MILANO - Anche ammesso che il controverso vincolo sull’abbattimento del Meazza possa essere considerato uno tra gli Sgarbi quotidiani del sottosegretario alla cultura, finora il Milan in questo campionato non poteva certo lamentarsi della sua vecchia casa: a San Siro solo una sconfitta, col Napoli. Però l’ottava vittoria in nove partite è sfumata in extremis e il pareggio permette ai fuggiaschi di Spalletti di tenere a distanza di 7 punti l’accoppiata Milan-Juventus. Formalmente il 2-2 è l’esito dei due gol segnati nel finale da una Roma tenacissima: li ha inflitti ai campioni d’Italia in soli 6’, tra il 42’ e il 48’ del secondo tempo, entrambi su calcio piazzato, a vanificare, con una zuccata di Ibañez su corner e con un tocco al volo di Abraham sulla parata di Tatarusanu al colpo di testa di Matic, un 2-0 piuttosto ineccepibile, costruito sulla zampata di Kalulu in mischia e sul raddoppio di Pobega in contropiede calligrafico, confezionato da una geniale apertura del genietto Leao, un po’ più parsimonioso del solito. Sostanzialmente, però, si affaccia un sospetto, al di là delle sommarie marcature che, sul corner liftato e sulla punizione telecomandata di Pellegrini, hanno agevolato la rimonta della Roma: il sospetto è che sia stata altrettanto decisiva la graduale ed evidente stanchezza del Milan, che ha colto in particolare i tre reduci del Mondiale Giroud (sostituito nel momento topico), Hernandez (in debito di fiato) e Leao (corricchiante).
Le analisi dettagliate del rendimento dei giocatori di Pioli, ormai perfette al millesimo grazie all’uso del gps, permetteranno di verificare la fondatezza della correlazione tra l’effetto Mondiale e il graduale declino atletico dei tre pilastri della squadra. Di sicuro, mentre la staffetta Pobega-Diaz a metà ripresa aveva potenziato anche in senso letterale la trequarti garantendo il 2-0 insieme all’innesto dell’impetuoso Vranckx per Bennacer (fresco di accordo per il rinnovo e comunque il migliore in campo), non altrettanto riuscite si sono rivelate quelle tra De Ketelaere e Giroud e tra Gabbia e Saelemaekers: hanno finito per schiacciare all’indietro il Milan nel momento dell’assalto estremo della Roma.
Lo squalificato Mourinho, per interposto Foti, ha invece azzeccato le sostituzioni, a cominciare dalla rinuncia al fumoso Zaniolo, che non ha gradito il cambio con Tahirovic. Gli innesti di Matic e nel finale di El Shaarawy e Belotti hanno accentuato la presa di possesso della metà campo avversaria. Nulla, in verità, aveva lasciato presagire l’epilogo. Il vecchio Meazza era pieno anche stavolta (quasi 75 mila spettatori, romanisti inclusi), come è in pratica accaduto sempre (tranne che con la Dinamo Zagabria, ma solo per ragioni di sicurezza). E il costante afflato della squadra con la folla, unito al notevole colpo d’occhio delle tribune, non solo rendeva difficile immaginare il futuro trasloco a Sesto San Giovanni, ma sembrava concretizzarsi come punto di forza dell’annata, dopo un paio di stagioni di straordinario rendimento in trasferta. Il Milan di Pioli stava restituendo a se stesso il gusto di giocare bene e di vincere ancora dentro la sua tana, trascinando i tifosi, in attesa della prova della verità, il 14 febbraio nell’andata degli ottavi di Champions col Tottenham di Conte. Riapparso a bordocampo dalla trasferta a Miami, Ibrahimovic si calava nel ruolo di druido, lui che sta per manifestarsi sugli schermi nella veste del legionario romano Caius Antivirus, personaggio della saga cinematografica di Asterix. Invece la pozione del Milan era guasta: in cauda venenum, dicevano i latini.
Milan
30’ pt Kalulu, 32’ st Pobega
Roma
42’ st Ibañez, 48’ st Abraham
Milan (4-2-3-1) Tatarusanu – Calabria, Kalulu, Tomori, T.Hernandez – Bennacer (29’ st Vranckx), Tonali – Saelemaekers, Diaz (25’ st Pobega), Leão – Giroud (40’ st De Ketelaere). All. Pioli.
Roma (3-4-3) Rui Patricio – Mancini (44’ st Belotti), Smalling, Ibañez – Celik (33’ st El Shaarawy), Cristante (21’ st Matic), Pellegrini, Zalewski – Zaniolo (21’ st Tahirovic), Dybala, Abraham. All.: Mourinho (in panchina Foti).
Arbitro: Massa.
Note: ammoniti Celik, Mancini, Leão, Zalewski, Zaniolo, Bennacer, Tomori, Tonali, Matic. Spettatori paganti 74.103, incasso 3.136.664 euro.