Le pagelle della Serie A: Napoli e Inter da 9. La Lazio è sul podio, la sorpresa è l’Empoli
di
Paolo Condò
Tommaso Baldanzi e Victor Osimhen
Prima puntata: le promosse della stagione appena conclusa. Davanti a tutte la squadra di Spalletti, che ha conquistato lo scudetto e quella di Inzaghi, arrivata fino alla finale di Champions. Grande impresa di Sarri, che ha portato il club di Lotito al secondo posto, mentre i toscani si sono salvati senza soffrire e mettendo in vetrina il talento di Baldanzi
Aggiornato 4 minuti di lettura
La pagella di fine stagione per le venti squadre di Serie A è un gioco il più possibile analitico – ci sono molti numeri, ma anche parecchie emozioni – che considera tutte le competizioni stagionali e le pondera alla luce delle varie rose. La pubblichiamo in due puntate per approfondire il discorso: abbiamo sbagliato le griglie di partenza, cerchiamo di rispettare almeno l’ordine d’arrivo.
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Il Napoli merita 9 per lo scudetto
Il Napolimerita 9 perché ha vinto lo scudetto 33 anni dopo l’ultima volta, e il suo gioco l’ha fatto primeggiare in tutte le classifiche parziali: ha raccolto più punti sia in casa che in trasferta (45-45, rendimento parallelo), è la squadra che ha segnato più gol (77) e ne ha subiti di meno (28). In un panorama segnato dalla perdita compless…
La pagella di fine stagione per le venti squadre di Serie A è un gioco il più possibile analitico – ci sono molti numeri, ma anche parecchie emozioni – che considera tutte le competizioni stagionali e le pondera alla luce delle varie rose. La pubblichiamo in due puntate per approfondire il discorso: abbiamo sbagliato le griglie di partenza, cerchiamo di rispettare almeno l’ordine d’arrivo.
Napoli-Atalanta, il gol alla Maradona di Kvaratskhelia contro otto giocatori avversari
Il Napoli merita 9 per lo scudetto
Il Napolimerita 9 perché ha vinto lo scudetto 33 anni dopo l’ultima volta, e il suo gioco l’ha fatto primeggiare in tutte le classifiche parziali: ha raccolto più punti sia in casa che in trasferta (45-45, rendimento parallelo), è la squadra che ha segnato più gol (77) e ne ha subiti di meno (28). In un panorama segnato dalla perdita complessiva di 115 reti è stata una delle quattro formazioni ad aver centrato più bersagli dell’anno scorso, 77 contro 74.
Spalletti ha vinto il titolo all’altezza notevole ma non straordinaria di 90 punti perché il finale era scontato da gennaio, e nelle ultime undici gare c’è stato un rilassamento testimoniato da quattro pareggi e due sconfitte. Con questi punti avrebbe vinto solo quattro degli ultimi dieci tornei, ma la percezione è che in caso di bisogno il Napoli sarebbe salito oltre quota 95, secondo punteggio (Juve di Allegri 2018) dopo gli irraggiungibili 102 dell’ultima stagione bianconera di Conte. Osimhen è il capocannoniere con 26 gol sette anni dopo i 36 di Higuain, e il Napoli rimpiange la sua assenza nell’andata dei quarti di Champions col Milan: fin lì il nigeriano, rientrato al ritorno senza incidere granché, era stato perfetto anche in Europa. La magra di coppa Italia con la Cremonese è l’unico neo di una stagione da incorniciare.
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La grande stagione dell’Inter: un altro 9
Anche l’Inter vale 9, il che implica che se avesse vinto a Istanbul la squadra dell’anno sarebbe stata lei, com’è giusto per chi porta a casa la Champions. Ma il raggiungimento della finale – giocata spalla a spalla col City, peraltro – unita alla coppa Italia e alla Supercoppa compensa le famose 12 sconfitte in Serie A, molte contro rivali di seconda o terza fascia: nei tre campionati precedenti l’Inter aveva perso undici gare in totale. Da un anno all’altro sono rimasti in canna 13 gol, e ne sono stati subiti 10 in più. Inter e Bologna sono quelle che ne hanno presi di meno in casa (14), ma i 28 incassati in trasferta la pongono al dodicesimo posto. In compenso Onana, da quando è iniziata l’eliminazione diretta in Champions, ha messo assieme cinque clean sheet su sette: il portiere è uno dei plus della stagione nerazzurra.
