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Allegri evita Adani: l'auricolare non c'è più

La rubrica "Schermaglie"
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Mentre da noi ci si trastulla con i tribunali del popolo delle curve, in Francia il calcio ha celebrato la giornata contro l’omofobia. Striscione esposto dai giocatori prima delle partite: “Homos ou hétéros, on porte tout le même maillot”. Già in passato era successo che alcuni giocatori si fossero rifiutati di aderire. Stavolta idem: soprattutto a Tolosa, cinque giocatori lasciati a casa ieri dal club in quanto avevano preteso di non indossare la maglia con il simbolo arcobaleno pro Lgbt.

Lo striscione contro l'omofobia esposto dai giocatori francesi (afp)
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Mentre da noi ci si trastulla con i tribunali del popolo delle curve, in Francia il calcio ha celebrato la giornata contro l’omofobia. Striscione esposto dai giocatori prima delle partite: “Homos ou hétéros, on porte tout le même maillot”. Già in passato era successo che alcuni giocatori si fossero rifiutati di aderire. Stavolta idem: soprattutto a Tolosa, cinque giocatori lasciati a casa ieri dal club in quanto avevano preteso di non indossare la maglia con il simbolo arcobaleno pro Lgbt.

Lo striscione contro l'omofobia esposto dai giocatori francesi (afp)
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Questione oltremodo delicata, i renitenti sono quasi tutti di religione islamica e la polemica un po’ c’è e un po’ no – facendo però ribollire i social. Non solo, a Tolosa un’ora prima della partita di ieri col Nantes è arrivato anche l’allarme bomba e lo stadio è stato evacuato. Si è ripartiti con un’ora e mezza di ritardo e con tutti i presenti in campo con simboli arcobaleno. Ma la questione rimane intricata assai.
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Erling Haaland del City è sceso ieri in campo con un paio di scarpe speciali che avevano stampato il numero 35, la quantità-record di gol segnati finora in Premier. E però dopo mezz’ora ne aveva segnato un altro: si è fatto dare un pennarello, ha cancellato il 5 e ci ha scritto 6.
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Juve-Siviglia, gran ritorno del calcio di club ad alto livello sulla Rai: non proprio un trionfo di ascolti, ma su Tv8 c’era la Roma e non si ricorda un caso simile con due gare in chiaro in contemporanea con squadre di largo richiamo – quanto al calendario e alle quattro partite in contemporanea quella sera tra EL e Conference, alla Uefa sono tutti matti. Ma questo non è mai stato un segreto.
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Notevole nell’occasione Max Allegri nel dopogara. Si presenta alle interviste di Sky, indossa l’auricolare e risponde tranquillamente alle domande dei vari Bergomi, Del Piero etc. Poi si presenta ai microfoni Rai e l’auricolare, puf, non c’è più. Per cui Allegri non può rispondere alle domande di quelli in studio. Tra cui Lele Adani. Quando si dice la combinazione. Un vero peccato.

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Invece, per non creare ingiuste e incomprensibili discriminazioni, José Mourinho ormai da mesi non si fa mettere l’auricolare da nessuno, dice quello che ha da dire qualunque sia la tv, risponde vagamente a mezza domanda e se ne va. Ma lui è Special e nessuno, nemmeno un quarto uomo qualsiasi, si permette di eccepire.
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Immagine simbolo dell’epilogo della Premier: l’Arsenal tracolla in casa davanti al Brighton di De Zerbi, a dieci minuti dalla fine un drone con telecamera inquadra a lungo l’esterno dello stadio dove una fiumana impressionante di gente se ne sta andando in anticipo nel silenzio assoluto, avendo deciso di aver visto abbastanza.
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"Come si dice dalle nostre parti, dobbiamo continuare a far ciccia" (Leonardo Semplici, Dazn).