Un algoritmo senza certezze, classifiche stravolte e 'nuovi' scudetti
di ENRICO CURRO'
(ansa)
Applicando la formula agli ultimi 15 campionati a 20 squadre in un solo caso la graduatoria finale effettiva del campionato coinciderebbe con quella dell'algoritmo federale: nel 2014-15. Nel 2012 e nel 2018 il titolo sarebbe andato a Milan e Napoli anziché alla Juve
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Il calcio italiano riparte incrociando le dita: l'augurio è che tutto fili liscio in Coppa Italia e che in campionato si arrivi alla regolare conclusione della trentottesima giornata, il 2 agosto, senza la necessità di applicare l'algoritmo approvato dal consiglio federale per cristallizzare la classifica, se la Serie A dovesse fermarsi di nuovo (se accadesse entro il 10 luglio, scatterebbero i play-off). Ma all'auspicio si aggiunge una valutazione statistica. L'algoritmo in questione è stato adottato allo scopo di salvaguardare il merito sportivo, secondo la formula Pr (proiezione finale) = Pt (numero dei punti ottenuti fino al momento dello stop) + M1 (media punti in casa x numero di partite in casa da giocare) + M2 (media punti in trasferta x numero di partite in trasferta da giocare).
Tuttavia, come qualunque altro criterio che sostituisca con una proiezione il risultato del campo, non garantisce certezze. Lo dimostra proprio la statistica, attraverso una simulazione ad hoc. Applicando infatti la formula suddetta agli ultimi 15 campionati a 20 squadre - cioè ipotizzando che il torneo si fosse sempre fermato alla ventiseiesima giornata e che si fosse appunto creata la necessità di cristallizzare la classifica secondo un principio diverso dalla semplice media punti - in un solo caso la classifica finale effettiva del campionato coinciderebbe con quella dell'algoritmo federale: nel 2014-15. In tutti le altre stagioni ci sono uno o più esiti diversi da quelli che sarebbero stati definiti a tavolino, se fosse stata adottata la formula ratificata lo scorso 8 giugno. In due occasioni l'algoritmo avrebbe addirittura ribaltato il primo posto: nel 2017-18 e nel 2011-12 la proiezione lo avrebbe attribuito al Napoli e al Milan e non alla Juventus, che poi vinse il campionato.
Ma la questione scudetto diventa nello specifico secondaria, perché non verrà comunque assegnato, se il campionato in corso si fermerà definitivamente. Molto più interessante appare la differenza tra le due classifiche - quella finale reale e quella con l'algoritmo - riguardo all'assegnazione dei posti per le coppe europee e delle retrocessioni: 11 volte, col metodo stabilito a tavolino, sarebbero retrocesse squadre che invece si sono salvate sul campo. La simulazione parte dal 2004-05: con l'algoritmo sarebbe retrocesso il Siena al posto del Bologna e la Sampdoria sarebbe andata in Champions al posto dell'Udinese. Nel 2005-06, al di là della classifica terremotata dalle sentenze di Calciopoli con la Juve in B, l'Empoli, che chiuse ben sopra la quota salvezza, sarebbe scivolato tra le ultime tre. Nel 2006-07 Parma in B al posto del Chievo e Fiorentina in Champions. Nel 2007-08 Reggina e Cagliari in B al posto di Empoli e Livorno. Nel 2008-09 Bologna in B al posto del Torino. Nel 2009-10 Palermo in Champions al posto della Sampdoria. Nel 2010-11 Cesena in B al posto della Sampdoria e Lazio in Champions al posto dell'Udinese. Nel 2011-12 Lazio in Champions al posto dell'Udinese e Roma in Europa League al posto dell'Inter. Nel 2012-13 Genoa in B al posto del Siena, Lazio in Champions al posto del Milan, Fiorentina e Udinese fuori dall'Europa League. Nel 2013-14 Sassuolo in B al posto del Bologna, Milan fuori dall'Europa League. Nel 2015-16 Fiorentina in Champions al posto della Roma, Milan in Europa League al posto del Sassuolo. Nel 2016-17 Crotone in B al posto dell'Empoli. Nel 2017-18 Spal in B al posto del Crotone, Lazio in Champions al posto della Roma, Sampdoria in Europa League al posto dell'Atalanta. Nel 2018-19 Bologna in B al posto dell'Empoli, Milan (comunque escluso dalle coppe per il Financial Fair-Play) in Champions al posto dell'Atalanta. La simulazione resta tale, al momento è un semplice gioco. Che però conferma come il calcio, soprattutto nelle giornate finali di un campionato spesso segnate da clamorose rimonte, sia uno sport imprevedibile per tutti. Anche per un algoritmo.