Serviranno ancora tempo e altrettanta pazienza per poter rivedere in campo Paul Pogba: il centrocampista della Juve potrebbe rientrare a fine gennaio, sei mesi dopo l'infortunio al ginocchio rimediato negli Stati Uniti. Nell'allenamento di martedì mattina, aperto al pubblico e ai media, il francese ha svolto il suo consueto programma al riparo da occhi indiscreti lavorando in palestra, per poi presentarsi al campo per assistere alla partitella tra i compagni. Presenza ma niente corsa, tanto meno tiri in porta o calci al pallone: solo qualche piccolo tocco alla palla che ha quasi sempre tenuto tra i suoi piedi, al massimo di fianco. Pogba non vede l'ora di tornare a calciare, a correre, ad allenarsi con i compagni: a quasi cinque mesi dall'infortunio, e a più di tre dall'operazione al menisco laterale del ginocchio destro, non ci sono ancora certezze sul suo rientro. Un problema in più per Allegri, che spera di non dover rinunciare anche a Rabiot, che ha offerte dalla Premier e che la Juve vorrebbe vendere prima di giugno, quando si libererà a parametro zero.
Guardare ma non allenarsi
Pogba si è materializzato sul campo dello Juventus Training Center poco prima dell'inizio del mini-torneo che solitamente chiude l'allenamento. Ha chiacchierato con la dirigenza, con il presidente dimissionario Agnelli per poi avvicinarsi sempre più al campo, fino ad arrivare nel cerchio centrale da cui ha assistito alle ultime giocate dei compagni. Il sorriso era visibile anche dagli spalti, ma chi lo conosce bene racconta di un Pogba che non ha più certezze: la fiducia diminuisce giorno dopo giorno e i piani per il ritorno in campo si stanno trasformando, ancora una volta, in un continuo rinvio. Senza andare troppo indietro nel tempo, al periodo in cui prima rifiutò l'operazione, scegliendo le terapie conservative, per poi essere costretto a finire sotto i ferri visto il peggioramento della lesione, il programma di rientro per il Polpo era stato studiato nei minimi dettagli. Quando il campionato si era fermato, Pogba era partito per Miami, insieme a un membro dello staff bianconero, con l'intento di proseguire nel lavoro in vista del ritorno in Italia. Inizialmente l'amichevole del 17 con l'Arsenal era quella scelta per il test finale: una volta saltato quell'appuntamento per evidente ritardo sulla tabella di marcia, l'obiettivo si è spostato al 22 dicembre, giorno in cui ci sarebbe dovuta essere l'amichevole inizialmente prevista contro il Barcellona, e che oggi deve ancora essere definita. Esattamente come i tempi di recupero del francese.
A rischio anche il Napoli
Pogba non tornerà in campo nell'amichevole del 22: in tempi non sospetti Allegri era stato chiaro, "dopo che avrà ripreso a correre ci vorranno 15 giorni per averlo a disposizione". Tempi necessari per un calciatore che ha giocato la sua ultima partita ufficiale il 19 aprile, quando vestiva ancora la maglia del Manchester United. Un'annata maledetta, quella scorsa, in cui ha saltato 13 partite tra ottobre e gennaio, 2 per squalifica a cui ne sono seguite 11 in Premier per un infortunio alla coscia, rientrano l'8 febbraio con il Burnley. Giusto il tempo di giocare undici partite, l'ultima delle quali con il Liverpool il 19 aprile, prima di fermarsi nuovamente per un problema al polpaccio e chiudere la stagione. Undici partite in 365 giorni: servirà ben più di una semplice preparazione fisica per tornare al top della condizione, specialmente per un calciatore fisico come lui. A oggi Pogba non ha ancora corso e quando l'ha fatto è stato solo per valutare l'avanzamento della guarigione, quando decise di operarsi. L'obiettivo era fissato per il 13 gennaio, quando la Juventus andrà a far visita alla capolista Napoli: ma per vederlo in campo in quella partita, servirebbe prima un percorso di riavvicinamento, una convocazione contro la Cremonese il 4 gennaio e qualche minuto giocato tre giorni dopo, in casa con l'Udinese. Niente da fare, il Polpo non ci sarà e la corsa al suo rientro si sta trasformando sempre più nel tentativo di agguantare l'orizzonte.