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Inter o Milan? Le cinque chiavi di un derby da scudetto

Stefano Pioli e Simone Inzaghi (agf)
I duelli in campo, la capacità rossonera di frenare l'azione offensiva dei nerazzurri, il controllo del centrocampo, la motivazione. I temi principali di una stracittadina che mette in palio punti pesantissimi
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L'Inter capolista, il Milan che insegue. Per quel che vale, sono necessariamente i nerazzurri campioni d'Italia ad arrivare da favoriti alla sfida di domani sera (ore 18) a San Siro. Ma il derby è il derby, e tutto può succedere. Chi la spunterà? Ecco le cinque chiavi che potrebbero aprire la via verso la vittoria all'una o all'altra squadra.

Darmian o Dumfries contro Theo?

Theo Hernandez, fresco di rinnovo col Milan nonostante il corteggiamento dei club di mezza Europa, parte dalla posizione di terzino sinistro nella difesa a quattro ma ha numeri da esterno d'attacco. Il francese dall'inizio della stagione in Serie A ha segnato quattro reti (una su rigore) e servito altrettanti assist ai compagni. La domanda è: chi sceglierà Simone Inzaghi per contrastarlo? Preferirà la sperimentata affidabilità difensiva di Matteo Darmian o l'esplosiva potenza di Denzel Dumfries, che in Italia ha molto migliorato le propr…

L'Inter capolista, il Milan che insegue. Per quel che vale, sono necessariamente i nerazzurri campioni d'Italia ad arrivare da favoriti alla sfida di domani sera (ore 18) a San Siro. Ma il derby è il derby, e tutto può succedere. Chi la spunterà? Ecco le cinque chiavi che potrebbero aprire la via verso la vittoria all'una o all'altra squadra.

Darmian o Dumfries contro Theo?

Theo Hernandez, fresco di rinnovo col Milan nonostante il corteggiamento dei club di mezza Europa, parte dalla posizione di terzino sinistro nella difesa a quattro ma ha numeri da esterno d'attacco. Il francese dall'inizio della stagione in Serie A ha segnato quattro reti (una su rigore) e servito altrettanti assist ai compagni. La domanda è: chi sceglierà Simone Inzaghi per contrastarlo? Preferirà la sperimentata affidabilità difensiva di Matteo Darmian o l'esplosiva potenza di Denzel Dumfries, che in Italia ha molto migliorato le proprie capacità in copertura? Soprattutto in questo secondo caso, anche a Theo toccherà impegnarsi in difesa. L'olandese, arrivato la scorsa estate per sostituire Achraf Hakimi, ha segnato tre reti su azione e tre sono anche i suoi passaggi passaggi decisivi che hanno mandato in gol i compagni.

La capacità del Milan di frenare l'azione offensiva dell'Inter

Se nel Milan, probabilmente senza Ibra, il sorvegliato speciale sarà Leao, nell'Inter potenzialmente lo saranno ... tutti. I nerazzurri in questo campionato hanno segnato 53 reti, sei in più del Milan, pur avendo giocato una gara in meno. I nerazzurri in questa Serie A sono la squadra che ha mandato in rete il maggior numero di giocatori e quella che ha segnato più reti di testa. A complicare la vita alle difese avversarie è il fatto che, rispetto al passato, l'Inter ha tante opzioni per arrivare al gol: i cross degli esterni, i tiri da fuori di Calhanoglu e Barella, le incursioni di Bastoni, i colpi di testa di Dzeko e De Vrij. Nell'Inter di Inzaghi praticamente ogni azione è potenzialmente un'azione da gol. Riuscirà la difesa del Milan, senza Kjaer, a contenere tanta esuberanza offensiva?

Skriniar contro Leao

Analizzando l'intera stagione Rafael Leao in questo campionato ha segnato 6 gol, non un numero impressionante per un esterno di attacco. Ma dalla sfida con la Salernitana del 4 dicembre in poi, nonostante un infortunio al bicipite femorale che lo ha tenuto fuori pe tre giornate, si è dimostrato praticamente inarrestabile: in rete con la Roma, due assist contro il Venezia, di nuovo a segno con lo Spezia. Il miglior Milan Skriniar di attaccanti veloci ne ha fermati tanti, spesso li ha neutralizzati. Ma il gigante slovacco ultimamente - cosa rarissima per lui e in generale per la difesa dell'Inter - si è concesso qualche passaggio a vuoto. Contro il Milan, Milan ritroverà la sua forma migliore o concederà qualche occasione al 22enne portoghese?

Il controllo del centrocampo

Da una parte Barella, Brozovic e Calhanoglu. Dall'altra Tonali e Bennacer dietro a Kessie probabile trequartista, con la missione di dare una mano in fase difensiva e non lasciare respiro al numero 77 croato, inesauribile motore del gioco interista. Nel ruolo di angelo custode di Brozovic negli anni si sono provati in molti. In pochi sono riusciti a contenerlo con efficacia: Amrabat ai tempi del Verona, Bentancur allenato da Sarri su tutti. Per correre ai ripari Antonio Conte, nella seconda parte della scorsa stagione, affiancò a Brozovic come secondo palleggiatore Christian Eriksen. Nell'Inter di Inzaghi tutti partecipano a tessere la rete di passaggi a centrocampo, togliendo pressione dal regista. Il centrocampo pragmatico e ad alta carica energetica di Pioli saprà squarciare la tela del fraseggio interista?

La motivazione

Per l'Inter vincere vorrebbe domani significherebbe portarsi a 7 punti sul Milan, con una partita in più da giocare. Se non un'ipoteca sullo scudetto, quantomeno un enorme vantaggio psicologico in vista delle partite contro Roma in Coppa Italia e Napoli in campionato sabato della settimana prossima. Per i rossoneri imporsi sull'Inter a San Siro significherebbe invece in un colpo solo portarsi a -1 dalla capolista, evitare possibili scatti in avanti del Napoli e tenere a distanza Atalanta, che come l'Inter ha giocato una partita in meno, e la Juventus, rafforzata sul mercato invernale dall'arrivo di Vlahovic. Chi saprà cogliere le opportunità di classifica? Chi invece sentirà il peso dell'importanza del match?