BOLOGNA – Tutta la Juventus racchiusa attorno a uno schermo, a pregare che il colpo di testa di Petagna al 94′ non trovi lo specchio della porta. L’ultima scena della sfida di Bologna non ha nulla a che fare con il campo, perché Dybala e compagni avevano già messo in tasca la vittoria necessaria per concedersi il lusso di sperare. Andrea Pirlo centra in extremis l’obiettivo minimo della stagione bianconera, un traguardo che pareva scontato a inizio anno e impossibile non più tardi di due settimane fa. Il pass per la Champions League disegna un futuro diverso per la Juventus e forse anche per l’allenatore di Flero, che nella notte del Dall’Ara esulta più per lo scampato pericolo che per il risultato raggiunto.
La Juve controlla
La panchina di Cristiano Ronaldo è l’attrazione del primissimo impatto con il match, la Juventus è brava a cancellare subito ogni possibile timore e sfruttare l’enorme gap di motivazione (e di qualità) nei confronti di un Bologna senza assilli di classifica. La solita giocata in profondità per Morata dà il via all’azione del vantaggio: tacco dello spagnolo per Kulusevski che legge bene la situazione e dal fondo pesca Rabiot sul fronte opposto, il francese calcia sull’uscita di Skorupski e colpisce la traversa, trovando però il tap-in vincente di Chiesa. Il Bologna si rende pericoloso solo con qualche cross, la Juventus invece ha dalla sua un Dybala decisamente in forma: a suon di finte manda in tilt Schouten e si presenta davanti a Skorupski, scavalcato con un pallonetto che Morata deposita in rete di testa a porta vuota. Il tris di Rabiot a fine primo tempo, arrivato al termine di una bellissima azione che vede il coinvolgimento palla a terra di Dybala, Chiesa e Kulusevski, mette la Juve definitivamente in condizione di limitarsi ad ascoltare le notizie dagli altri campi.
Accademia nella ripresa
Il Bologna va dritto in gol dal calcio d’inizio della ripresa ma lo scavetto di Palacio viene cancellato dal fuorigioco provocato dal neo entrato Bonucci, bravo a fare un passo avanti al momento giusto. Viene teoricamente annullato anche il poker siglato da Morata con l’evidente complicità di Skorupski ma l’esame del Var scagiona lo spagnolo, partito in posizione regolare. Per qualche minuto, i padroni di casa sembrano totalmente in tilt, rischiando in più occasioni di subire il quinto gol. Alla fine è il Bologna a trovare la via della rete con Orsolini, ma la Juventus è interamente proiettata al Maradona, specialmente dopo la notizia del pareggio di Faraoni. Una squadra abituata a mettere scudetti in fila, per una volta, si ritrova aggrappata a un piazzamento: il boato al triplice fischio di Napoli è sentito come quello di un tricolore vinto, la faccia di Cuadrado e Bonucci che a cose fatte rivedono il gol sfiorato da Petagna la dice tutta sullo spavento preso dalla Juventus. Nella notte del Dall’Ara, impronosticabile sia un anno che due settimane fa, la Vecchia Signora potrebbe aver vissuto una svolta decisiva in vista del suo futuro.
BOLOGNA-JUVENTUS 1-4 (0-3)
Bologna (4-2-3-1): Skorupski; Tomiyasu, Soumaoro, Medel (12′ st Antov), De Silvestri (23′ st Faragò); Schouten (35′ st Baldursson), Svanberg; Skov Olsen (12′ st Orsolini), Vignato (12′ st Sansone), Palacio; Barrow. All.: Mihajlovic
Juventus (4-4-2): Szczesny (22′ st Pinsoglio); Cuadrado, de Ligt (1′ st Bonucci), Chiellini (13′ st Arthur), Alex Sandro; Kulusevski, Danilo (22′ st Bernardeschi), Rabiot, Chiesa (13′ st McKennie); Dybala, Morata. All.: Pirlo
Arbitro: Valeri
Reti: 5′ pt Chiesa, 29′ pt e 2′ st Morata, 45′ pt Rabiot, 41′ st Orsolini
Ammoniti: Medel, Morata, McKennie
Recupero: 1′ e 1′