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Milan, frenata per lo scudetto: il mercato estivo non funziona, in Coppa Italia occasione per De Ketelaere

De Ketelaere in azione contro la Roma (afp)
Pioli costretto a fare giocare la squadra dell'anno scorso: scarso l'aiuto degli acquisti estivi, soprattutto di Adli e Origi. La sfida col Torino può diventare il riscatto delle riserve   
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MILANO - Malgrado la formula di comodo che permette alle grandi squadre l'ingresso in scena soltanto dagli ottavi di finale, la Coppa Italia è in genere vissuta da chi è in gara per lo scudetto e per le coppe europee come un intoppo almeno fino alle semifinali, quando diventa allettante perché la prospettiva di un trofeo da vincere fa sempre gola a tutti. Ma stavolta, per il Milan, il debutto invernale nel torneo contro il Torino assume l'importanza di una verifica attesa, pur intasando ulteriormente il calendario. L'esame è infatti imprescindibile per le riserve, che a Pioli non piace chiamare con questo nome, ma che devono dimostrare affidabilità: finora, quando sono state chiamate in causa, hanno per lo più fatto rimpiangere i titolari. L'inedito, dopo tre stagioni in cui il mercato ha spesso fatto la differenza, è che a deludere sono stati principalmente gli acquisti estivi: su tutti, De Ketelaere, Origi e Adli. Per …

MILANO - Malgrado la formula di comodo che permette alle grandi squadre l'ingresso in scena soltanto dagli ottavi di finale, la Coppa Italia è in genere vissuta da chi è in gara per lo scudetto e per le coppe europee come un intoppo almeno fino alle semifinali, quando diventa allettante perché la prospettiva di un trofeo da vincere fa sempre gola a tutti. Ma stavolta, per il Milan, il debutto invernale nel torneo contro il Torino assume l'importanza di una verifica attesa, pur intasando ulteriormente il calendario. L'esame è infatti imprescindibile per le riserve, che a Pioli non piace chiamare con questo nome, ma che devono dimostrare affidabilità: finora, quando sono state chiamate in causa, hanno per lo più fatto rimpiangere i titolari. L'inedito, dopo tre stagioni in cui il mercato ha spesso fatto la differenza, è che a deludere sono stati principalmente gli acquisti estivi: su tutti, De Ketelaere, Origi e Adli. Per il giovane Charles, che col Bruges non era abituato a essere un rincalzo, la Coppa Italia non è più un palcoscenico minore: il gol, questo sconosciuto nelle 20 presenze sommate fin qui tra serie A e Champions ma col declassamento a riserva, lo sbloccherebbe.

Effetto Mondiale per Giroud, Hernandez e Leao

I campioni d'Italia avrebbero avuto bisogno di fare risparmiare energie ai soliti noti, che invece nella corsa al campionato hanno dovuto giocare sempre. Il monitoraggio dei dati fisici e atletici della partita con la Roma, chiusa inusualmente in difesa col crollo che ha causato la rimonta degli avversari dallo 0-2 al 2-2, mostra similitudini col consuntivo della trasferta di Salerno. All'esordio nel 2023 con la Salernitana, dopo i quasi due mesi di sosta per il Mondiale, il Milan aveva dominato, salvo rischiare di farsi riprendere nel finale. Al ritorno a San Siro con la Roma il copione è stato analogo, ma l'epilogo diverso: stavolta gli avversari hanno pareggiato sul serio. Ed è parsa una concausa del risultato, che riallontana il Napoli e consente alla Juventus l'aggancio a meno sette punti dalla capolista, la flessione fisiologica nel secondo tempo dei reduci del Mondiale, tutti e tre pilastri della squadra. L'iperutilizzato Giroud, che ha saltato solo 3 partite tra campionato, Champions e Mondiale, è stato rimpiazzato da De Ketelaere al 40' della ripresa, mentre Hernandez e Leao sono rimasti in campo fino alla fine perché Pioli tende a non sostituirli, sapendo come una loro giocata possa sempre portare al gol. Ma erano esausti e non solo perché il portoghese, nel suo lodevole percorso di completamento tattico si impegna ormai anche in copertura (l'affanno gli è costato un'ammonizione): l'effetto Qatar è chiaro, ma in panchina non c'erano sostituti all'altezza. Al Mondiale, in verità, ha giocato anche De Ketelaere col Belgio, ma solo un quarto d'ora contro il Marocco: una mazzata psicologica ulteriore.

Prudenza in vista del derby di Supercoppa

La Coppa Italia si trasforma dunque nell'occasione perfetta per concedere un po' di tregua ai titolari, anche se la formula dell'eliminazione diretta in partita secca postula la necessità di non esagerare con i cambiamenti. Di fatto tra gli undici abituali è certo di giocare soltanto Tonali, che con la Roma si è preso un cartellino giallo e sabato a Lecce in campionato sarà assente per squalifica. Per Bennacer e Giroud si profila il riposo, per Hernandez e Leao si studia il dosaggio. Il problema è che la panchina è ancora abbastanza sguarnita, soprattutto nel reparto d'attacco, dove il recupero di Rebic, Origi e Messias sarebbe prezioso. All'orizzonte c'è una partita per la quale l'allenatore vorrebbe avere a disposizione il maggior numero possibile di alternative: il derby di Supercoppa a Riad, il 18 gennaio. Non conviene forzare i rientri, rischiando qualche infortunio: chi recupera dovrà dare garanzie assolute. Nel frattempo, con Ibrahimovic tornato a Milanello ma da maneggiare con cura e il portiere Maignan appeso alla piena guarigione dall'infortunio al polpaccio, Pioli deve fare l'equilibrista.

Incubo calci piazzati

Finora hanno giocato più o meno sempre gli stessi della scorsa stagione. E il dato è assai indicativo, visto che rispetto all'anno dello scudetto c'è un Kessié in meno. Significa che Pioli ha volentieri fatto leva su un gruppo affidabile e perfettamente inserito nei suoi meccanismi tattici, ma anche che gli infortuni (Calabria, Saelemaekers, Maignan, Rebic, Florenzi, Kjaer, lo stesso Ibra) hanno imposto gli straordinari a tutti gli altri e che il varo delle innovazioni tattiche parziali, a cominciare dalla difesa a 3 e dall'esperimento di Hernandez esterno sull'intera fascia e di Leao seconda punta, è stato condizionato dall'emergenza: i gol subiti con Salernitana e Roma dopo il passaggio alla linea a 3, secondo Pioli, non devono suonare da condanna al sistema alternativo. A pesare è stata la deconcentrazione sui calci piazzati fatali. Quanto agli innesti estivi, finora non hanno funzionato quelli di prima fila, come De Ketelaere e soprattutto l'eterno acciaccato Origi, ma sono rimasti ai margini Vranckx, Dest e Thiaw: ha risposto alle aspettative il solo duttile Pobega, utilizzato con la Roma da trequartista quando è entrato al posto di Diaz e ha pure segnato. Ora si è aperto il mercato invernale e la partita col Torino, per la quale potrebbe essere convocato il nuovo portiere colombiano Vasquez, è assai più di una vetrina. Soprattutto per De Ketelaere.