✕

Napoli-Milan, amarcord da scudetto: dai tecnici ai 'precari', le chiavi della sfida

Luciano Spalletti (agf)
Proprio come ai tempi di Maradona e Van Basten, la gara di domenica è un crocevia verso il titolo. Spalletti punta sulla tradzione contro Pioli (8 vittorie e 3 pari). E ancora, Osimhen e Leao e i partenti Insigne e Kessié, ultimamente spesso decisivi
2 minuti di lettura

Stessi punti e percorsi paralleli, con la partenza a razzo in campionato, il prezzo pagato all'emergenza a metà stagione, il sorpasso subito dall'Inter alle porte dell'inverno e poi l'orgogliosa risalita fino al primato in classifica, che Napoli e Milan si dividono alla vigilia del faccia a faccia cruciale di domenica al Maradona. Alla fine del campionato mancano ancora 11 giornate, ma soffia forte l'amarcord per una rivalità che torna a profumare di scudetto, come ai tempi di Diego e Arrigo Sacchi, Careca e Gullit, Bagni e Van Basten. Sono passati più di trent'anni e gli azzurri e i rossoneri sono di nuovo lassù, a sgomitare per un sogno su cui peserà molto l'esito dello scontro diretto, determinato da 4 duelli.

Stessi punti e percorsi paralleli, con la partenza a razzo in campionato, il prezzo pagato all'emergenza a metà stagione, il sorpasso subito dall'Inter alle porte dell'inverno e poi l'orgogliosa risalita fino al primato in classifica, che Napoli e Milan si dividono alla vigilia del faccia a faccia cruciale di domenica al Maradona. Alla fine del campionato mancano ancora 11 giornate, ma soffia forte l'amarcord per una rivalità che torna a profumare di scudetto, come ai tempi di Diego e Arrigo Sacchi, Careca e Gullit, Bagni e Van Basten. Sono passati più di trent'anni e gli azzurri e i rossoneri sono di nuovo lassù, a sgomitare per un sogno su cui peserà molto l'esito dello scontro diretto, determinato da 4 duelli.

Gli allenatori

Spalletti e Pioli partono ad armi pari, sulla carta: nessuno dei due ha mai vinto infatti lo scudetto in panchina. Ma il discorso vale anche per Simone Inzaghi, il terzo incomodo con l'Inter nella volata tricolore. Sarà dunque l'anno di un debuttante, salvo rimonte in extremis della Juve di Allegri. I tecnici di Napoli e Milan sono però concentrati per il momento soprattutto sullo scontro diretto, con la bilancia degli 11 precedenti che pende nettamente dalla parte dell'allenatore azzurro: 8 vittorie e 3 pareggi. Spalletti è la bestia nera di Pioli, statistica confermata pure nella gara d'andata di dicembre a San Siro, decisa da un colpo di testa di Elmas. Fu però una partita a scacchi tiratissima, col risultato in bilico fino alla fine. I due allenatori hanno del resto in comune una vocazione propositiva e offensiva, incentrata sul possesso del pallone. Al Maradona entrambi punteranno senza fare calcoli all'obiettivo massimo.

I difensori

Sarà fondamentale non subire un gol e anche il duello a distanza tra Koulibaly e Tomori potrà fare la differenza. Qui c'è il peso della maggiore esperienza che pende dalla parte del difensore senegalese del Napoli, leader del reparto offensivo meno battuto della Serie A e ancora più sicuro dei suoi mezzi, dopo il trionfo in Coppa d'Africa. Il "Comandante" di Spalletti sogna adesso anche lo scudetto in maglia azzurra, per rendere indimenticabile la sua stagione. Tomori non era invece partito con i galloni di leader, ma ha dovuto farsene carico dopo il grave infortunio di Kjaer e sta tenendo in piedi come un veterano la retroguardia del Milan. Sarà soprattutto lui a occuparsi della marcatura di Osimhen, nei 90' cruciali al Maradona.

I precari

Ruoli differenti, ma stessa situazione da gestire, da precari di lusso. Lorenzo Insigne e Frank Kessie sono accomunati da un destino molto simile: giocano rispettivamente per il Napoli e il Milan, sapendo però già che a fine stagione cambieranno maglia. Il capitano azzurro ha addirittura firmato con largo anticipo per il Toronto e il suo futuro sarà in Canada, nella MLS americana. Non si sa invece ancora dove andrà il centrocampista ivoriano, sulle cui tracce potrebbe materializzarsi presto il Barcellona. Fino a giugno tuttavia Kessie continuerà a essere un punto di forza del Milan, esattamente come lo è per il Napoli Insigne, decisivo domenica scorsa con un gol e un assist contro la Lazio. La classe precaria ha ancora tre mesi per andare in paradiso, chi vince il braccio di ferro al Maradona potrà sognare un congedo a testa alta e con lo scudetto in tasca: regalo d'addio.

Gli attaccanti 

Giovani, ambiziosi ed esplosivi. Osimhen e Leao saranno le schegge impazzite della supersfida di domenica a Fuorigrotta. Entrambi hanno il gol facile e la capacità di essere imprevedibili, sfuggendo alle gabbie degli avversari e agli schemi. Napoli e Milan si affiderenno in primis a loro per spezzare l'equilibrio nel duello per il primato. Il nigeriano indosserà forse per l'ultima volta la maschera protettiva con cui sta andando in campo per proteggersi dopo la frattura al volto, ma non conosce la paura e non a caso ha segnato di testa (contro Venezia e Cagliari) i suoi primi due gol al rientro dall'infortunio. Il portoghese è invece andato a segno anche contro l'Udinese ed è il più continuo degli attaccanti rossoneri. Osimhen contro Leao: può essere il duello (a distanza) decisivo.