NAPOLI - Operazione San Gennaro per il Napoli: non c'è Totò, né Senta Berger e neppure Nino Manfredi, ma c'è comunque una cassaforte da scardinare, operazione che al Napoli riesce al minuto 95', ad un soffio dal gong finale con il primo gol in azzurro di Politano (2-1). L'Udinese di Gotti è una cassaforte, una squadra con un identikit ben definito. Si chiude a riccio, attorno ai suoi bastioni (con la "a") difensivi e crea una trincea strutturata. Insomma, la "tartaruga addominale" friulana si fa sentire in difesa. I friulani, tutti chiusi, quando la prendono, partono dalle retrovie come fossero blocchi di partenza dei cento metri. Così tengono sul chi vive gli avversari più "dotati" dalla Dea Tecnica. Il Napoli di una partita ogni tre giorni ha il muso lungo e le idee al Barcellona. L'Europa League in cassaforte grazie alla coppa Italia, lo sguardo di Mertens è tutto un programma. Non è forse un caso che il più motivato sia Callejon che ancora non sa se il suo contratto sarà prolungato. Quando devi scardinare una cassaforte, occorre prima di tutto appostarsi, studiare, capire. Ma l'Udinese che con il commissario Gotti ha disteso i suoi nervi e dato un senso al suo gioco ha un gendarme che brilla su tutti.
<< La cronaca della partita >>
Rodrigo De Paul è un formidabile detective, è lui che organizza la squadra. E' lui che ruba il copione all'avversario, in una rara, ma profonda replica delle zebrate, Zeegelaar, uno che corre ingobbito, ha grande stazza, e si occupa della rotaia di sinistra, mette un pallone teso e basso in area, il Napoli riprende pigramente posizione, Mario Rui la riesce a toccare di punta dalla parte opposta dove, chi vuoi che ci sia? Lui, don Rodrigo. Destro fondato sul palo opposto, Ospina è battuto, vantaggio Udinese. Una squadra che in Campania (di solito) non va oltre all'acquisto di qualche souvenir, capita da sette anni. La mozzarella di bufala gli resta qui, di solito...
Il Napoli è ferito, il Napoli che sembra quasi dire... chi se ne frega se il Milan è scappato via con uno schiaffone a cinque dita sul Bologna? La reazione è timida: ma almeno c'è. Puntata sulla specialità della casa, il palleggio ostinato. Però Mertens prende una ginocchiata sulla schiena, sente male, ci deve essere un pregresso. Il diavoletto belga fa una smorfia che è tutta un programma. Gattuso non fa una piega. Arkadiusz? Vai. Milik scatta in campo, non è lo svogliato attaccante visto a Bologna. Si vede subito. Primo attacco, Fabian mette la palla forte e bassa, Milik si allunga in spaccata e infila l'1 a 1. L'Operazione San Gennaro, la cassaforte da far saltare, può ripartire.
La ripresa offre lo stesso copione, ma il bomber polacco sparisce, sbaglia alcuni movimenti, ancora non è del tutto calato nella manovra. Non è solito tran tran perché ci sono due enormi colpi di scena, due lampi prima del finale. Prima Fabian Ruiz: prende la mira dal limite e scarica una cannonata che Musso ha la capacità di toccare, quel tanto che basta perché la sfera si alzi, batta sulla traversa e poi a terra, sollevando quel poco di gesso che vuol dire: non è gol. Il Napoli insiste con la sua filosofia di calcio, dialogo stretto, alla calcetto, l'Udinese non ci casca. Gotti l'ha preparata bene, ha superatleti da opporre ai fini palleggiatori. Palla lunga e pedalare. Su un lancio in verticale, con relativa sgroppata, il Napoli commette un'enorme ingenuità, un'entrata in scivolata dalla trequarti difensiva diventa un assist per Nestorovski e da questi trasmissione a De Paul, solo davanti alla porta.
Ospina esce alla disperata, il tocco sotto dell'argentino mette Koulibaly di fronte al suo recente passato, con la palla che sta andando in porta il belga-senegalese tenta una spaccata volante (la stessa acrobazia che allo Juventus Stadium costò la sconfitta dopo una grande rimonta). Il Grande Uomo non ha dubbi, si lancia sul pallone e lo colpisce anche stavolta con la tibia, ma la palla sbatte sul palo e finisce tra le braccia del portiere colombiano. Entrano forze nuove, Gotti ha la coperta corta e soprattutto è costretto sempre a intervenire per infortuni (fuori il miglior Walace di stagione).
Abbiamo citato Operazione San Gennaro, ricordate? Il tesoro sembrava inattaccabile, fino alla monetina gettata quasi per caso sul cristallo. La monetina che trova il punto di rottura si chiama Politano, entrato per Callejon. Riceve al limite dell'area e va diretto in porta: palo e gol. La maledizione Napoli, per l'Udinese, prosegue oltre i demeriti friulani. Il Napoli di Gattuso non muore mai.
Napoli-Udinese 2-1 (1-1)
NAPOLI (4-3-3): Ospina; Hysaj, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Ruiz (35' st Elmas), Lobotka (25' st Demme), Zielinski (35' st Allan); Callejon (25' st Politano), Mertens (31' pt Milik), Insigne. (1 Meret, 27 Karnezis, 19 Maksimovic, 2 Malcuit, 13 Luperto, 31 Ghoulam, 11 Lozano). All.: Gattuso.
