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Allegri: "La Juve deve essere antipatica e vincente"

Massimiliano Allegri (afp)
Il tecnico bianconero: "Non mi è piaciuto che dopo il Psg sia passato il messaggio che abbiamo giocato bene dopo il 2-0. Se stiamo antipatici vuol dire che siamo vincenti, sennò diventiamo simpatici e bellini ma perdenti". Contro la Salernitana out Locatelli
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Brutta e antipatica ma vincente. Così Allegri vorrebbe la sua Juventus, consapevole che chi vince, quasi sempre, non suscita simpatia. Ecco perché, dopo aver addolcito il suo giudizio sulle prestazioni contro Sampdoria e Fiorentina, l'allenatore bianconero alla vigilia della Salernitana stravolge il bilancio post-Parigi e gli elogi per la reazione nel secondo tempo: "Non bisogna diventare simpatici e bellini altrimenti mi arrabbio molto". Un concetto già espresso nelle scorse  settimane, quando il nodo era la qualità del gioco della Juventus, e rafforzato dopo la sconfitta con il Psg. La seconda metà di partita, giocata con coraggio, è stata accolta positivamente dalla critica, decisamente meno dal tecnico: "Non mi è piaciuto che sia passato il messaggio che la Juventus abbia giocato bene dopo il 2-0. Se stiamo antipatici vuol dire che siamo vincenti, sennò diventiamo simpatici e bellini ma perdenti".…

Brutta e antipatica ma vincente. Così Allegri vorrebbe la sua Juventus, consapevole che chi vince, quasi sempre, non suscita simpatia. Ecco perché, dopo aver addolcito il suo giudizio sulle prestazioni contro Sampdoria e Fiorentina, l'allenatore bianconero alla vigilia della Salernitana stravolge il bilancio post-Parigi e gli elogi per la reazione nel secondo tempo: "Non bisogna diventare simpatici e bellini altrimenti mi arrabbio molto". Un concetto già espresso nelle scorse  settimane, quando il nodo era la qualità del gioco della Juventus, e rafforzato dopo la sconfitta con il Psg. La seconda metà di partita, giocata con coraggio, è stata accolta positivamente dalla critica, decisamente meno dal tecnico: "Non mi è piaciuto che sia passato il messaggio che la Juventus abbia giocato bene dopo il 2-0. Se stiamo antipatici vuol dire che siamo vincenti, sennò diventiamo simpatici e bellini ma perdenti". Iniziando con l'operazione "antipatia" già dalla partita con la Salernitana.

Tenere alta la concentrazione

La verità, naturalmente, sta nel  mezzo: se dopo prestazioni deludenti la versione ufficiale è stata quasi sempre addolcita da Allegri, i segnali positivi dopo la sfida con il Psg sono evidenti. È necessario, però,  compiere un ulteriore passo in avanti specialmente in questa fase della stagione, fatta di partite ravvicinate e caratterizzata dalla necessità di ruotare gli uomini senza per questo abbassare la qualità. Già domani contro i campani, "una delle migliori tra quelle che lottano per la salvezza", dovrà fare a meno di Di Maria, che rientrerà probabilmente con il Benfica mercoledì in Champions, dei lungo-degenti Pogba e Chiesa ma anche di Locatelli, a riposo precauzionale dopo essersi fermato nell'allenamento del venerdì. Tiene sulla corda i suoi per non rischiare un passo falso contro la squadra di Nicola, passaggio fondamentale per non perdere terreno dalla vetta e per presentarsi nel migliore dei modi alla delicata sfida con i portoghesi. Il succo del discorso è chiaro, in attesa di recuperare gli infortunati Pogba e Chiesa, assenze chiamate frequentemente in causa dall'allenatore, bisogna stringere i denti e tenere bassa la testa, senza magnificare un 2-1. Perché vincere, alla Juventus, resta l'unico vero obiettivo e la squadra attuale, come confermato da Elkann recentemente, deve lottare per lo Scudetto: "L'ottimismo suo ce l'ho anche io - conferma -. Ma con tutto il rispetto degli altri giocatori, se togliamo Pogba, Di Maria e Chiesa alle altre squadre... Dobbiamo essere contenti perché la prospettiva è rosea, ma non bisogna diventare simpatici e bellini".

La tabella di marcia

Il piano di avvicinamento al 2023, il momento in cui idealmente avrà la formazione al completo, è lo stesso Allegri a svelarlo: "Ci mancano dei giocatori importanti, con loro avrei avuto più scelta e avrei potuto fare i cambi, che nel calcio di oggi, con 5 sostituzioni, sono determinanti. Pur nelle difficoltà numeriche dobbiamo arrivare nelle migliori condizioni di classifica al 13 novembre, per poi far iniziare la stagione a gennaio al completo. Non possiamo rovinare tutto in questo mese". Testa quindi alla Salernitana e non al Benfica, perché se quella con i portoghesi si prepara da sola, vista l'importanza in chiave qualificazione, con i campani sarà più difficile: "In Italia c'è più tattica, meno spazi: magari sarà più brutta, ma bisogna portare a casa il risultato".

Le scelte di formazione saranno fatte dopo la rifinitura, magari dopo aver sbirciato i risultati di giornata e aver preso le misure alle concorrenti: tuttavia è prevedibile aspettarsi dei cambi. Oltre alla conferma di Perin, visto che Szczesny è ancora indisponibile, probabile un turno di riposo per Bremer, che fino a oggi si è fermato pochissimo, mentre Bonucci potrebbe aggiungere altri minuti nelle gambe ma difficilmente saranno 90. Un turno di riposo ci sarà anche per Cuadrado, molto in affanno nelle ultime uscite, con De Sciglio favorito a destra e Alex Sandro a sinistra. A centrocampo non si fermerà Paredes, che partirà titolare, con Fagioli favorito per una maglia insieme a McKennie: in attacco Kean dovrebbe affiancare Vlahovic, con Kostic a sinistra  nel ruolo ibrido tra centrocampista di fascia e attaccante esterno del tridente.