ROMA - La Juventus segna il gol del 2-0 contro la Roma. Anzi, no. Il Var Di Paolo, dopo un rapido check, ha chiamato al monitor di bordo campo l'arbitro Irrati. E' stato lui a decidere, assumendosi il peso della scelta e interpretando il regolamento. Ecco perché.
Il gol annullato a Locatelli
L'azione parte da una cavalcata di Vlahovic, poi Cuadrado appoggia dietro per Locatelli che di destro fulmina Rui Patricio. Ma Di Paolo, rivedendo l'azione, coglie un controllo col braccio di Vlahovic all'inizio della sua corsa verso la porta romanista. Il tocco, con il bicipite alto, avviene mentre l'attaccante serbo sta duellando per il pallone con Karsdorp. Passano quindi molti secondi tra il tocco col braccio e il gol.
Perché è stato annullato
Un particolare importante. Fino alla stagione 2020/21, infatti, l'annullamento del gol sarebbe stato automatico, perché qualunque tocco di mano, anche se completamente involontario o accidentale, nell'azione di una rete, avrebbe portato ad annullarla. Dalla scorsa stagione però il regolamento è cambiato: il tocco accidentale viene punito solo se riguarda il giocatore che segna il gol o se il tocco di mano diventa un assist per un compagno. Stop. In questo caso, quindi, bisogna escludere il tocco accidentale: per Irrati, quello di Vlahovic è stato un tocco di mano punibile in quanto tale. Per capirci: uno di quelli che, se avvengono in area, causano il rigore. Quindi la domanda è: era giusto punirlo come fallo di mano? Chiediamolo al regolmento.
Fallo di mano: cosa dice il regolamento
Per il regolamento è fallo di mano quando "il giocatore tocca intenzionalmente il pallone con la mano o il braccio, per esempio muovendo la mano o il braccio verso il pallone" oppure "tocca il pallone con le proprie mani/braccia quando queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo". In questo senso, il testo spiega anche cosa voglia dire aumentare lo spazio: "Si considera che un calciatore stia aumentando lo spazio occupato dal proprio corpo in modo innaturale quando la posizione delle sue mani/braccia non è conseguenza del movimento del corpo per quella specifica situazione o non è giustificabile da tale movimento. Avendo le mani/braccia in una tale posizione, il calciatore si assume il rischio che vengano colpite dal pallone e di essere quindi sanzionato". E proprio questo è quello che, secondo Irrati, ha fatto Vlahovic.