BOLOGNA - Allungo sulla zona Champions per la Lazio, che al Dall'Ara torna alla vittoria su un Bologna sempre più giù in classifica. Santo Stefano in famiglia per gli Inzaghi, ma Simone inguaia Filippo, a tre mesi senza vittorie, tre partite senza gol e terzultimo solitario e ora appeso a un filo. Piovono fischi e bengala dalla curva a fine match, e ora la contestazione del tifo rossoblù contro la curva è aperta. La Lazio vince col minimo sindacale, due gol su corner e lunga gestione, col Bologna a farle giusto il solletico.
Nella prima sfida tra fratelli allenatori della Serie A, l'Inzaghi rossoblù sceglie a sorpresa Okwonkwo per far rifiatare Palacio, col nigeriano alla seconda da titolare, mentre dall'altra parte Simone ha Immobile a mezzo servizio, affaticamento dell'ultimo momento. È un Bologna meno da trincea ad oltranza rispetto alle ultime uscite, prova a proporre pur con prudenza e qualcosa lo produce: una buona combinazione Poli-Okwonkwo che porta la punta al tiro, a lato, cambio passo in percussione di Svanberg con annessa finezza tecnica che strappa applausi, un buon piglio. Un castello di carte, però, che crolla al primo soffio, in una situazione di gioco piuttosto scolastica. Al 30' angolo di Luis Alberto, stacca Felipe che beffa Mattielo e Danilo e indovina il secondo palo.
Con la Lazio avanti, il Bologna deve cambiare piano partita ma si perde, smarrendo certezze e iniziando anche a ballare dietro senza una vera reazione. Gli ospiti hanno un'altra buona occasione al 41' con Correa, dopo una palla persa in mezzo al campo da Okwonkwo, autore di una prestazione buia. E i dubbi sul fatto che Orsolini la seconda punta proprio non possa farla non aiuta a fugarli. Quando entra l'ex atalantino lo fa per Mattiello e va a fare l'esterno in un Bologna ridisegnato col 4-3-3 e poi col 4-4-2 quando tocca a Palacio, ma che continua a non costruire nulla. La Lazio s'adegua, il suo l'ha fatto e non ha bisogno di forzare, mettendo Immobile per l'ultima mezz'ora e i contropiedi. Cerca di portare a casa il massimo col minimo possibile, Simone Inzaghi, con un finale al piccolo trotto di sola gestione, reso agevole dal nulla del fatturato offensivo dei rossoblù, non migliorato nemmeno dagli ingressi di Orsolini e Palacio, né i soliti dieci minuti finali di Destro. E, dopo una partita di stanco tifo, parte la vera contestazione proprio mentre Lulic insacca il raddoppio, ancora su calcio d'angolo.
Bologna-Lazio 0-2 (0-1)
BoloGna (3-5-2): Skorupksi; Calabresi, Danilo, Helander; Mattiello (16'st Orsolini), Poli (37'st Destro), Nagy, Svanberg, Krejci; Okwonkwo (20'st Palacio), Santander. All: F. Inzaghi
Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Felipe, Acerbi, Radu; Marusic, Milinkovic Savic (29'st Lukaku), Leiva, Correa (22'st Parolo), Lulic; Luis Alberto, Caicedo (16'st Immobile). All: S. Inzaghi
Arbitro: Pairetto di Nichelino
Reti: 30' pt Luiz Felipe, 45' st Lulic
Angoli: 7-1 per la Lazio.
Recupero: 0' e 3'.
Note: ammoniti Calabresi, Palacio.
Spettatori 19.230
Nella prima sfida tra fratelli allenatori della Serie A, l'Inzaghi rossoblù sceglie a sorpresa Okwonkwo per far rifiatare Palacio, col nigeriano alla seconda da titolare, mentre dall'altra parte Simone ha Immobile a mezzo servizio, affaticamento dell'ultimo momento. È un Bologna meno da trincea ad oltranza rispetto alle ultime uscite, prova a proporre pur con prudenza e qualcosa lo produce: una buona combinazione Poli-Okwonkwo che porta la punta al tiro, a lato, cambio passo in percussione di Svanberg con annessa finezza tecnica che strappa applausi, un buon piglio. Un castello di carte, però, che crolla al primo soffio, in una situazione di gioco piuttosto scolastica. Al 30' angolo di Luis Alberto, stacca Felipe che beffa Mattielo e Danilo e indovina il secondo palo.
Con la Lazio avanti, il Bologna deve cambiare piano partita ma si perde, smarrendo certezze e iniziando anche a ballare dietro senza una vera reazione. Gli ospiti hanno un'altra buona occasione al 41' con Correa, dopo una palla persa in mezzo al campo da Okwonkwo, autore di una prestazione buia. E i dubbi sul fatto che Orsolini la seconda punta proprio non possa farla non aiuta a fugarli. Quando entra l'ex atalantino lo fa per Mattiello e va a fare l'esterno in un Bologna ridisegnato col 4-3-3 e poi col 4-4-2 quando tocca a Palacio, ma che continua a non costruire nulla. La Lazio s'adegua, il suo l'ha fatto e non ha bisogno di forzare, mettendo Immobile per l'ultima mezz'ora e i contropiedi. Cerca di portare a casa il massimo col minimo possibile, Simone Inzaghi, con un finale al piccolo trotto di sola gestione, reso agevole dal nulla del fatturato offensivo dei rossoblù, non migliorato nemmeno dagli ingressi di Orsolini e Palacio, né i soliti dieci minuti finali di Destro. E, dopo una partita di stanco tifo, parte la vera contestazione proprio mentre Lulic insacca il raddoppio, ancora su calcio d'angolo.
Bologna-Lazio 0-2 (0-1)
BoloGna (3-5-2): Skorupksi; Calabresi, Danilo, Helander; Mattiello (16'st Orsolini), Poli (37'st Destro), Nagy, Svanberg, Krejci; Okwonkwo (20'st Palacio), Santander. All: F. Inzaghi
Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Felipe, Acerbi, Radu; Marusic, Milinkovic Savic (29'st Lukaku), Leiva, Correa (22'st Parolo), Lulic; Luis Alberto, Caicedo (16'st Immobile). All: S. Inzaghi
Arbitro: Pairetto di Nichelino
Reti: 30' pt Luiz Felipe, 45' st Lulic
Angoli: 7-1 per la Lazio.
Recupero: 0' e 3'.
Note: ammoniti Calabresi, Palacio.
Spettatori 19.230