GENOVA - Un gol che Simeone si è letteralmente divorato, due pali ed una decisione del Var che ha fatto saltare i nervi ad un allenatore solitamente compassato come Pioli: la Fiorentina non è riuscita vincere contro il Genoa più brutto della gestione Prandelli. Anzi, alla fine ha anche rischiato di perdere. Al 94’ il tiro di Piatek dopo il rimpallo su Ceccherini ha originato una parabola beffarda che ha scavalcato Lafont ma si è spenta a lato di pochi centimetri. Per il Genoa è un preoccupante passo indietro, dopo che le prime quattro partite con Prandelli in panchina avevano mostrato qualche incoraggiante segnale di ripresa. Il Genoa più che quello pragmatico anche se poco spumeggiante di Ballardini, ha soprattutto ricordato quello completamente privo di idee di Juric.
Dopo 46 secondi l’episodio che poteva dare il là a tutta un’altra partita rispetto a quella che i due allenatori avevano previsto di giocare, ma Simeone conferma di attraversare un momento di scarsissimo feeling col gol e da un metro, di testa, riesce a mettere fuori un pallone che andava solo appoggiato in rete dopo che Mirallas aveva opportunamente allungato sul secondo palo il corner di Milenkovic.
In un primo tempo per lunghi tratti soporifero le occasioni da rete sono tutte per la Fiorentina. Al 17’ il diagonale rasoterra di Chiesa è parato in due tempi da Radu. Al 40’ Mirallas da fuori centra in pieno il palo e al 41’ Chiesa salta con irrisoria facilità Criscito e serve Fernandes che guadagna il fondo ma, non fidandosi della vena realizzativa di Simeone, prova la conclusione invece che servire il compagno in posizione ideale per battere a rete.
Per il Genoa è il peggior primo tempo casalingo della stagione Prandelli, nemmeno con Juric la squadra rossoblù aveva espresso così poco gioco. Manca un centrocampista che sappia dettare i tempi, Prandelli non ritiene né Sandro né Veloso in condizione di giocare dal primo minuto e si affida a Rolon che è un eccellente incontrista ma non un regista. E diventa così inevitabile affidarsi costantemente al lancio lungo che salta il centrocampo.
Pioli vuole vincere e mette dentro anche Benassi, ma Chiesa (13’) centra clamorosamente il palo dopo che Veretout gli aveva servito un pallone che aspettava solo di essere depositato in rete. Al 23’ l’episodio contestato. Romero aggancia Chiesa che, però, decide di restare in piedi, forse ricordandosi di quando Gasperini l’aveva accusato di essere un cascatore. Il tiro di Chiesa incoccia un braccio di Veloso e Massa ritiene involontario il tocco di mano del portoghese che era da poco subentrato a Hiljemark. Gioacomelli dal Var gli consiglia di rivedersi l’azione, ma Massa non cambia idea dopo aver analizzato i replay. Morale: espulso Pioli e ammonito Biraghi.
La Fiorentina si innervosisce ed esce dal match, così piano piano viene fuori il Genoa. Alla mezzora Piatek rimedia il cartellino giallo che gli farà saltare la partita col Milan alla ripresa del campionato, ma il fallo su Pezzella non sembrava così grave. Al 32’ un colpo di testa di gol di Piatek è deviato in angolo da Lafont ed al quarto minuto di recupero c’è la quasi autorete di Ceccherini.
Dopo 46 secondi l’episodio che poteva dare il là a tutta un’altra partita rispetto a quella che i due allenatori avevano previsto di giocare, ma Simeone conferma di attraversare un momento di scarsissimo feeling col gol e da un metro, di testa, riesce a mettere fuori un pallone che andava solo appoggiato in rete dopo che Mirallas aveva opportunamente allungato sul secondo palo il corner di Milenkovic.
In un primo tempo per lunghi tratti soporifero le occasioni da rete sono tutte per la Fiorentina. Al 17’ il diagonale rasoterra di Chiesa è parato in due tempi da Radu. Al 40’ Mirallas da fuori centra in pieno il palo e al 41’ Chiesa salta con irrisoria facilità Criscito e serve Fernandes che guadagna il fondo ma, non fidandosi della vena realizzativa di Simeone, prova la conclusione invece che servire il compagno in posizione ideale per battere a rete.
Per il Genoa è il peggior primo tempo casalingo della stagione Prandelli, nemmeno con Juric la squadra rossoblù aveva espresso così poco gioco. Manca un centrocampista che sappia dettare i tempi, Prandelli non ritiene né Sandro né Veloso in condizione di giocare dal primo minuto e si affida a Rolon che è un eccellente incontrista ma non un regista. E diventa così inevitabile affidarsi costantemente al lancio lungo che salta il centrocampo.
Pioli vuole vincere e mette dentro anche Benassi, ma Chiesa (13’) centra clamorosamente il palo dopo che Veretout gli aveva servito un pallone che aspettava solo di essere depositato in rete. Al 23’ l’episodio contestato. Romero aggancia Chiesa che, però, decide di restare in piedi, forse ricordandosi di quando Gasperini l’aveva accusato di essere un cascatore. Il tiro di Chiesa incoccia un braccio di Veloso e Massa ritiene involontario il tocco di mano del portoghese che era da poco subentrato a Hiljemark. Gioacomelli dal Var gli consiglia di rivedersi l’azione, ma Massa non cambia idea dopo aver analizzato i replay. Morale: espulso Pioli e ammonito Biraghi.
La Fiorentina si innervosisce ed esce dal match, così piano piano viene fuori il Genoa. Alla mezzora Piatek rimedia il cartellino giallo che gli farà saltare la partita col Milan alla ripresa del campionato, ma il fallo su Pezzella non sembrava così grave. Al 32’ un colpo di testa di gol di Piatek è deviato in angolo da Lafont ed al quarto minuto di recupero c’è la quasi autorete di Ceccherini.