardi. Sembra di rivedere la scarsissima attenzione di Crotone, quando Barella calcia in mezzo la sfera e i tre dietro si dimenticano di Pavoletti che, davanti alla porta, alza incredibilmente il piattone ravvicinato. Da strapparsi i capelli. Sono i due unici guizzi di un match che è scritto. Il Bologna non ha la "gara" per voler dare al traballante avversario un colpo pesantissimo alle speranze di salvezza, il Cagliari - da parte sua - trema. E in effetti la cifra tecnica dei primi 45' dice che il Bologna ne ha di più.
Ha fatto bene chi ha scelto la frittura di pesce e il sole del Poetto, insomma... ma il cuore della Sardegna Arena continua a battere in modo commovente. C'è quasi il tutto esaurito, il tifoso si è reso conto del momento difficile dei suoi eroi.
La ripresa non spariglia le carte. Certo, il Cagliari strigliato da Lopez, ci mette un po' più di anima. Incoraggiato dal suo tecnico, infatti, parte all'arrembaggio, ma le sue azioni di gioco non sono certo il frutto di una manovra crescente, hanno sempre i crismi della improvvisazione. Dopo 7 minuti, Sau disputa un possesso con Gonzalez, usa le braccia, Doveri fischia ben prima della girata in porta del capitano. Non ha senso parlare di gol annullato, non lo è. E forse anche per questo, per un contrasto giudicato falloso prima della conclusione, non interviene il Var. E' il momento di maggiore spinta del Cagliari che poco dopo in ripartenza arma il destro di Faragò, il cui tiro cross lambisce i pali lontani di Mirante e ancora al 58' vede Mirante negare ancora a Sau, capitano coraggioso, il vantaggio, colpo di testa del più piccolo tolto dall'angolino da un balzo dell'esperto portiere ospite. Un minuto prima Dzemaili al limite dell'area potrebbe concludere in porta ma opta per un assist a Palacio, sbagliato nella gittata. La seconda pecca d'altruismo dello svizzero in due giornate. A Genova aveva fatto lo stesso con Avenatti. I tifosi lo esortano a un pizzico di egoismo in più...
Pur giunti attorno all'ora di gioco, sono questi gli ultimi fuochi di un match che resta il manifesto del pareggio senza farsi male. C'è solo un tentativo ravvicinato di Pavoletti, fermato col corpo, davanti al suo portiere, da Mbaye. Neppure il finale, minuti di recupero in cui in passato il Bologna ha fatto... collezione di attimi (non certo apprezzati dai suoi sostenitori) regala uilteriori emozioni. I due pugili rimangono a guardarsi in faccia e a promettersele fino al fischio finale, nonostante un assaggio di gazzarra tra Cigarini e Nagy, povero il "magiarino" appena entrato...
CAGLIARI: Cragno - Pisacane (90' Romagna), Ceppitelli, Castan - Faragò, Barella, Cigarini, Ionita (81' Lykogiannis), Padoin - Sau (65' Han), Pavoletti. All. Lopez
BOLOGNA: Mirante - De Maio, Romagnoli (61' Mbaye), Gonzalez - Poli (87' Krejci), Dzemaili, Crisetig (77' Nagy), Masina - Orsolini, Verdi - Palacio. All. Donadoni
ARBITRO: Doveri di Roma
NOTE: ammoniti: Cigarini, Lykogiannis, Padoin, De maio, Gonzalez, Crisetig, Dzemaili, Nagy. Recupero: 1' e 5'.