Sport

Chievo-Inter 1-2, Icardi e Perisic tengono vivo l'obiettivo Champions

Perisic esulta dopo il gol del raddoppio (ansa)
La squadra di Spalletti soffre tanto ma passa al Bentegodi. Nel primo tempo pali e Handanovic salvano i nerazzurri che nella ripresa colpiscono con l'argentino (26esimo centro in campionato) e il croato. Stepinski infiamma il finale, vano però l'assalto gialloblù
3 minuti di lettura
VERONA - Con l'esattezza di una tavola pitagorica, l'Inter conferma se stessa: se segnano Icardi e Perisic, la vittoria è assicurata. Dopo un primo tempo di sofferenze sono i soliti dioscuri a risolvere la sfida col Chievo, anche se il 2-1 condanna i nerazzurri a un finale in apprensione e con un'ultima opportunità sprecata da Rigoni al 95', ma il cammino verso la qualificazione alla Champions prosegue, con l'Inter a braccetto di Roma e Lazio a quattro giornate dal termine. Maurito Icardi firma la rete numero 26 della sua stagione, record personale e primato uguagliato di un'antica gloria interista: Antonio Valentin Angelillo ne segnò altrettanti nella stagione 1958-1959. Eguaglia il suo record personale anche Perisic, che tocca quota 11. Icardi e Perisic hanno segnato insieme 37 dei 56 gol dell'Inter, e il dato spiega moltissime cose.
 
Il primo tempo interista è una traversata nel deserto, nel senso che comporta fatiche indicibili e a ritmi bassissimi, a causa (anche) del gran caldo che esplode sul prato del Bentegodi, ridotto a una fornace in cui i 22 in campo cuociono e arrancano. La partita sotto tono e sotto ritmo premia gli sforzi del Chievo, che si raccoglie con nove uomini dietro la linea del pallone poi affida ripartenze e contrattacchi alla verve di Giaccherini e Pucciarelli, la cui rapidità sul breve mette spesso in difficoltà i nerazzurri. Così la prima occasione al 12' è per Pucciarelli, che dai 20 metri e sugli sviluppi di un corner calcia un bel destro al volo, che si schianta sul palo alla sinistra di Handanovic, immobile.

Le sterzate continue di Giaccherini, che non sbaglia un pallone, costringono Spalletti a invertire la posizione dei due centrali di centrocampo, con Borja spostato dalla parte di Giak se non altro per una diversa struttura fisica rispetto a Brozovic. Ma la produzione offensiva interista rimarrà esilissima, perché la manovra batte in testa nonostante l'ormai consueta vivacità di Brozovic, vero uomo ovunque: Icardi al solito non partecipa, Perisic fatica a trovare lucidità negli allunghi, Karamoh schierato ancora sulla destra dell'attacco proprio non riesce a leggere la gara sul piano tattico, sbagliando tutti i movimenti in fase di ricezione del pallone, anche se suo sarà l'unico tiro di una certa pericolosità, al 22', su assist di Rafinha che invece cerca costantemente spazi e pertugi giocabili: il destro del francesino è a lato.

Insomma l'Inter tiene la palla con sterilità e intanto il Chievo colpisce appena può e quando deve, ma a quel punto se non altro c'è il solito Handanovic a blindare i pali: deviazione spettacolosa in corner su destro di Giaccherini al 16', tuffo alla propria sinistra per deviare un sinistro insidioso di Cacciatore al 39' e ancora reattivo sul contropiede di Giaccherini che serve Pucciarelli, il cui sinistro in diagonale è ancora preda del portiere sloveno (45'). Primo tempo chiuso sullo 0-0, ma con zero tiri in porta e con le cattive notizie che arrivano da Roma.

Ma nella ripresa c'è la scossa, dopo un brivido corso dall'Inter al 2' su un cross di Jaroszynski che taglia a fette l'area ma non trova compagni a raccogliere. Succede tutto a cavallo del 5': punizione di Brozovic, deviata in corner da Sorrentino; sugli sviluppi, ancora tiro di Brozovic da fuori, respinta corta del portiere, si avventa sul pallone D'Ambrosio che è bravissimo a girare subito in mezzo per Icardi che tocca da due passi per l'1-0. Lì per lì il guardalinee Marrazzo segnala il fuorigioco di D'Ambrosio e il gol viene annullato, ma il Var Mazzoleni corregge, perché in effetti la posizione di D'Ambrosio è regolare, in linea con la difesa avversaria. È il gol che stappa la gara interista, come prevedibile. Infatti dopo alcuni minuti di dominio territoriale arriva il raddoppio, in scioltezza, con azione avviata da Perisic, preparata da Karamoh sul vertice destro dell'area, invito in mezzo rasoterra dove il tocco di prima di Rafinha per Perisic è sublime, e mette il croato solo davanti a Sorrentino: sinistro radente e 2-0 al 16'.

La restante mezz'ora di gara è un tourbillon di sostituzioni e di tentativi appena accennati di farsi del male, ma il Chievo non riesce mai a passare, anche perché Spalletti dispone l'Inter col 5-4-1, mentre i nerazzurri sfiorano il terzo in contropiede con Rafinha, servito da Perisic. Ma il Chievo riapre tutto a sorpresa all'89', con un inserimento in area di Stepinski (invito di Birsa) letto male da Skriniar con il destro angolato del polacco che infila Handanovic. Nessuno se lo aspetta, men che meno l'Inter, infatti passerà i cinque minuti di recupero in un'ansia pazzesca, col Chievo a lanciare palloni in area allontanati in affanno, fino all'ultimo, pericolosissimo, su torre di Inglese che Tomovic raccoglie a un metro dalla porta, ma da posizione defilata non riesce a deviare in rete, e finisce così.

CHIEVO-INTER 1-2 (0-0)
CHIEVO (3-5-2): Sorrentino; Bani, Radovanovic, Tomovic; Cacciatore, Giaccherini (22'st Birsa), Rigoni, Hetemaj, Jaroszynski (15'st Castro); Pucciarelli (38'st Stepinski), Inglese. In panchina: Seculin, Confente, Dainelli, Gamberini, Cesar, Depaoli, Pellissier, Meggiorini, Bastien. Allenatore: Maran
INTER (4-2-3-1): Handanovic; Joao Cancelo, Skriniar, Miranda, D'Ambrosio; Borja Valero (32'st Vecino), Brozovic; Karamoh (22'st Santon), Rafinha, Perisic (44'st Candreva); Icardi
In panchina: Padelli, Berni, Lisandro Lopez, Ranocchia, Eder, Dalbert, Pinamonti. Allenatore: Spalletti
ARBITRO: Valeri di Roma
RETI: 6'st Icardi, 16'st Perisic, 45'st Stepinski
NOTE: pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Joao Cancelo, Pucciarelli. Angoli: 10-4 per l'Inter. Recupero: 1'; 5'.
I commenti dei lettori