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Lazio sul podio: per Sarri 8 in pagella
Dietro alle due grandi protagoniste – una in campionato e una nelle coppe – è giusto piazzare con un rotondo 8 la Lazio, al terzo miglior piazzamento della sua storia dopo i due scudetti. Il secondo anno diSarri paga dividendi importanti: il balzo di dieci punti, che si spiega con l’eccezionale miglioramento della fase difensiva (i gol subiti scendono da 58 a 30, la metà), vale quattro posizioni in classifica e il passaporto per la Champions da seconda assoluta. E questo nell’anno in cui Immobile, frenato dagli infortuni, chiude col dato di gol peggiore (12) del suo settennato laziale. Deludenti le coppe, cui Sarri non ha destinato le energie migliori: il mantra del prossimo mercato è allargare la rosa.
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Le due finali della Fiorentina le valgono un 7.5
Le due finali, per quanto sfortunate, rendono più che positivo il bilancio della Fiorentina: 7.5 la nostra valutazione, che rispetta le 60 partite giocate – in genere bene – dalla squadra di Italiano, il massimo in Italia, una in meno del City in Europa. I 56 punti sono il secondo risultato migliore degli ultimi cinque anni – l’anno scorso furono 62 – ma tengono la Viola fuori dalle coppe: le sono mancati i gol della mezza stagione passata diVlahovic.
La felicità dell’Empoli: 7.5 alla squadra di Zanetti
Assieme alla Fiorentina teniamo a 7.5 l’Empoli di Zanetti, che non soltanto si è salvato con la massima serenità, ma ha imposto la titolarità di Baldanzi, poi stella anche al Mondiale Under 20, e primo progetto di grande numero 10 da molti anni.
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Le squadre che meritano un 7 pieno
Le squadre da 7 sono cinque, appartenenti a diverse zone di classifica. Partiamo dall’Atalanta, che torna in Europa dopo un anno di esilio. Gasperini come sempre vanta uno degli attacchi migliori, terzo a quota 66: risultato da sottolineare perché le novità Lookman con 13 gol e Hojlund con 9 hanno rimpiazzato in toto Zapata (dai 10 dell’anno scorso ai 2 di questo) e Muriel (da 9 a 3).
Sulla sua linea il miglior Bologna dell’era dei tre punti: ne ha raccolti 54, e dopo il dramma di Mihajlovic la squadra ha reagito sotto la guida di Thiago Motta, che l’ha resa impenetrabile in casa (14 gol subiti come l’Inter, i due top) e allegramente sfacciata in trasferta (29 gol all’attivo, dietro soltanto a Napoli e Inter).
Un bel 7 anche al Monza, neopromossa in grado di issarsi all’undicesimo posto. Nel giorno della scomparsa di Silvio Berlusconi è giusto celebrare la sua squadra come l’ultima scommessa vinta assieme all’amico di una vita Adriano Galliani. Claudicante a inizio campionato, nel ritorno il Monza guidato da Palladino ha raggranellato 30 punti, ottava prestazione in assoluto.
Quota 7 per il Lecce, che Baroni ha portato in salvo con una rosa giovanissima e il monte stipendi più basso. Qualche affanno fisiologico soltanto nelle ultime giornate, ma la nona difesa del torneo è bastata.
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Per la Roma un 7 con riserva: bene in Europa, male in Italia
Anche la Roma merita 7 perché è giusto valorizzare non solo la finale di Europa League persa ai rigori, ma anche la qualità delle squadre eliminate: Salisburgo e Feyenoord hanno vinto i loro campionati, la Real Sociedad è giunta quarta in Liga, il Bayer sesto in Bundesliga. Fatte le debite proporzioni, quello di Mourinho è stato il percorso europeo più accidentato. Storia diversa in campionato, dove la Roma fa sempre gli stessi punti: 63 come l’anno scorso, e 62 l’anno prima, e prima ancora 70 (picco di Fonseca), e 66. Dybala ha aggiunto senza togliersi di dosso l’etichetta di campione fragile, mentre è decisamente regredito Abraham. La Roma segna troppo poco: 50 gol le valgono il nono posto. E l’eliminazione in coppa Italia da parte della Cremonese le ha chiuso una strada che pareva spianata verso la finale.