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Alberico Evani (ansa)

Nazionale, Evani: "Siamo come una famiglia, pronti per vincere". Bonucci si ferma: "Ho chiesto troppo al fisico"

Sarà ancora una volta il vice di Mancini a guidare la squadra contro la Polonia. Il difensore costretto a fermarsi per problemi ad entrambi gli adduttori: "Chiunque giochi credo che alla fine cambierà poco". Dopo il pari della Spagna azzurri testa di serie nei sorteggi mondiali

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REGGIO EMILIA - L'espressione è seria, i pensieri non certo stupendi. Leonardo Bonucci non nasconde le difficoltà: "Sono sempre stato un generoso e ho chiesto troppo al mio fisico". Ha problemi ad entrambi gli adduttori, non giocherà domenica sera con la Polonia la sua centesima in azzurro, anzi, al termine della gara raggiungerà immediatamente Torino. Per cui mercoledì niente Bosnia. "Devo valutare attentamente i tempi del mio rientro". Quanto resterà fuori, per capirci. Problema serio, non un'unghia incarnita. Diceva Alberico Evani, il reggente azzurro che anche contro i polacchi guiderà l'Italia dalla panchina al posto di Mancini: "La prima cosa è vedere come stanno i ragazzi, ne abbiamo tanti fuori e non vogliamo rischiare nessuno, né mandare in campo giocatori col rischio di sostituirli poco dopo".

Eppure c'è ottimismo, nonostante tutto: "E' tanto che respiro l'aria azzurra, ho attraversato momenti belli ed altri meno, ma un gruppo come questo, così unito, non l'ho mai trovato. E di solito gruppi così son poi quelli che si tolgono soddisfazioni sul campo", dice il difensore della Juve ed Evani, pochi minuti dopo, aggiunge, riferendosi al Bernardeschi entusiasta di vestire la maglia dell'Italia, "che qui siamo una famiglia, ancor più di una squadra e i ragazzi si rigenerano". In serata poi il buon umore cresce con il pareggio della Spagna in Svizzera: un risultato che consegna agli azzurri un ruolo da testa di serie nei sorteggi per i prossimi mondiali.
 

Tutti sono consapevoli delle difficoltà di sfidare la Polonia dovendo provare a batterla. Non solo per il valore dell'avversario, per la presenza di Lewandowski, ma anche per le numerose assenze. La positività di Gagliardini, che ha lasciato il ritiro, è l'ennesima grana di un momento complicatissimo. "Ma io ho fiducia - di nuovo Bonucci - perché chi indossa questa maglia ha tutto per far bene, tutti si sentono a loro agio e riescono a dare il meglio, chiunque giochi credo che alla fine cambierà poco". Lui però a 33 anni deve iniziare a sentire i segnali che gli manda il suo corpo. Gestirsi, è la parola chiave. "E non è facile, a volte ne parlo con i miei amici e con mia moglie, sono sempre stato un tipo generoso, e trovare un equilibrio non è semplice ma in effetti devo cominciare a pensarci, tanto più dopo un'estate anomala come quella che abbiamo passato, giocando sempre e facendo una pausa breve per cominciare la nuova stagione".
 

Nei giorni scorsi Bonucci s'è detto anche disponibile a far parte del futuro consiglio direttivo dell'Aic, l'associazione calciatori. "Mi piacerebbe, anche per dare una mano alla categoria che non è fatta solo dai giocatori più noti e va tutelata, aspettiamo le elezioni le prossime settimane. In un momento come questo tanti club, non solo noi alla Juve, hanno fatto la loro parte, ma credo che sia superficiale pensare di risolvere i problemi del calcio con il semplice taglio degli ingaggi dei giocatori". Prima però c'è l'Italia. E non è l'ora, al di là dei numerosi guai, di stravolgere la filosofia del gruppo portata da Mancini dopo la mancata qualificazione al Mondiale del 2018. Il messaggio di Evani è decisamente indicativo, verrebbe quasi da definirlo storico, non si corresse il rischio d'esagerare: "Vogliamo provare nonostante tutto a dominare sul campo e a vincere, perché sappiamo quanto sia brutto farlo quando non lo si merita".
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