UDINESE: (3-5-2): Musso; Becao, De Maio, Nuytinck; Stryger Larsen, De Paul, Walace (43' st Troos-Ekong), Fofana, Zeegelaar (36' st Ter Avest); Lasagna (46' st Sema), Nestorovski. (27 Parisan, 88 Nicolas, 63 Mazzolo, 3 Samir, 65 Oviszach, 67 Lirussi, 66 Compagnon, 61 Ballarini, 64 Palubo). All.: Gotti.
Arbitro: Chiffi di Padova.
Reti: nel pt 22' De Paul e 31' Milik; nel st 50' Politano.
Angoli: 3-2 per l'Udinese. Recupero: 2' e 7'. Ammoniti: Becao, Milik, Koulibaly, Walace e Demme per gioco scorretto
<< La cronaca della partita >>
Rodrigo De Paul è un formidabile detective, è lui che organizza la squadra. E' lui che ruba il copione all'avversario, in una rara, ma profonda replica delle zebrate, Zeegelaar, uno che corre ingobbito, ha grande stazza, e si occupa della rotaia di sinistra, mette un pallone teso e basso in area, il Napoli riprende pigramente posizione, Mario Rui la riesce a toccare di punta dalla parte opposta dove, chi vuoi che ci sia? Lui, don Rodrigo. Destro fondato sul palo opposto, Ospina è battuto, vantaggio Udinese. Una squadra che in Campania (di solito) non va oltre all'acquisto di qualche souvenir, capita da sette anni. La mozzarella di bufala gli resta qui, di solito...
Il Napoli è ferito, il Napoli che sembra quasi dire... chi se ne frega se il Milan è scappato via con uno schiaffone a cinque dita sul Bologna? La reazione è timida: ma almeno c'è. Puntata sulla specialità della casa, il palleggio ostinato. Però Mertens prende una ginocchiata sulla schiena, sente male, ci deve essere un pregresso. Il diavoletto belga fa una smorfia che è tutta un programma. Gattuso non fa una piega. Arkadiusz? Vai. Milik scatta in campo, non è lo svogliato attaccante visto a Bologna. Si vede subito. Primo attacco, Fabian mette la palla forte e bassa, Milik si allunga in spaccata e infila l'1 a 1. L'Operazione San Gennaro, la cassaforte da far saltare, può ripartire.
La ripresa offre lo stesso copione, ma il bomber polacco sparisce, sbaglia alcuni movimenti, ancora non è del tutto calato nella manovra. Non è solito tran tran perché ci sono due enormi colpi di scena, due lampi prima del finale. Prima Fabian Ruiz: prende la mira dal limite e scarica una cannonata che Musso ha la capacità di toccare, quel tanto che basta perché la sfera si alzi, batta sulla traversa e poi a terra, sollevando quel poco di gesso che vuol dire: non è gol. Il Napoli insiste con la sua filosofia di calcio, dialogo stretto, alla calcetto, l'Udinese non ci casca. Gotti l'ha preparata bene, ha superatleti da opporre ai fini palleggiatori. Palla lunga e pedalare. Su un lancio in verticale, con relativa sgroppata, il Napoli commette un'enorme ingenuità, un'entrata in scivolata dalla trequarti difensiva diventa un assist per Nestorovski e da questi trasmissione a De Paul, solo davanti alla porta.
Ospina esce alla disperata, il tocco sotto dell'argentino mette Koulibaly di fronte al suo recente passato, con la palla che sta andando in porta il belga-senegalese tenta una spaccata volante (la stessa acrobazia che allo Juventus Stadium costò la sconfitta dopo una grande rimonta). Il Grande Uomo non ha dubbi, si lancia sul pallone e lo colpisce anche stavolta con la tibia, ma la palla sbatte sul palo e finisce tra le braccia del portiere colombiano. Entrano forze nuove, Gotti ha la coperta corta e soprattutto è costretto sempre a intervenire per infortuni (fuori il miglior Walace di stagione).
Abbiamo citato Operazione San Gennaro, ricordate? Il tesoro sembrava inattaccabile, fino alla monetina gettata quasi per caso sul cristallo. La monetina che trova il punto di rottura si chiama Politano, entrato per Callejon. Riceve al limite dell'area e va diretto in porta: palo e gol. La maledizione Napoli, per l'Udinese, prosegue oltre i demeriti friulani. Il Napoli di Gattuso non muore mai.
Napoli-Udinese 2-1 (1-1)
NAPOLI (4-3-3): Ospina; Hysaj, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Ruiz (35' st Elmas), Lobotka (25' st Demme), Zielinski (35' st Allan); Callejon (25' st Politano), Mertens (31' pt Milik), Insigne. (1 Meret, 27 Karnezis, 19 Maksimovic, 2 Malcuit, 13 Luperto, 31 Ghoulam, 11 Lozano). All.: Gattuso.
UDINESE: (3-5-2): Musso; Becao, De Maio, Nuytinck; Stryger Larsen, De Paul, Walace (43' st Troos-Ekong), Fofana, Zeegelaar (36' st Ter Avest); Lasagna (46' st Sema), Nestorovski. (27 Parisan, 88 Nicolas, 63 Mazzolo, 3 Samir, 65 Oviszach, 67 Lirussi, 66 Compagnon, 61 Ballarini, 64 Palubo). All.: Gotti.
Arbitro: Chiffi di Padova.
Reti: nel pt 22' De Paul e 31' Milik; nel st 50' Politano.
Angoli: 3-2 per l'Udinese. Recupero: 2' e 7'. Ammoniti: Becao, Milik, Koulibaly, Walace e Demme per gioco scorretto