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Serie A, chi ha ucciso il campionato? La Juventus ma non solo

I bianconeri viaggiano a botte di record ma le avversarie hanno molte colpe del divario in classifica

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ROMA - Chi è il colpevole? Non siamo nemmeno a fine novembre - a sei mesi cioè dalla conclusione - e già si va alla caccia di chi abbia ucciso il campionato. Perché la risposta non è così evidente e se è vero che tutti gli indizi dicono Juve, si sospetta fortemente che abbia avuto dei complici e che all'erosione dell'abisso che separa la Juve dagli altri abbiano collaborato in molti.

Otto punti significano che la Juve con la sua cinica puntualità, con i gol di Ronaldo ma non solo - la Juve ha nettamente la miglior difesa del campionato (appena 8), Szczesny, Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro sono la base di cemento da cui poi nascono i gol di Ronaldo, senza avere ovviamente lo stesso appeal e la stessa pubblicità, e senza strombazzare troppo che Allegri ha sempre detto che "gli scudetti li vincono le difese" -  ha rosicchiato oltre mezzo punto a partita agli avversari.

Non possiamo però scoprire la Juve adesso, le sue strategie, meravigliarci della sua programmazione, scoprire che tutti i grandi attaccanti sul mercato - da Higuain a Ronaldo - sono i suoi: sono otto anni che le cose vanno più o meno così. Bene o  male da questo punto di vista non c'è nulla di nuovo, nemmeno Ronaldo lo è. Ronaldo è uno straordinario accessorio da Champions League, in campionato oggettivamente non serviva. Magari i punti di differenza non sarebbero stati otto, ma insomma la Juve se la sarebbe ugualmente cavata benissimo. La Juventus è vero ha 6 punti in più dello scorso anno, ma ripeto fa poca differenza - la conclusione lo sappiamo è sempre stata la stessa - quasi tutte quelle le stanno dietro invece ne hanno meno. A dirci insomma che progressi non ne sono stati fatti, e che l'abisso tra la Juve e le altre è stato più che altro (auto)scavato dalle altre.

Il Napoli di Ancelotti in particolare, fermato dal Chievo in casa, ha 6 punti meno del Napoli di Sarri un anno fa. Così come è stato facile e anche giusto salire sul carro di Ancelotti, adesso che il raffronto si fa impietoso bisogna dirlo e non nasconderlo. Quello del Napoli è il caso più clamoroso ma quasi nessuna big ne è immune. L'Inter è cinque punti sotto, la Lazio ne ha 6 di meno, la Roma ha il record negativo con 12 punti in meno, e infatti è in crisi aperta e si domanda se cambiare allenatore o meno. Ognuno ha il suo Chievo (per quanto riguarda il Napoli), Sassuolo, Parma o Atalanta (l'Inter), Spal, Bologna o Udinese (la Roma) da scontare.

Giusto il Milan ne ha tre più dello scorso anno, ma è il Milan e viene da due campagne acquisti roboanti (simbolizzate da Bonucci lo scorso anno e Higuain quest'anno), centinaia di milioni spesi per andare all'inseguimento della Juve e della storia che fu. Da Ancelotti  a Spalletti, da Inzaghi a Di Francesco fino a Gattuso quasi tutti parlano di turn over, quasi nessuno si può permettere una squadra appena un po' sotto il proprio massimo. Ognuno ha le sue giustificazioni più o meno convincenti, quasi tutti se la prendono col calciomercato che non ha completato se non addirittura stravolto e rovinato le squadre. Ma le sconfitte o i passi falsi contro le squadre piccole, che certo non hanno le potenzialità delle big, ridimensiona fortemente queste scuse. Eppure sempre da lì, dal calciomercato, si riparte: il Milan ha le mani su Ibrahimovic, il Napoli fa sogni quasi impossibili su Cavani.

La Juve è talmente in alto che è sostanzialmente come una testa vivente staccata dal collo, discutiamo e ci affanniamo intorno a un campionato decapitato, in cui ci si può affannare solo per i piazzamenti in Champions League. E a questo punto sarebbe anche bello e interessante che quelle provinciali o semi-provinciali che tanti scossoni hanno provocato si prendessero anche tutto il piatto: una Fiorentina, un'Atalanta, un Sassuolo o un Parma in Champions forse sarebbe uno schiaffo sufficientemente doloroso per scuotere tante false big. Non è deprimente che la Juve vinca - anzi è giusto e doveroso farle i complimenti per quanto sta facendo - è deprimente che le altre si scavino da sole il fossato che dalla Juve le separa.
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