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Empoli-Juventus 4-1: Caputo mattatore, per i bianconeri è la notte più amara

Doppietta dell'attaccante - uno su rigore - e reti di Luperto e Piccoli per il trionfo dei toscani. Inutile lo squillo di Chiesa. Il tutto in una serata caratterizzata dalla notizia della penalizzazione arrivata mentre la squadra di Allegri stava scendendo in campo
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EMPOLI - Per non farsi mancare niente, poi la Juve s'è messa maglietta e calzoncini e s'è penalizzata da sé, aggiungendo alla batosta dei punti anche lo sconforto del desolante 4-1 di Empoli, un tracollo mentale e fisico trascolorato in umiliazione. "Non si capisce niente" aveva detto Locatelli prima di cominciare, frastornato - lui che come tutti, lui che è il regista di questa troupe sgangherata - dall'andirivieni delle penalizzazioni.

<<La cronaca della gara>>

L'illusione di un'ultima possibilità l'aveva tolta il Siviglia e ieri i bianconeri non sono più riusciti a trovarsi qualcosa dentro, dopo mesi in cui hanno retto con la forza dei nervi e mai con la struttura del gioco: se la prima sentenza aveva compattato il gruppo, l'ultima lo ha di nuovo smembrato, anche se poi l'isteria di certi giocatori (anzi di Vlahovic) è un connotato che prescinde dai fattori esterni visto che lui…

EMPOLI - Per non farsi mancare niente, poi la Juve s'è messa maglietta e calzoncini e s'è penalizzata da sé, aggiungendo alla batosta dei punti anche lo sconforto del desolante 4-1 di Empoli, un tracollo mentale e fisico trascolorato in umiliazione. "Non si capisce niente" aveva detto Locatelli prima di cominciare, frastornato - lui che come tutti, lui che è il regista di questa troupe sgangherata - dall'andirivieni delle penalizzazioni.

<<La cronaca della gara>>

L'illusione di un'ultima possibilità l'aveva tolta il Siviglia e ieri i bianconeri non sono più riusciti a trovarsi qualcosa dentro, dopo mesi in cui hanno retto con la forza dei nervi e mai con la struttura del gioco: se la prima sentenza aveva compattato il gruppo, l'ultima lo ha di nuovo smembrato, anche se poi l'isteria di certi giocatori (anzi di Vlahovic) è un connotato che prescinde dai fattori esterni visto che lui dà l'idea di essere in guerra con sé e il nemico di portarselo dentro, mentre il disinteresse di altri (e qui si parla del piglio con cui sono entrati Paredes e Di Maria) risale a tempi in cui dei tribunali manco si parlava. "Ma era normale avere un crollo dopo Siviglia", dirà Allegri alla fine, emotivo come non mai. "Un quarto d'ora prima dell'inizio eravamo secondi e poi ci siamo ritrovati a 59 punti. Spero che questa storia finisca perché è davvero uno stillicidio: decidano dove la Juventus deve stare e ce lo dicano, perché è una mancanza di rispetto verso gente che lavora. Accetto le critiche, ma un conto è giocare una partita da secondo in classifica e con cinque punti di vantaggio sul Milan e un altro se ti trovi costretto ad inseguire. Ogni volta che mettiamo la testa fuori ci respingono sotto. Diciamo che un po' di attenuanti a questa squadra vanno date". È stato un risultato deciso dalle menti, un derby leggerezza-pesantezza: "In settimana abbiamo un po' esagerato con le feste e temevo una figuraccia" spiegava Zanetti, l'allenatore empolese. Invece i felici hanno strabattuto gli stressati.

Nel suo lunedì nero, la Juve è durata un quarto d'ora: il quell'inizio scoppiettante sembrava che avesse risciacquato gli schemi in Arno, che scorre proprio alle spalle della curva, visto che fluiva gioco scorrevole, con un cross dopo l'altro (e una traversa di Milik, di testa). Però i bianconeri avevano argini emotivi fragili e al primo errore (l'inutile sgambetto di Milik a Cambiaghi sulla riga dell'area) sono crollati: non avevano più niente cui aggrapparsi, non il gioco né tantomeno la serenità mentre l'orgoglio nemmeno è affiorato, nonostante in partenza ci fosse la possibilità di riacciuffare il quarto posto, visto il confronto diretto di domenica col Milan. Dal rigore di Caputo in avanti è stato uno sbriciolamento inarrestabile. Il secondo gol è arrivato 210" dopo il primo perché su ogni pallone, incluso quel batti e ribatti in area, gli empolesi arrivavano sempre prima, mentre il terzo (che delizia lo scavetto di Caputo) è venuto per uno strafalcione di Alex Sandro, e il quarto per un passaggio insensato di Kean ad Haas: a parte il fatto che l'Empoli gioca filosoficamente meglio, ha idee e varietà di soluzioni, la Juve i gol se li è fatti da sé, cercando con ostinazione di penalizzarsi.

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