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Infortuni, Covid e nazionali: quanto è dura la ripresa per la serie A

Victor Osimhen, attaccante del Napoli (agf)
La pausa per le nazionali restituisce le grandi assai trasformate, alle prese con vicissitudini di varia natura
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ROMA - Gli infortuni e la diffusione del Covid mettono a dura prova la tenuta delle big della Serie A. La pausa per le nazionali non ha soltanto allontanato per una decina di giorni i migliori calciatori dai centri di allenamento: ha cambiato il volto delle big alla vigilia di un tour de force che, tra campionato e impegni nelle coppe europee, le vedrà scendere in campo dieci volte in poco più di un mese. 

Inter, Covid e infortuni

In casa Inter il Covid continua a presentare il conto. L'ultima positività è quella emersa ieri mattina: Conte non avrà a disposizione il difensore Kolarov il cui tampone ha dato l'esito temuto. Positività che si somma alle non perfette condizioni del difensore serbo, rientrato alla Pinetina in anticipo per un problema muscolare. Lo stesso iter sostenuto anche da Gagliadini, che dopo la prima positività riscontrata ad ottobre ha lasciato il ritiro della nazionale per un tampone dubbio (poi negativo), e da Brozovic, tornato a Milano con un volo privato dalla Croazia e ora in isolamento. A completare il quadro l'infortunio di Hakimi che ha spaventato Conte prima che l'allarme rientrasse: per domenica contro il Torino di Giampaolo, anche lui positivo al Covid, l'esterno marocchino resta in dubbio. 

Panchine positive

L'allenatore granata non è l'unico tecnico positivo: il big match di giornata tra la capolista Milan e il Napoli andrà in scena senza Pioli e senza il suo fidato vice Murelli, entrambi positivi al tampone. In pole position per la panchina c'è Bonera, che dovrebbe guidare i rossoneri anche nel match di Europa League contro il Lilla. Nel mirino del tecnico del Milan la sfida del 29 contro la Fiorentina.

Capitale decimata

L'ottimo inizio di stagione della Roma è minacciato dal Covid, che non ha risparmiato i giallorossi. Attualmente positivi Dzeko, che ha terminato il periodo di isolamento obbligatorio e attende tampone negativo, Pellegrini e i tre difensori Santon, Fazio e Kumbulla. Positività emerse tra il 9 e il 10 di novembre e il cui percorso, nelle speranze di Fonseca, volge alla conclusione. Avere a disposizione cinque calciatori di tale importanza nel tour de force che vedrà Cluj, Napoli, Young Boys e Sassuolo, è fondamentale per le ambizioni della Roma.
Non va meglio sull'altra sponda del Tevere. Inzaghi può contare nuovamente su Leiva ma deve fare ancora a meno di Immobile e ora anche di Milinkovic, positivo con la Serbia. Crotone, Zenit, Lazio e il match clou contro il Borussia Dortmund del 2 dicembre l'elenco dei prossimi impegni. 

Covid e infortuni

Se le positività stanno modificando rose e panchine delle big, in casa Juventus e Napoli sono anche gli infortuni a preoccupare. Pirlo è costretto a preparare i prossimi match, nell'ordine Cagliari, Ferencvaros, Benevento, Dinamo Kiev e il derby con il Torino del 5 dicembre, senza le due colonne della difesa, Bonucci e Chiellini. I rientri di De Ligt e Alex Sandro sono buone notizie che non riescono però a far tornare completamente il sorriso al tecnico: l'olandese è reduce da tre mesi di inattività e le tante partite ravvicinate, dieci in trentuno giorni, rendono corta la coperta difensiva. Problemi anche per Gattuso in vista dei prossimi impegni che porteranno il Napoli a confrontarsi in un mese con Milan, Roma, Az Alkmaar, Real Sociedad, Inter e Lazio. Hysaj è risultato positivo al Covid al tampone effettuato dall'Albania, la pausa per le nazionali ha restituito un Osimhen infortunato, problema che è avvolto nel mistero. Oggi sarà sottoposto a esami clinici per valutare il problema alla spalla. Da verificare le condizioni del portiere colombiano Ospina che ha saltato la sfida con l'Ecuador, allarme per Bakayoko alle prese con la febbre.
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