Le lacrime di Ranieri, l'aggiustatore che ha riportato il Cagliari in serie A
di Maurizio CrosettiChe bello questo signore che piange tra le braccia di un amico. Quanta emozione per Claudio Ranieri che porta il Cagliari in serie A nei minuti di recupero, con quel gol estremo a Bari, segnato da Leonardo Pavoletti che si era appena alzato dalla panchina e mandato dall'allenatore ad aggiustare quest'ultima cosa, il ritocco di un lavoro fatto bene, l'ultimo incastro del meccanismo. Perché, lo sapete, Claudio Ranieri lo chiamano così: l'aggiustatore.
Il fair play di Ranieri
Piange caldissime lacrime in campo, poi corre verso il settore dei tifosi sardi e urla "nooo!", sbracciandosi in un gesto da vigile urbano per chiedere di non cantare "serie B, serie B" ai baresi, non è mai giusto canzonare, in fondo in B c'era il Cagliari fino a qualche istante prima e lì sarebbe rimasto senza la pennellata finale del destino, capolavoro di una carriera intera.
Roma-Leicester, standing ovation all'Olimpico …
Che bello questo signore che piange tra le braccia di un amico. Quanta emozione per Claudio Ranieri che porta il Cagliari in serie A nei minuti di recupero, con quel gol estremo a Bari, segnato da Leonardo Pavoletti che si era appena alzato dalla panchina e mandato dall'allenatore ad aggiustare quest'ultima cosa, il ritocco di un lavoro fatto bene, l'ultimo incastro del meccanismo. Perché, lo sapete, Claudio Ranieri lo chiamano così: l'aggiustatore.
Il fair play di Ranieri
Piange caldissime lacrime in campo, poi corre verso il settore dei tifosi sardi e urla "nooo!", sbracciandosi in un gesto da vigile urbano per chiedere di non cantare "serie B, serie B" ai baresi, non è mai giusto canzonare, in fondo in B c'era il Cagliari fino a qualche istante prima e lì sarebbe rimasto senza la pennellata finale del destino, capolavoro di una carriera intera.
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Il ritorno a Cagliari
Perché Ranieri era arrivato, anzi era tornato a Cagliari (il suo primo club da professionista, 35 eterni anni fa, con quella doppia promozione dalla C alla A) soltanto l'antivigilia di Natale, al posto di Liverani, con il Cagliari quattordicesimo, appena 22 punti in 18 partite. Ma che problema c'era? Il signor Claudio si è messo la tuta blu, ha preso la borsa degli attrezzi, ha inforcato le lenti bifocali (i grandi lavoratori devono vederci bene da lontano e da vicino) e si è messo all'opera, pezzo dopo pezzo, giunto dopo giunto, circuito dopo circuito, snodo dopo snodo, bullone dopo bullone. Cambia qui e avvita là, il Cagliari si è rimesso a funzionare: dieci punti nelle prime quattro partite di campionato, quattro vittorie nelle ultime quattro, quinto posto finale, già un'impresa notevole se si considera il punto di partenza.
La memorabile impresa con il Leicester
Il fatto è che Ranieri aveva appena cominciato, a partire. Play off, dunque: eliminati prima il Venezia, poi il Parma, infine il Bari che è una delle poche squadre del pianeta a non trovarsi nelle 22 righe di carriera del signor Claudio, un giro del mondo che lo ha portato ovunque, dalla Spagna all'Inghilterra, dalla Francia alla Grecia, ma soprattutto in alcuni luoghi del cuore, Roma soprattutto, senza escludere alcune grandi come Juve, Inter, Napoli, Samp e Fiorentina. Ovunque, Ranieri ha saputo mettere sé stesso accanto ad altre persone, seriamente, pacatamente, un giorno dopo l'altro, è così che passano gli anni e le vittorie: la più memorabile, naturalmente, resta la Premier League con il Leicester, qualcosa nella storia del calcio, qualcosa però che non ha frenato Claudio Ranieri dal proseguire il percorso fatto di alti e bassi, metropoli e cittadine, perché quella che conta è la geografia del cuore.
Quel gesto dopo il gol di Pavoletti
Dopo l'incredibile gol di Pavoletti, sotto il diluvio, dentro uno stadio incredulo che già cantava, lungamente, "ci vediamo in serie A", Ranieri ha fatto cenno ai suoi giocatori di ragionare, indicandosi le tempie col dito. Un gesto che è la sintesi di una carriera, forse di una vita intera: restare attenti, concentrati, seri come chi va in ufficio o in fabbrica e cerca di dare il meglio che ha, sempre, anche nei giorni non entusiasmanti, anche nei posti dove si sta così così.
Il signor Claudio compirà 72 anni a ottobre. Dopo la non indimenticabile avventura al Watford era rimasto fermo per quasi una stagione, e in tanti stavano cominciando a pensare a lui come al passato. E invece lo hanno chiamato a Cagliari dove tutti ora ripetono la stessa frase: "Ha fatto di noi una famiglia". Adesso, avanti, da persona perbene dentro un calcio un po' fuori di testa. Settantadue anni: pochi, per mettersi a guardare una ruspa. Anche perché la ruspa è lui.