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Grazia a Lukaku, il capo degli arbitri Pacifici: "Non crea un precedente, chi zittisce il pubblico sarà ammonito"

Grazia a Lukaku, il capo degli arbitri Pacifici: "Non crea un precedente, chi zittisce il pubblico sarà ammonito"
Il presidente degli arbitri: "La decisione nei confronti dell'attaccante interista non cambia niente. Il gesto provocatorio sarà sempre sanzionato"
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"La grazia a Romelu Lukaku, per gli arbitri, non cambia niente. Non rappresenta un precedente. Il giocatore che in futuro zittirà il pubblico che lo offende con insulti razziali sarà comunque ammonito, perché i regolamenti considerano il gesto provocatorio". Lo ha dichiarato ai microfoni di Radio anch'io sport, su Radio 1, il nuovo Presidente dell'Aia (Associazione italiana arbitri) Carlo Pacifici. Nel caso di Lukaku - che ha visto cancellata dalla Figc la giornata di squalifica ricevuta dopo l'espulsione di Juve-Inter di Coppa Italia - , spiega Pacifici, "la decisione del campo è stata presa. La grazia è una prerogativa del Presidente federale che l'ha messa in atto perché probabilmente c'erano le condizioni. Ma da parte degli arbitri non cambia nulla, continueremo a prendere le decisioni secondo i regolamenti in atto".

Lukaku, perché è stato graziato

Nella semifinale di andata di Coppa Italia, Lukaku era stato espulso per doppia ammonizione dopo aver esultato zittendo i cori razzisti della curva bianconera. Nonostante la Corte Sportiva d'Appello avesse respinto il ricorso dell'Inter, il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina ha deciso di graziare "in via eccezionale e straordinaria" il belga, che potrà quindi giocare il ritorno a San Siro in programma mercoledì. La grazia è stata concessa per dare un segnale forte alla lotta al razzismo.

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