Allegri evita Adani: l'auricolare non c'è più
di Antonio DipollinaMentre da noi ci si trastulla con i tribunali del popolo delle curve, in Francia il calcio ha celebrato la giornata contro l’omofobia. Striscione esposto dai giocatori prima delle partite: “Homos ou hétéros, on porte tout le même maillot”. Già in passato era successo che alcuni giocatori si fossero rifiutati di aderire. Stavolta idem: soprattutto a Tolosa, cinque giocatori lasciati a casa ieri dal club in quanto avevano preteso di non indossare la maglia con il simbolo arcobaleno pro Lgbt.
Mentre da noi ci si trastulla con i tribunali del popolo delle curve, in Francia il calcio ha celebrato la giornata contro l’omofobia. Striscione esposto dai giocatori prima delle partite: “Homos ou hétéros, on porte tout le même maillot”. Già in passato era successo che alcuni giocatori si fossero rifiutati di aderire. Stavolta idem: soprattutto a Tolosa, cinque giocatori lasciati a casa ieri dal club in quanto avevano preteso di non indossare la maglia con il simbolo arcobaleno pro Lgbt.
Questione oltremodo delicata, i renitenti sono quasi tutti di religione islamica e la polemica un po’ c’è e un po’ no – facendo però ribollire i social. Non solo, a Tolosa un’ora prima della partita di ieri col Nantes è arrivato anche l’allarme bomba e lo stadio è stato evacuato. Si è ripartiti con un’ora e mezza di ritardo e con tutti i presenti in campo con simboli arcobaleno. Ma la questione rimane intricata assai.
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Erling Haaland del City è sceso ieri in campo con un paio di scarpe speciali che avevano stampato il numero 35, la quantità-record di gol segnati finora in Premier. E però dopo mezz’ora ne aveva segnato un altro: si è fatto dare un pennarello, ha cancellato il 5 e ci ha scritto 6.
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Juve-Siviglia, gran ritorno del calcio di club ad alto livello sulla Rai: non proprio un trionfo di ascolti, ma su Tv8 c’era la Roma e non si ricorda un caso simile con due gare in chiaro in contemporanea con squadre di largo richiamo – quanto al calendario e alle quattro partite in contemporanea quella sera tra EL e Conference, alla Uefa sono tutti matti. Ma questo non è mai stato un segreto.
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Notevole nell’occasione Max Allegri nel dopogara. Si presenta alle interviste di Sky, indossa l’auricolare e risponde tranquillamente alle domande dei vari Bergomi, Del Piero etc. Poi si presenta ai microfoni Rai e l’auricolare, puf, non c’è più. Per cui Allegri non può rispondere alle domande di quelli in studio. Tra cui Lele Adani. Quando si dice la combinazione. Un vero peccato.
Invece, per non creare ingiuste e incomprensibili discriminazioni, José Mourinho ormai da mesi non si fa mettere l’auricolare da nessuno, dice quello che ha da dire qualunque sia la tv, risponde vagamente a mezza domanda e se ne va. Ma lui è Special e nessuno, nemmeno un quarto uomo qualsiasi, si permette di eccepire.
Immagine simbolo dell’epilogo della Premier: l’Arsenal tracolla in casa davanti al Brighton di De Zerbi, a dieci minuti dalla fine un drone con telecamera inquadra a lungo l’esterno dello stadio dove una fiumana impressionante di gente se ne sta andando in anticipo nel silenzio assoluto, avendo deciso di aver visto abbastanza.
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"Come si dice dalle nostre parti, dobbiamo continuare a far ciccia" (Leonardo Semplici, Dazn).