Nessun gol tra due squadre che badano soprattutto a non prenderle, alla fine risultato giusto e punto che consente a entrambe di muovere la classifica
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Se non tiri in porta, è molto difficile che segni. E se tra Parma e Benevento di conclusioni che hanno centrato lo specchio della porta ne sono arrivate appena quattro (tutte da parte degli ospiti) lo 0-0 finale non può certo sorprendere nessuno. Ma se alla squadra di Inzaghi tutto sommato può stare bene prendere un punto in trasferta e proseguire la striscia positiva iniziata con la vittoria a Firenze e proseguita con l'1-1 con la Juventus (è record per i campani), lascia perplessi la rinuncia degli uomini di Liverani a provare ad andare oltre uno scialbo 0-0. Un atteggiamento che non può essere giustificato soltanto dai tanti assenti in casa gialloblù, ultimo in ordine di tempo una pedina fondamentale come Kucka, che si è fermato nel riscaldamento.
Le squadre si presentano con grossi problemi di formazione: Liverani sceglie di adattare Iacoponi nel ruolo di terzino sinistro a causa dell'assenza di Pezzella e delle non perfette condizioni di Gagliolo. Il ko di Kucka complica ulteriormente i piani: in attacco insieme a Gervinho e Cornelius c'è Karamoh. Non se la passa meglio Inzaghi: oltre agli infortunati Caldirola (operato al ginocchio, starà fuori almeno due mesi), Maggio, Viola, Iago Falque e Moncini, è assente anche Schiattarella per squalifica. Nella conferenza prepartita, Liverani lo aveva detto: "Sarà una partita a scacchi". E le doti divinatorie del tecnico gialloblù sono confermate da un primo tempo in cui le squadre si limitano a studiarsi e le occasioni scarseggiano: da segnalare solo un tiro debole a centro area di Lapadula al 4' dopo un bell'aggancio acrobatico e la conclusione imprecisa di Gervinho al 15' su bella sponda di testa di Cornelius. Tra i più attivi Improta, attaccante prestato al centrocampo che con i suoi strappi mette in difficoltà il binario destro del Parma e causa il primo cartellino giallo del match, sventolato dall'arbitro Sacchi a Hernani. Per il resto, il gioco ristagna a centrocampo, tra ritmi bassi e poca voglia da parte delle due squadre di esporsi agli attacchi avversari. Si va al riposo, inevitabilmente, sullo 0-0, con le statistiche che fotografano perfettamente i primi 45 minuti: il totale di tiri in porta segna un mesto 0-1.
Che Liverani non sia soddisfatto della poca pericolosità dei suoi, che prima di questa partita avevano il secondo peggior attacco casalingo con appena 3 gol, lo fa capire il cambio nell'intervallo tra uno spento Karamoh e l'argentino Brunetta. Ma è il Benevento ad approcciare meglio la ripresa. La pioggia, che cade incessante fin dal primo minuto, sembra voler premiare il coraggio degli uomini di Inzaghi: al 52' Sepe rischia la papera su una conclusione dalla distanza di Improta resa insidiosa dalla viscidità del pallone e del terreno. Passano i minuti, entrambi gli allenatori si affidano ai cambi per cercare forze fresche ma l'inerzia della partita non muta. Gervinho, decisivo la settimana scorsa sul campo del Genoa con una doppietta, si accende solo a metà della ripresa: come sempre, le sue serpentine creano il panico, ma su una sua classica fuga sulla destra al 71' Cornelius non trova il tempo per impattare il pallone e poi Letizia anticipa l'accorrente Brunetta nell'occasione più nitida per i padroni di casa.
Finale nervoso
Con un Parma così arrendevole, cresce la fiducia del Benevento, che tra il 77' e il 78' ha due buone chance per passare in vantaggio: sulla prima, Sepe è bravo in uscita ad anticipare Lapadula sull'intelligente sponda di testa di Importa; sulla seconda, lo stesso centravanti, reduce dall'esordio con la nazionale del Perù, incrocia troppo in contropiede e manda la palla addirittura in fallo laterale. Negli ultimi dieci minuti si gioca poco e niente, in una litania di sostituzioni e ammonizioni: l'arbitro Sacchi sventola il cartellino a Improta, Kurtic e Tello. L'ultimo sussulto lo regala Barba, che da due passi calcia altissimo nel secondo dei quattro minuti di recupero: ma il difensore del Benevento era in fuorigioco. A pochi secondi dal triplice fischio, Hernani di testa manda la palla lontana da Montipò e il Parma finisce con il triste bottino di 0 tiri in porta.
Parma-Benevento 0-0 Parma (4-3-1-2): Sepe; Busi (43' st Gagliolo), Osorio, Alves, Iacoponi; Hernani, Scozzarella (29' st Brugman), Kurtic; Karamoh (1' st Brunetta); Cornelius (43' st Inglese), Gervinho. (34 Colombi, 4 Balogh, 17 Dezi, 30 Valenti, 31 Ricci, 36 Hate Bane, 38 Radu, 41 Nicolussi Caviglia). All.: Liverani. Benevento (4-3-2-1): Montipò; Letizia, Glik, Tuia (35' st Foulon), Barba; Improta (43' st Dabo), Hetemaj, Ionita; Caprari (25' st Sau), R.Insigne (35' st Tello); Lapadula (43' st Di Serio). (12 Manfredini, 22 Lucatelli, 4 Del Pinto, 6 Basit, 28 Sanogo, 30 Masella, 58 Pastina) All. F.Inzaghi. Arbitro: Sacchi di Macerata. Note - Angoli: 6 a 3 per il Parma. Recupero: 0' e 4'. Ammoniti: Hernani, Ionita, Scozzarella, Barba, Brunetta, Improta, Kurtic e Tello per gioco scorretto.