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Lega Serie A, rinviato il voto sul presidente. Caccia a un nome nuovo

Claudio Lotito
Claudio Lotito (ansa)
L'elezione, la terza dopo le prime due andate a vuoto, è rimandata alla prossima settimana. Assenti Masi e Bini Smaghi, qualcuno ha avanzato il nome di Carlo Tavecchio, ma si cerca un profilo più "alto" che sappia di sport e possa parlare con la politica: 20 giorni per evitare il commissariamento
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Nulla di fatto. La Lega Serie A non vota per il proprio presidente: l'elezione, la terza dopo le prime due andate a vuoto, è rimandata alla prossima settimana. Ma Lorenzo Casini, candidato di Lotito, non riesce ad andare oltre un consenso limitato e ha chiesto di prendere tempo.

Il voto rimandato

A determinare il rinvio, un doppio fattore: da una parte la decisione di un gruppo nutrito di club - almeno la metà, guidati dall'interista Marotta - di votare scheda bianca in caso si fosse andati al voto, e che quindi avrebbe reso inutili le urne. Dall'altra, l'assenza di due dei candidati, che avrebbero dovuto essere auditi. Mauro Masi e Lorenzo Bini Smaghi non erano presenti alla riunione e Casini stesso, dopo essersi presentato, ha suggerito di aggiornare l'assemblea elettiva per permettere a tutti i candidati di esserci. In realtà, l'assenza di Bini Smaghi era calcolata: l'ex membro dell'esecutivo della Bce non voleva esporsi, visto che a oggi il suo consenso tra i club è minimo. Ragionamento simile deve aver fatto Masi. Ma che in realtà servirà soprattutto a prendere tempo, per dirimere una questione: il tema dell'eleggibilità o meno di Casini, sollevata da alcuni club. Una questione che però riguarda il Mibact, non certo la Lega.

Esclusa l'incompatibilità

In realtà, alla fine della riunione, il tema era già evaporato. Il motivo è: questo mai incidere una norma del Mibact sulla giurisdizione sportiva? Difficile: se anche ci fosse un caso di incompatibilità - e non è la circostanza - questa riguarderebbe il Mibact, non la Lega. In ogni caso, nessuno potrà impedirgli di candidarsi: l'unico riferimento per farlo è l'ordinamento sportivo, dove il suo incarico pubblico non comporta alcuna preclusione. Il problema semmai è di numeri: oggi Lorenzo Casini non va oltre gli 8 consensi con cui era arrivato all'appuntamento a Milano. E il quorum per l'elezione è di 11 voti. 

Il "no" di Montezemolo

E ora? Ora resta un'altra settimana alla ampia frangia dei "contrari" a Casini per individuare un nuovo candidato che sia credibile. Caduta la candidatura di Carlo Bonomi, qualcuno ha avanzato il nome di Carlo Tavecchio, che però fatica ad attecchire. Serve una figura che capisca di calcio e sia ben introdotto con i salotti della politica romana per trattare con il governo. Nomi ce ne sono pochi. E il problema è convincerli ad accettare. De Laurentiis aveva provato a contattare anche Luca Cordero di Montezemolo, profilo sia istituzionale che sportivo: la risposta un semplice "no, grazie". Non l'unico. Ci sono 20 giorni di tempo per evitare il commissariamento della Serie A. 

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