Spareggio Spezia-Verona, storia dell'ultima possibilità che ha segnato la Serie A
di Furio ZaraLo spareggio atterra o rialza, dà dolori o consola; è per sua natura un premio/punizione che conduce due contendenti sul precipizio, indica l'abisso e considera le stelle. A quel punto: giocatevela, ragazzi. Da Ettore vs Achille a Spezia vs Verona. Domenica prossima (alla Dacia Arena di Udine, ore 20,45), spareggio per rimanere in Serie A. O per evitare la Serie B: dipende da che prospettiva si guarda la questione. Nude alla meta, le due squadre, sfilacciate e stremate. Lo Spezia è in caduta libera: ha vinto una sola partita nelle ultime dodici, domenica sera ha perso all'Olimpico, subendo la rimonta della Roma. Il Verona ha rincorso troppo e troppo a lungo, pagando pegno nel finale al grande dispendio di energie. Si è arreso al Milan, di fatale stavolta c'è solo la tradizione negativa, che è stata confermata: mai l'Hellas è uscito con una vittoria da San Siro. La vera partita - quelli del Verona - l'hanno giocata qu…
Lo spareggio atterra o rialza, dà dolori o consola; è per sua natura un premio/punizione che conduce due contendenti sul precipizio, indica l'abisso e considera le stelle. A quel punto: giocatevela, ragazzi. Da Ettore vs Achille a Spezia vs Verona. Domenica prossima (alla Dacia Arena di Udine, ore 20,45), spareggio per rimanere in Serie A. O per evitare la Serie B: dipende da che prospettiva si guarda la questione. Nude alla meta, le due squadre, sfilacciate e stremate. Lo Spezia è in caduta libera: ha vinto una sola partita nelle ultime dodici, domenica sera ha perso all'Olimpico, subendo la rimonta della Roma. Il Verona ha rincorso troppo e troppo a lungo, pagando pegno nel finale al grande dispendio di energie. Si è arreso al Milan, di fatale stavolta c'è solo la tradizione negativa, che è stata confermata: mai l'Hellas è uscito con una vittoria da San Siro. La vera partita - quelli del Verona - l'hanno giocata quando hanno finito di giocare la loro. Otto minuti di attesa, quelli del recupero di Roma-Spezia, sbirciando sui riflessi di un ipad la diretta dell'Olimpico.
Scontri diretti addio
Una volta - per decretare salvi e condannati - venivano considerati gli scontri diretti (in questo caso si sarebbe salvato lo Spezia, vittoria per 2-1 al Bentegodi all'andata e 0-0 in casa al ritorno), da quest'anno no. Mettere i numeri in colonna è meno avvincente di due duellanti che si sfidano a duello. Si è deciso quindi che a decidere siano i 90 minuti post-campionato, una prolunga di adrenalina, gara secca e l'ultimo spenga la luce. Quando c'è lo spareggio, la classifica avulsa si smonta da sola, implode, si sfibra di ogni consistenza. Nella storia della Serie A lo spareggio-salvezza non è affatto una novità ma - va detto - capita di rado.
Bologna-Parma l'ultimo spareggio in Serie A
L'ultimo si disputò al Dall'Ara di Bologna nel 2005. Di fronte Bologna e Parma. Il Bologna vinse l'andata al Tardini, segnò Tare, il popolo rossoblù coltivò per giorni l'illusione di avercela fatta. Poi però la squadra cadde nella buca della presunzione. Il Parma al ritorno vinse 2-0 (Cardone e Gilardino) e si salvò. L'immagine simbolo di quella notte: Pagliuca in lacrime appoggiato al palo, quando già le ombre della notte si allungavano sul prato. Lo spareggio è tranchant, direbbero in un dibattito. Nell'unico spareggio-scudetto della Serie A - quello del 1964 - il Bologna di Bernardini piegò l'Inter di Herrera, 2-0 in campo neutro, all'Olimpico di Roma, con la mossa a sorpresa dell'allenatore rossoblù che tra i titolari inserì il carneade Bruno detto Johnny Capra e mandò in tilt i piani del Mago. Lo spareggio indirizza la Storia: il primo Milan di Berlusconi - stagione 1986-87, Capello aveva sostituito Liedholm in panchina - mise piede per la prima volta in Europa grazie ad uno spareggio vinto, 1-0 contro la Sampdoria. Lì cominciò l'epopea. Lo spareggio è una centrifuga di destini. Come quella volta - campionato 1988-89 - in cui Fiorentina-Roma, valevole per un posto in Uefa, venne decisa da un gol di Pruzzo. E no, non dovete immaginarlo con quella maglia, la maglia della Roma. O Rei di Crocefieschi se n'era andato un'estate prima. Segnò di testa, la sua specialità. Nelle dichiarazioni post-partita ringraziò la Fiorentina e non nominò mai la Roma. Era l'ultima partita della sua carriera, aveva avuto il privilegio di scegliersi il finale. Perché lo spareggio è sempre un regolamento di conti. Con l'avversario, certo; ma anche con il carico di gloria e di miseria che ci hanno accompagnato fin lì, a giocarsi il tutto per tutto in una sola partita.